Intervista agli Uochi Toki

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Hip hop caratterizzato da beat inusuali e da una voce a metà tra il parlato e l’urlato. Per qualcuno parrà improbabile, eppure un gruppo di questo tipo esiste eccome, in Italia. Piemontesi, attivi nella scena hip hop da poco meno di dieci anni, gli Uochi Toki, Matteo “Napo” Palma e Riccardo “Rico” Gamondi, ex Laze Biose, con il supporto di “Fele”, varcano la strada del nonsense grazie a “Vocapatch”, del 2003, e un album omonimo, uscito un anno dopo. Tutto questo finché, sia con “Laze Biose” (2006) che con “La chiave Del 20” (2007, con il progetto Eterea Post Bong Band), gli Uochi Toki decidono di voltare pagina, in tutti i sensi, abbandonando la comunque efficace linea nonsense che li aveva contraddistinti in precedenza, e con l’intenzione di tirare fuori sempre delle nuove idee dal cilindro. A dimostrare ciò sono sia “Libro audio”, del 2009, che il recente “Cuore, amore, errore, disintegrazione“, entrambi per La Tempesta. Musica non per tutti, forse per pochi, ma per quei pochi è difficile che non incuta un po’ di curiosità!

– E’ già facilmente intuibile il fatto che la vostra ultima uscita, “Cuore, amore, errore, disintegrazione”, sia un disco che tratti il tema del sentimento che unisce due persone. Ascoltando le dieci tracce, si sente che quello da voi descritto è un amore diverso dal solito…

– Napo: Esatto. E pensa che nelle dieci tracce del disco è pieno di altre tematiche che invece sono, aimè, molto più difficili da intuire.

– Il vostro si potrebbe definire “reading hip hop”. E allo stesso tempo anche musica “pittorica”, visto e considerato com’è strutturata ogni vostra canzone, con i suoi relativi cambi di stile, simili a degli schizzi su tela.

– Napo: Chissà in che modo posso spiegare alla persona che mi ha fatto questa domanda senza punto interrogativo e alle persone che leggeranno questo piccolo botta e risposta che certe definizioni non aiutano a comprendere le differenze e le peculiarità perchè tendono a livellarle piuttosto che a metterle in luce? Sarà colpa dei tempi editoriali? Ops, scusa stavo pensando a voce alta.

– Rico: Lasciamo le definizioni a chi ha fretta e voglia di vendere qualcosa, mi verrebbe da dire che la sintesi è uno dei mali peggiori della nostra epoca. Mi verrebbe nel senso che non ho vissuto in altre epoche ed ho conosciuto persone che la utilizzano bene.

– Giusto perché stiamo parlando di hip hop in Italia, che opinione avete di come si sta muovendo tale genere?

– Napo: Chissà come faccio a spiegare alla persona che mi ha fatto questa domanda e alle persone che leggeranno questo piccolo botta e risposta che abbiamo scoperto che sopra alle opinioni ci sono altri piani abitabili e che se ci chiedono di tornare al piano di sotto dove ormai non si respira più, noi saltiamo giù dalla finestra e andiamo in campeggio? La scena, la scena, che cosa anni 90, la scena. Oh, scusa, di nuovo pensavo a voce alta…

– Rico: Un genere è per definizione statico, se fosse dinamico non sarebbe un genere o ne diverrebbe un’altro.

– E della situazione della scena italiana in generale cosa ne pensate?

– Napo: Chissà come faccio a spiegare alla persona che mi ha fatto questa domanda e alle persone che leggeranno questo piccolo botta e risposta che abbiamo pubblicato una FAQ sul nostro piccolo sito internet al fine di fare dell’umorismo sulle possibili domande-che-non-stanno-chiedendo-nulla e che proprio questa domanda era inserita nelle possibili domande prevedibili per le quali una risposta evasiva come questa sarebbe molto più interessante piuttosto che dire “l’Italia non esiste”. Oh, scusami, ancora a pensare a voce alta, sarà un vizio? Mi preoccupo.

– Rico: Non posso che concordare con Napo: il fatto che avessimo previsto la tua domanda sul nostro MySpace non ci rende degli indovini e nemmeno degli stronzi, sottolinea solo il fatto che a volte ricevere delle domande “tanto per” può annoiare sia chi risponde sia chi legge.

– Sia “Cuore, amore, errore, disintegrazione” che il precedente “Libro audio” sono usciti sotto La Tempesta. Com’è stato aver avuto a che fare per la prima volta con quest’etichetta? E come vi trovate tutt’ora con essa?

– Napo: Per “Libro audio” è andata così: “Ei Uochi fateci sentire il vostro disco nuovo, magari lo tempestiamo!”, “Si, va bene, mangiamo degli spaghetti allo scoglio”. Per “C, a, e, d.” invece è andata così: “Ei tempesti abbiamo fatto un disco rognoso e difficile lo possiamo fare uscire?”, “Sì, va bene, mangiamo una focaccia di Recco”.

– Rico: Per “Libro audio” ci hanno prima conosciuto, poi hanno ascoltato il disco ed infine hanno deciso di stamparlo; per “C, a, e, d” hanno deciso di stamparlo poi lo hanno ascoltato (può sembrare folle ma questa inversione ti fornisce una libertà incredibile in fase di produzione. Non che ci siano dei vincoli per gli artisti ma a volte le pressioni che ti crei da solo possono superare quelle di qualsiasi etichetta (major incluse).

– Si può dire che gli ospiti presenti in questo nuovo lavoro hanno dato qualcosa in più al risultato finale, tanto da risultarne anche tra i punti di forza. Dalla batteria di Bruno Dorella al sitar di Lucio Corenzi…

– Napo: Vedo che hai letto poco attentamente la nostra nota stampa. Hai letto con la stessa attenzione anche il disco?

– Rico: Con Bruno Dorella e Lucio Corenzi portiamo in giro il “set legno” ovvero un live Uochi Toki con batteria e contrabbasso (non sitar) effettati (da me), per quanto riguarda il disco ho usato talmente tanto materiale che ridurre alla loro collaborazione il punto di forza sminuisce i mesi di “lavoro” fatto sull’elettronica. Sicuramente un prezioso ed insostituibile contributo, come quello di ogni secondo rubato ai gruppi che hanno registrato al Fiscerprais.

– Immaginate di riportare, un giorno, questo cd in formato cinematografico. Come lo immaginereste? Il video di Permettendomi artifici spontanei potrebbe essere un buono spunto.

– Napo: Io non lo immaginerei. Non vorrei proprio farlo. Non vorrei arrivare al punto dove si guarda il film senza aver letto il libro.

– Rico: Probabilmente sarebbe una schermata nera con l’audio del disco ed alla fine i titoli di coda al posto del booklet.

– Oltre alla musica, quali sono le altre vostre passioni?

– Napo: Discutere animatamente con persone del sesso opposto al mio.

– Rico: Io odio la musica: è sempre imperfetta e fastidiosa, non credo ci sia nulla che mi appassioni a parte ridere delle cose vere.

– Altra piccola curiosità: da cosa è scaturita l’idea di chiamarvi Uochi Toki?

– Napo: Da un pezzo degli Edgar Varese che s’intitola proprio così!

– Bene, l’intervista è finita. Vi va di mandare un saluto alla redazione di Mag-Music?

– Napo: Ciao redazione di Mag-Music è stato fin troppo facile criticare il vostro lavoro, quindi mi scuso per l’acidità e spero sappiate stare alla gag.

– Rico: L’ho spedito oggi dalla posta di Morciano, vi arriverà al massimo dopodomani.

Gustavo Tagliaferri

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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