Quantitative easing: euro vicino alla parità con il dollaro

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Il quantitative easing voluto da Mario Draghi sta mostrando i suoi effetti positivi per l’economia del vecchio continente: tassi di interesse sui bond scesi ai minimi da oltre 5 anni e quotazioni dell’euro verso la parità con il dollaro. Il tutto in un contesto ancora di difficoltà dove l’economia reale è in affanno come dimostrano gli ultimi dati (negativi) sulla produzione industriale europea.

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In questa prima fase dobbiamo dare atto alla BCE che gli obiettivi prefissati si stanno tutti centrando e il tutto sta avvenendo in tempi molto rapidi. D’altronde con una tale iniezione di liquidità (parliamo di 60 miliardi di euro al mese fino al 2016) non si scherza.

Secondo i nostri colleghi di forumeconomia.it, la scelta di Draghi si sta rivelando vincente. A questo punto non potevamo esimerci dal fare qualche domanda alla redazione economica del sito.

Gli effetti del quantitative easing sono in linea con le attese?

Assolutamente si, anzi sorprende l’efficacia della manovra visti gli effetti sull’euro che ormai è sempre più vicino alla parità con il dollaro. Parità che veniva auspicata entro l’anno e che, invece, potrebbe arrivare già questo mese. Lo stesso Draghi ha rivendicato l’efficacia del quantitative easing sottolineandone il sostegno all’economia Europea.

E sui titoli di Stato si sta avendo l’effetto voluto?

Anche in questo caso la risposta è si. Basti pensare che i rendimenti dei titoli italiani sono tornati a trattare con rendimenti record. Ieri, ad esempio, l’Italia ha piazzato tutti i 2,5 miliardi di euro di Btp a tre anni, con un nuovo tasso record dello 0,15%, mentre solo a febbraio era dello 0,44%.  Con i tassi di interesse così bassi per tutto l’anno in corso il risparmio per il nostro paese sarà enorme. Un piccolo tesoro da cui ripartire, tutti soldi che possono essere spesi per rimettere in moto l’economia.

Insomma le prospettive per l’Italia sono buone?

Lo sono per tutta Europa e, quindi, anche per l’Italia. Il nostro paese ha un potenziale enorme e deve assolutamente sfruttare questa congiuntura per rialzarsi e tornare grande. Oggi abbiamo un’economia americana in salute e un dollaro forte. Dobbiamo aiutare e nostre piccole e medie imprese a portare i propri prodotti li dove c’è mercato sfruttando l’enorme richiesta di made in Italy. Sarebbe davvero da stupidi lasciarsi scappare un’opportunità del genere.

 

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