Arctic Monkeys – Palasharp, Milano 26/01/10

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Il Plasharp ospita uno degli eventi live del 2010 e offre un notevole colpo d’occhio, soprattutto nel parterre stipato oltre ogni logica, mentre sulle gradinate si sta piuttosto comodi e non sembra proprio sia sold-out come risulta da settimane su TicketOne!

A scaldare il pubblico ci sono i Mistery Jets, autori di una prestazione molle e confusa che lascia in mente poco e niente, se non una stretta parentela con i The Coral, anche se stasera il ruolo di opening è molto difficile.

Ore 21.40…e cala il sipario!
Sì, è proprio il caso di dirlo perché questa volta la band ci regala un impatto scenico davvero in grande stile.
S’inizia subito con Dance Little Liar (dall’ultimo disco) e si passa senza interruzione a Brianstorm, e già dopo due pezzi la band ha steso tutta la platea.
Sono carichi, precisi, non sbagliano un colpo e la cosa che più mi piace è come i pezzi siano stati rivisti in chiave live. Tante le variazioni rispetto alle versioni in studio, tutte peraltro azzeccatissime. Poi quello che davvero non ci si aspetterebbe da loro sono i ponti strumentali tra un pezzo e l’altro che virano decisamente verso ambientazioni noise.
Avendo rapito tutto il pubblico in pochi minuti, non c’è altro da fare che sparare sulla folla una scaletta che farebbe invidia a un sacco di altre band, pescando sapientemente da tutti e tre i lavori.
Così si passa dalle accelerazioni di The View From Afternoon e I Bet You Look Good On The Dancefloor ai momenti più ampi e rilassati tratti da Humbug.
In mezzo a tutto questo trova spazio anche una cover di Nick Cave (Red Light Hand). Questo credo sottolinei ancora una volta come gli Arctic Monkeys siano sempre più lontani dai gruppi “indie” fotocopia che si sono susseguiti nell’ultimo periodo, dimostrando personalità, talento e creatività come se avessero dieci anni di più di carriera e all’anagrafe.
Sono ormai ben lontani dall’essere il fenomeno mediatico di “Whatever People Say I Am That’s What I’m No”t, bensì sono una band in costante evoluzione e a questo punto, mi chiedo dove potranno arrivare, anche se non riesco a capacitarmi di come siano ancora (almeno qui in Italia) un gruppo per appassionati del genere e addetti ai lavori.
E’ stata la terza volta in cui ho assistito a un concerto di Turner e soci e ho notato una crescita incredibile, come in pochi altri casi.

Daniele Bertozzi per Mag-Music

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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