Baustelle – I mistici dell'occidente

loading...

Baustelle, atto quinto.

Come sono strane le casualità. Già, proprio strane. E quante volte nella propria vita si è avuto a che fare con le casualità? Quelle che capitano all’improvviso, di mattina, di pomeriggio, di sera o persino di notte, in chissà quale luogo. E se magari una di queste casualità fosse una boccata d’aria in un paese in cui non si capisce se fuggire o meno, tra una provocazione e un’altra?

Questo è uno di quei casi. Francesco Bianconi non sapeva chi fosse il filosofo Elèmire Zolla. E, in effetti, non sono in tanti a conoscere Elèmire Zolla. Un giorno come un altro, all’interno di una libreria, si è ritrovato di fronte ad una sua raccolta di scritti, tanto da arrivare a leggerla e ricevere l’ispirazione. Un’ispirazione che ha dato a lui, come ai suoi Baustelle, spunti in più per un nuovo album. Tanto da intitolare questo nuovo album proprio come quel libro: “I mistici dell’occidente“.

E cosa c’è di “mistico” in questo disco, al di là del citazionismo di cui sopra (citazionismo che risiede anche nella foto di copertina, a un primo sguardo di stampo leggermente Beatlesiano, eppure a detta della stessa Rachele Bastreghi più vicina al Brasile)? Di mistico c’è tanto, ma è presente anche un che di romantico, attuale, realista, e aleggia un’atmosfera meno pessimista rispetto a quello che caratterizzava “Amen”. Un’atmosfera che sembra riunire quasi tutte le tappe del percorso dei tre senesi, dal “Sussidiario illustrato della giovinezza” fino ad oggi. E quello che ne viene fuori è un disco che allo stesso tempo presenta qualcosa di nuovo.

“C‘è forse un mare color indaco oltre lo stretto di Gibilterra…

Sembrerebbe essere il mare alla cui riva sono seduti i tre Baustelle, come dei cantori moderni che si fanno spazio in un ambiente sporco e inquinato, senza pretendere di fare chissà cosa, guardando un tramonto che lascia presagire un giorno più speranzoso dopo tutti quelli passati.

Sarebbe comodo andarsene per sempre, andarsene da qui, andarsene così” cantava Bianconi, alla fine di “Amen”.

E oggi Bianconi è quello che da lontano intravede San Francesco (Sono la vita violenta, San Francesco si diventa), si abbandona a travagliate storie d’amore (Follonica, la simil-punk L’estate enigmistica), ricordi d’infanzia (Le rane), fino a toccare alti livelli di vera e propria canzone d’autore (Il sottoscritto). Più felice di prima, seppur con qualche vuoto del cuore non ancora facile da colmare. Un vuoto come quello situato nelle Groupies da lui descritte (Vivere, dicevamo una sera in hotel, è così, come mangiare una mela).

Ma dentro il cuore dei “tre caballeros” c’è anche una voglia di rivoluzione, di cambiare il mondo, di combattere il nemico (autonomamente o con le sue stesse armi poco importa). Di salvarsi disprezzando la realtà negativa delle cose, e cercare di mutare il Potere negativo in Potere positivo, con l’Arte.

E i Baustelle vivono di arte, seppur non esenti da difetti.

Peccato per il poco spazio concesso alla seducente Rachele Bastreghi, la quale non manca di emozionare fino a portare quasi alle lacrime al suon di L’ultima notte felice del mondo (originariamente un outtake di “Amen”, a quanto pare), il singolo di lancio Gli spietati e La bambolina, invettiva nei confronti di certi stereotipi femminili moderni. Peccato davvero, viste le capacità della nostra, in grado di dare acqua a certe nullità odierne.

Ciò non toglie che “I mistici dell’occidente” sia, oltre che un ottimo disco, parte di una descrizione di parte  di quella realtà da guardare e poi passare, di fronte a quegli spietati che salgono sul treno e non ritornano mai più.

Da segnalare, tra i due batteristi presenti nel disco, Zeno De Rossi, attualmente uno dei musicisti di Vinicio Capossela, e, di recente, di Alessandro Fiori.

…perché il tempo ci sfugge ma il segno del tempo rimane

Bentornati, Baustelle.

Gustavo Tagliaferri per Mag-Music

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *