Intervista ad Ilaria Graziano (2009)

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Nel citare Ilaria Graziano, nel mondo della musica, la prima associazione che viene fatta è quella con la compositrice giapponese Yoko Kanno, famosa nell’ambito dell’animazione per diverse colonne sonore (le serie estratte da “Ghost in the Shell”, “Cowboy Bepop”, “I cieli di Escaflowne”, per citare le più famose). Una collaborazione iniziata nel 2003 e che continua tuttora. Ilaria, per la Kanno, ha scritto e cantato, alternandosi tra italiano e inglese, diversi brani tra cui la famosa I Do (estratta dalla seconda serie di “Ghost in the Shell: Stand Alone Complex”). Oltre alle colonne sonore, Ilaria Graziano è attiva con numerosi progetti, notizie sparse per il web ci dicono che è a lavoro per un disco solista. Mag-Music ha avuto modo di chiedergli parecchie curiosità riguardo alla sua carriera.

Racconta un po’ di te ai nostri lettori.

Questa è di solito una domanda che giro agli amici e ai parenti, in questo caso passo la parola a te e alla tua inventiva!

Raccontaci un po’ del tuo percorso artistico.

Il mio primo approccio “fisico”con la musica è avvenuto attraverso lo studio del violino…ma forse ancor prima da mia nonna che era una cantante lirica e da mio padre che è un grande appassionato di musica. In casa la musica non mancava mai, mio padre mi ha iniziata alla classica al jazz al rock al pop. Nonostante gli studi di violino mi appassionassero io avevo sempre avuto il desiderio di cantare, questo desiderio credo di averlo avuto fin dalla nascita. Mi ricordo che ero sul letto e ascoltavo i dischi di mio padre, ascoltavo Billy Holiday e la sua voce mi commuoveva a tal punto da farmi piangere, anche se non capivo cosa stesse dicendo. Nello stesso tempo avevo un impulso fortissimo che mi spingeva a pensare che da grande avrei fatto la cantante ma non lo dicevo a nessuno era il mio desiderio segreto, avevo circa quattro anni ma me lo ricordo come se fosse ieri.

Quali sono i tuoi ascolti abituali?

Cio che mi piace è scoprire e riscoprire la musica soprattutto quella del passato. Non voglio fare il solito discorso di quanto sia difficile oggi trovare progetti musicali che hanno spessore e che emozionano e che non siano solo squallidi prodotti commerciali. Sono sicura che c’è tantissima bella musica contemporanea in giro, ma è nascosta. Bisogna cercarla nelle bettole nei piccoli club nei festival alternativi, niente radio niente TV, a volte attraverso MySpace qualcosa esce fuori. Mi ritrovo spesso a vivere forti emozioni legate a un  linguaggio che viene dall’anima e non dal business ascoltando generi che sono  legati ad un passato che io considero un pò come l’età dell’oro della musica e al quale sono appartenuti artisti come  Leonard Cohen, Nick Drake, Tom Waits, Neil Young, Bob Dylan, De Andrè, Johnny Cash, Lou Reed e tanti tantissimi altri… Mi piace comunque molto anche la musica elettronica, adoro Amon Tobin, Dj Shadow…e mi sono appassionata molto al genere dub step.

Com’è nata la collaborazione tra te e la famosa compositrice Yoko Kanno?

Yoko e la sua produzione hanno visto il video di una canzone che presentavo da Red Ronnie a Roxy Bar… Così contattarono la mia manager di allora e da allora è nata una lunga collaborazione.

Tra le tue varie collaborazioni (Ghost In The Sell: Stand Alone Complex, Cowboy Bebop), a quale sei più legata e perchè.

Più che  con gli anime il legame si istaura con le canzoni e con le esperienze legate ad esse… Diamonds, Pearl, Christmas in the Silent Forest, Flying to you sono tra le mie preferite… queste canzoni (e di sicuro qualcun’altra che adesso mi sfugge) sono più legate alle mie corde emotive e inevitabilmente le riconduco anche ai luoghi in cui le ho registrate ai musicisti con i quali ho collaborato e ai viaggi connessi.

Che rapporto hai con mondo dei manga e degli anime? Sei fan di qualche serie in particolare?

Non conosco molto bene il mondo degli anime. Il fatto che tu faccia colonne sonore per i manga non vuol dire che devi esserne  un cultore. Il mio mondo è la musica, la mia passione è più rivolta all’arte della pittura ai fumetti. Tra i miei autori preferiti posso di sicuro citare Miyazaki chissà che un giorno non possa cantare per uno dei suoi film, mi piacerebe moltissimo.

Dove vivi in questo momento? Ho letto che ti sei trasferita a Londra per lavorare a un progetto solista…

Ho vissuto per quasi cinque anni a Londra ma adesso vivo a Roma ed è qui che sto scrivendo il mio disco.

Puoi parlarci dei tuoi progetti futuri? Concerti, album, collaborazioni…

Sento l’esigenza di vivermi la musica in tutte le sue sfumature poichè non mi sento legata ad un solo genere o un solo canale espressivo. Adesso mi sto avvicinando al mondo del teatro, collaboro con attori faccio musiche per alcuni spettacoli che rappresento dal vivo con la mia loop station e i miei giochini elettronici, nel frattempo mi dedico alla scrittura  del mio disco e contemporaneamente sto mettendo in piedi un progetto in trio molto sperimentale… certo il termine “sperimentale” non lo preferisco perchè potrebbe voler dire tutto e niente. Diciamo che è un progetto di ricerca, di esplorazione sulle contaminazioni sonore. Siamo tre musicisti che utilizzano i propri strumenti in una maniera poco “convenzionale ” se così si può dire,e  che nello stesso tempo cercano uno spazio di comunicazione che sia comune e riconoscibile. Ci avvaliamo dell’utilizzo di una sorta di elettronica “analogica” insomma una cosa tutta da ascoltare ma rigorosamente dal vivo!

Foto di Simone Cecchetti

Marco “C’est Disco” Gargiulo per Mag-Music

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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