Intervista a Colapesce (2010)

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Nel gruppo madre, gli Albanopower, il siciliano Lorenzo Urciullo canta in lingua d’oltremanica. Nel suo progetto solista, chiamato Colapesce, si cimenta con la lingua italiana. Quattro chiacchiere scambiate con lui via email…

– Quand’è che Lorenzo Urciullo inizia a confrontarsi con l’uso dell’italiano per la sua musica?

– Ci penso da un pò, ma non avevo ancora trovato una chiave di scrittura e composizione che mi appagasse a pieno o un registro vocale che vestisse bene i testi. Sono ancora distante da tutto ciò, però sono convinto di aver imboccato il sentiero giusto. La scrittura di questo EP è nata quasi due anni fa.

– L’EP quindi contiene il meglio di quei due anni di scrittura?

– Non so se si tratta del meglio… forse contiene i brani in cui l’equilibrio musica/testo mi è sembrato più calibrato rispetto agli altri pezzi.

– L’EP trasuda d’estate, sembra quasi che i brani siano stati composti in un pomeriggio afoso d’agosto.

– Sono nato nel Nord Africa e cresciuto più in mare che sulla terra. “Cerco l’estate tutto l’anno e all’improvviso eccola qua“.

– Quante cose che si scoprono durante le interviste, davvero. Colapesce, il tuo monicker, è preso in prestito da una leggenda siciliana. Quanto c’è della Sicilia nei tuoi brani?

– Bella domanda a cui forse non so dare una risposta… ci provo! La sicilianità, credo sia così per ogni autore che ha avuto la (s)fortuna di nascere nell’isola, non è mediata però viene fuori ugualmente, è una cosa che non puoi controllare (penso a Battiato, alla Consoli, anche gli stessi Uzeda) è chiaro che se uno è cresciuto nella regione dei Grandi Laghi fra ghiaccio e pini il suo immaginario inevitabilmente si gela rispetto alla scrittura di un portoricano. Si scrive e si suona in base a luogo in cui operi, ne sono convinto. Almeno così dovrebbe essere, il fatto è che noi italiani piace tanto scimmiottare i modelli esteri, per questo senti in giro copie patetiche dei Franz Ferdinand, Oasis, gente che canta e si atteggia come se fossero nati a Manchester. E quindi non si va avanti, e rimaniamo sempre legati, anche in ambito alternativo, a quei due modelli obsoleti: Rino Gaetano (per i cantautori di protesta), De Gregori (per le canzoni “leggere”) e la storia continua…

– Hai parlato di modelli, i tuoi quali sono?

– Non che i modelli che ho citato non vadano bene, il fatto è che se ricalchi e riproponi senza virgole una storia già sentita, (io) da ascoltatore la vivo come un’esperienza poco autentica. I miei “modelli” o meglio la musica che ascolto e da cui (di riflesso) mi lascio influenzare è veramente tanta, ho ascolti molto trasversali, da Neil Young agli Animal Collective, da Piero Ciampi ai Kraftwerk, Battisti, Fleet Foxes, Grizzly Bear, Hanry Mancini, Mulatu Astatke, My Bloody Valentine… Colapesce dell’EP l’ho sempre immaginato una cosa fra Neil Young e Gino Paoli. Molte recensioni hanno sottolineato la produzione poco italiana del disco, è una peculiarità che vorrei mantenere…

– Che cosa potremmo aspettarci dal prossimo capitolo discografico di Colapesce, EP o album che sia?

– Album. Ci sto già lavorando, sarà meno legato alla forma canzone… ci sarà l’organo, molti cori e forse degli strumenti a fiato, batterie più “africane” e i testi sono meno palpabili, più onirici rispetto a quelli dell’EP.

– Un album “etnico”, quindi.

– Oddio proprio etnico no, è una parola che non mi è mai piaciuta e mi fa pensare a Peter Gabriel (ride, ndr). Quando è pronto lo ascoltiamo insieme e cerchiamo d’incasellarlo!

– Con molto piacere! Porterai dal vivo Colapesce?

– Certamente, dal 13 Gennaio ho già piazzate ventuno date di fila per la promozione dell’EP, gireremo in duo io e Alessandro Raina (Amor Fou, Casador) a nome “Santiago” (era complicato scrivere: Albanopower – Colapesce – Amor Fou – Casador ex Giardini di Mirò etc etc, quindi abbiamo optato per un nome neutro che useremo solo per il live e faremo un set che sarà una sorta di “the best” dei nostri progetti.  A nome Colapesce i live partiranno da marzo 2011 e saremo in quattro: chitarra, basso, batteria e piano. In quel periodo registreremo anche il disco Colapesce e il nuovo disco Albanopower. Come Albanopower uscirà il primo dicembre 2010 “Albanopumpkins_Mellon Collie and the Infinite Power”, il rifacimento integrale di “Mello Collie…” degli Smashing Pumpkins (28 brani… ho coinvolto più di cinquanta musicisti per la realizzazione del progetto, tra cui appunto Raina, The Second Grace, Feldmann, Basile, Wemen e tanti altri… una follia). Quest’anno si dormirà poco.

– Dimenticavo una cosa, dopo la cover di Niente più di Léo Ferré quale altro brano ti piacerebbe rifare?

– Mi piacerebbe rifare Da niente a niente di Herbert Pagani, è una canzone splendida.

Marco Gargiulo

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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