Kitsch – Mentre tutto collassa

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“Mentre tutto intorno collassa, noi ce ne restiamo con le mani in tasca perché tanto non cambia niente, ci si perde in chiacchiere anche se fondamentalmente nessuno ascolta. Gli avidi si fanno strada e gli onesti si accontentano di quello che avanza.”

“È la degenerazione della mia generazione.”

“Schiavi del dover dipendere dal gusto degli altri, incatenati ad un ridicolo atteggiarsi, imitando se stessi.”

Tutto ciò che ho appena scritto (purtroppo per me) non è farina del mio sacco ma strofe estratte, rispettivamente da Mani in tasca, La mia generazione e Poetimprenditori. Tre tra le dieci perle che compongono “Mentre tutto collassa”, album d’esordio dei milanesi Kitsch, prodotti dal leader dei Miura (ex Timoria) Diego Galeri per la sua etichetta Prismopaco.

Un album dal sound tipicamente indie rock, piacevole da ascoltare ma che non si riduce ad un’orecchiabilità fine a se stessa.

Anzi, il tutto è accompagnato da stupende liriche in italiano che sono lo specchio riflesso di una realtà in cui conta l’immagine, l’altruismo si è ormai estinto in favore di un egoismo di fondo che muove qualunque azione e i media tutti la fanno da padrone. La nostra realtà, in pratica.

Le cantine d’Italia sono piene zeppe di gruppi che non avendo nulla da dire si trincerano dietro la scelta della lingua inglese. Il coraggio dei Kitsch è doppio perché, oltre ad optare per la madrelingua, trattano tematiche che sono un campo minato (Show business, reality show, cronaca nera, malesseri interiori) riuscendo ad evitare alla grande il burrone della banalità, arrivando dritti al punto nei concetti espressi, senza perdersi o atteggiarsi in ermetismi gigioneschi.

Certo affiora qualche imperfezione nella metrica di alcuni versi, ma sono errori perdonabili in un’opera prima. Chi come me vive ascoltando musica, cade spesso nella trappola dei rimandi e dei confronti. Nei Kitsch ritrovo tutti i pregi degli esordi dei corregionali Ministri, ad esempio.

Si dice che la fortuna aiuta gli audaci. Beh, il mio augurio è che il viaggio dei Kitsch sia solo all’inizio e che a dispetto dei loro colleghi sopra citati, possano mantenere anche in futuro la lucidità, l’equilibrio e la franchezza di questo promettente esordio.

Giovanni Caiazzo per Mag-Music

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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