Intervista a Nina Zilli (2010)

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Apro l’intervista con il tema “Festival di Sanremo”: non hai vinto la sezione “Nuova generazione” ma ti sei aggiudicata il premio della critica. È sempre un bel traguardo, no?

È stato il regalo più bello. Canto quello che scrivo, è un onore enorme avere vinto questo premio. Ne esco soddisfatta e con un sorriso a 100 denti!

Sanremo, argomento un po’ scottante: da anni si parla bene o male del festival, quest’anno credo abbia toccato il fondo. Possiamo sapere qual è il tuo commento su Sanremo?

Penso che rispetto agli anni d’oro del Festival, quelli che ho stampato nella memoria per sound e artisti -vedi Mina, Tenco, Dalidà… ecc…- oggi sia anche e soprattutto una trasmissione televisiva. Come tale ha tempi e modi nuovi…per fortuna che c’è ancora il premio della critica!

Sanremo, la partecipazione alla colonna sonora del film “Mine vaganti” di Ferzan Özpetek e l’uscita di “Sempre lontano”, il tuo primo album. Ne stai bruciando di tappe!

Beh, contenta, contentissima! Özpetek è arrivato un mese prima di Sanremo. Sentirmi nel suo trailer mi ha riempito di gioia. È un regista che amo tanto, di grande sensibilità.

Certo che, nel trailer del film, veder ballare Scamarcio sulle note di 50mila fa un bell’effetto…

(ride, ndr) Mi sono ribaltata dalla sedia! È stato semplicemente fantastico, mi piacerebbe duettarla con lui!

Perché debuttare con un EP e non con un vero e proprio album? È stata una decisione tua o dei “piani alti”?

Piani alti… e tempo tiranno. Non potevamo aspettare ancora e abbiamo deciso di dare un “assaggino” con l’EP, per poi completare il lavoro con calma…ma ho ancora tante canzoni in cerca di album.

Facciamo un piccolo salto indietro fino ai tuoi esordi. Come nasce, artisticamente, Nina Zilli?

Il primo concerto a dodici anni. E da quel giorno non ho mai smesso. Da palchi minuscoli sono arrivata ai festival beat e reggae europei, con Chiara&Gliscuri e i Franziska. Ho collaborato con diverse band, tra cui gli Africa Unite e per ultimi, Giuliano Palma & The Bluebeaters. Senza live non so stare! Oggi canto quello che scrivo e mi chiamo Nina Zilli.

50mila vede la partecipazione di Giuliano “King” Palma. Questa sublime alchimia com’è uscita fuori?

Siamo legatissimi da tanti anni. Abbiamo due ragioni di vita in comune: la musica black e i molossi! Ci siamo conosciuti e mai più staccati. Essendo a me così vicino, ovviamente è stato uno dei primi ad ascoltare i miei provini… dopo aver ascoltato 50mila mi ha guardato dicendomi: “Beh, se non cantiamo insieme questa!”. Doppia gioia: l’amico e il rifermento musicale di sempre al mio fianco. Quando l’abbiamo cantata avevo i brividi.

Giuliano Palma & The Bluebeaters sono il tuo alter-ego, la tua controparte maschile se cosi possiamo dire. Possiamo definirti già “Queen” o ne deve ancora passare di acqua sotto i ponti?

Beh, sicuramente è un appellativo da guadagnare. Ci lavorerò sopra!

Osservando le note del tuo EP si può vedere che sei un’artista completa: i pezzi sono scritti da te, curi gli arrangiamenti e anche la produzione artistica. I miei complimenti, davvero, poiché nei giorni nostri molte cantanti si limitano solamente a cantare e suonare quello che gli è proposto, non mettono mai un po’ di loro nelle canzoni.

Avevo già avuto un’altra esperienza discografica in cui hanno tentato di “ricrearmi”, mi sono sentita avvilita, mutilata e cantare non mi piaceva più. Quest’esperienza terribile Mi ha fatto crescere, mi ha fatto capire che se devo cantare, devo farlo come piace a me, se no faccio qualcos’altro! Basta con i compromessi. Fare tutto da sola comporta grandi rischi.. per fortuna ho con me Carlo U. Rossi (noto produttore, ha lavorato anche con Mau Mau, Ligabue, Baustelle, Subsonica e molti altri, ndr), Jeeba e Marco Zaghi che mi aiutano nella realizzazione di tutto. Esorto tutte le donne che scrivono a credere fino in fondo a quello che fanno perché ne vale sempre la pena.

Tutto bene è il brano che mi ha colpito di più dell’EP per via del testo, anzi, di due frasi: “Cadono come le foglie i soldati mentre guardiamo sul divano la tv” e “Africa, piangi pure il tuo sangue che nessuno grida al miracolo, vogliono lasciarci con niente cliccando sulle icone dell’Iphone”. Mi vuoi parlare di com’è nato questo pezzo?

È nato in casa. Davanti alla tv. Scocciata da tutte le inutili news veicolate dai mass media, dal mondo di lustrini e veline, dal menefreghismo della gente e dal consumismo smodato che porta a rateizzarci anche le mutande. Basta. Viviamo la vita, perché merita.

Cosa c’è, dopo Sanremo, nel futuro di Nina Zilli? Porterai in giro la tua musica?

Sì, sempre in tour! Tutte le date su internet. La band è sempre la stessa… per chi voglia ascoltare del soul, reggae e del rhythm’n’blues de core, noi vi aspettiamo.

Da musicista hai ancora qualche sogno nel cassetto?

Tantissimi… Mike Patton per esempio. Un duetto con una delle voci più incredibili ed eclettiche del nostro secolo. Lo amo dai tempi dei Faith No More e poi me lo ritrovo in Mondo Cane (progetto di Patton dedicato alla canzone italiana, ndr) a cantar Mina e Gino paoli. Mi lascia senza fiato.

Foto di Alessandro Aroni

Marco Gargiulo

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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