Forex: dollaro sempre più forte, euro in zona 1,12

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In questo inizio di settimana molto interessante sul fronte dei mercati finanziari con l’attesa per l’avvio del Quantitative easing della BCE. Mario Draghi è chiamato ad annunciare gli ultimi dettagli tecnici per quel che riguarda il suo piano di acquisto di oltre 1000 miliardi di titoli fino al settembre 2016.

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Euro-dollaro

Si tratta di un annuncio molto atteso dagli investitori che aspettano di sapere come saranno utilizzati questi 60 miliardi mensili di acquisti della Bce. Intanto, però, cominciano a vedersi i primi segnali che fanno ipotizzare che molti operatori stanno prendendo posizione sull’euro che nella seduta di oggi ha toccato un massimo intraday di 1,1239 per poi riscendere sotto quota 1,12.

Per contro il dollaro continua a rafforzarsi rispetto alle principali valute internazionali. L’economia USA sembra essere sempre più solida e continua, imperterrita la sua crescita. Da osservare con attenzione, però, il valore del Nasdaq che alcuni economisti tendono a considerare in bolla essendo sui massimi di sempre.

Insomma quella che ci aspetta è una settimana davvero molto interessante sul fronte finanziario perchè, come giustamente sottolineato dal sito forexzona.com, sono molti anche i tanti dati in calendario. Dati importanti che chi fa trading sul forex non può non monitorare con attenzione.

Sul fronte Europeo, ad esempio, si riapre la vicenda relativa alla Grecia che, stando ad alcune fonti, avrebbe bisogno, a breve, di altri 50 miliardi di euro per poter far fronte alle scadenze di breve. Il problema di Atene è la mancanza di liquidità sul breve periodo che mette a rischio la capacità del governo di far fronte al pagamento di stipendio, pensioni e tutti gli altri oneri in scadenza.

Inutile sottolineare le eventuali ripercussioni che si potrebbero avere sull’euro sul fronte del forex. La moneta unica, infatti, continua la sua lenta discesa con obiettivo, sempre, la parità sul dollaro. Un valore che potrebbe diventare un regalo per l’economia di paesi ad alto tasso di export come Italia, Germania e Francia. Il calo del petrolio e l’euro debole potrebbero far diventare i prodotti made in UE estremamente competitivi a livello di prezzo sul mercato USA.

Nel complesso la situazione è davvero molto difficile da gestire perchè le variabili in gioco sono molte. Il consiglio, per chi fa trading sul forex, è quello di continuare a mantenere una visione d’insieme e di investire solo quando si è convinti della posizione. Spesso, infatti, è più redditizio stare fuori dal mercato.

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