Petrolio ed euro: permane la tendenza ribassista

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Tra i fattori più determinanti sui mercati finanziari negli ultimi mesi non possiamo non citare il prezzo del petrolio e il cambio euro/dollaro. In entrambi i casi abbiamo assistito ad una serie di ribassi che hanno influenzato i mercati finanziari spingendo molti traders a speculare sulle variazioni di prezzo.

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Tendenza che, nel breve e medio periodo, rimane ribassista in entrambi i casi. Per quanto riguarda il petrolio, infatti, le stime degli analisti parlano chiaro: il 2015 sarà caratterizzato da quotazioni che si manterranno su livelli molto bassi, molto probabilmente sempre al di sotto dei 70 dollari al barile.

Un aspetto che nasconde una duplice faccia: da un lato porterà dei benefici ai paesi oggi in difficoltà, tra cui l’Italia, che potranno trovare nel basso costo energetico uno stimolo alla ripresa economica; dall’altro, invece, penalizzerà i paesi produttori con la possibilità di mettere a rischio economie importanti come quella russa, che basano le proprie fondamenta sull’esportazione di petrolio.

Per quanto riguarda il cambio euro/dollaro, invece, la tendenza di breve periodo sembrerebbe ancora ribassista. Quello che è certo è che i paesi dell’Unione Europea potrebbero trarre grande vantaggio da un euro debole nel 2015. Ma per stimolare la crescita e dare uno sprint all’economia scongiurando il rischio deflazione l’euro dovrebbe spingersi fino a 1 – 1,10 euro/dollaro. Al momento la strada sembrerebbe ancora lunga ma proprio gli ultimi dati sull’economia USA, che parlano di un pil in crescita del 5%, potrebbero dare la spinta giusta in questa direzione.

Insomma questi 2 fattori saranno determinanti sui mercati finanziari e, non a caso, molti traders ne stanno approfittando sfruttando strumenti come il trading in CFD che permettono di speculare sulle variazioni di prezzo dei 2 sottostanti. I CFD sono strumenti sempre più utilizzati proprio per la loro versatilità, particolarmente indicati in queste fasi di mercato.

Variazioni di prezzo che, tuttavia, nascondono non poche insidie. Il 2015, infatti, sarà un anno molto particolare dove si dovrà tenere conto di numerosi fattori: la crisi monetaria della Russia, la nuova crisi della Grecia, il rischio deflazione dell’eurozona e la decrescita del Giappone sono solo alcune delle tante novità che potrebbero mettere a rischio la ripresa e infiammare i mercati. Pertanto la parola d’ordine, qualsiasi mercato o strumento si decida di utilizzare, è “prudenza” evitando di mettere a rischio inutilmente il proprio capitale.

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