Idrogenica versione di Vergini & Serpenti di Claudio Milano per il tribute a Ivan Cattaneo

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claudio milano intervista

Claudio Milano

Singolare artista, Claudio Milano è sinonimo di energia e vitalità nella sua arte che protende in tutte le direzioni, anche la sua versione di Vergini & Serpenti, nel progetto-tributo a Ivan Cattaneo, Un Tipo Atipico, è l’incontro tra attorialità e musicalità da profusa beat generation. Introdotta da una dedica che Ivan fece al suo ragazzo a Parco Lambro nel famoso live con diversi artisti nel 1975, Claudio Milano diventa voce alterata del nevrotico mondo dell’ultima generazione che taglia come un bisturi, carosello di follia tra beaten-body e dolce suono del violino di Erica Scherl, tra le stridule chitarre di Fabrizio Modonese Palumbo e “bucanevi in lagune di petrolio”.

Conoscevi il mondo artistico di Ivan Cattaneo?

Quando avevo quattro anni, una delle mie sorelle, che era stata al Festival al Lambro, nel 1975, mentre io nascevo, mi raccontava di come un cantautore coraggioso, aveva dedicato una canzone al suo ragazzo ed era stato fischiato. Mi diceva “è per questo che in Italia non crescerà mai un Bowie, ma se tu da grande vorrai essere come lui, andremo a uomini assieme”. Nel frattempo mi faceva ascoltare i primi due dischi di Ivan. Bene, neanche lei, crescendo è stata così “open minded” da meritarsi l’Inghilterra in patria, ma è riuscita senz’altro ad avere un ruolo nella mia educazione creativa. Ventenne, ho riscoperto quei due vinili. Trovo siano tra le cose più geniali mai prodotte in Italia e, soprattutto, tra quelle migliore conservate dal tempo. Non so quanto la nuova leva cantautoriale dei vari Iosonouncane, Dente… sia consapevole di come surrealtà e potenza sociale dei loro testi e della loro musica, abbia un precursore così importante.

Come mai hai scelto di interpretare Vergini & Serpenti?

Ho inciso il brano alla fine del 2013. Ero di ritorno da un periodo assai lungo, passato per strada a lavorare come busker. L’abitudine al canto a cappella, accompagnato da body percussion, era diventata grande e mi ritrovavo, dopo ventuno anni lombardi in un piccolo paese al Sud, lontano dai miei collaboratori abituali. Ho preferito una versione assai scarna, cruda, niente patine, in alcun modo, volevo “bucanevi in lagune di petrolio”. Ho deciso di cantare sulla linea melodica, reinventandola e facendola del tutto mia, ma nel rispetto dello spirito dadaista del pezzo. Conclusa, nel Karma Studio di Mimmo Frioli, l’incisione a più voci, che, di fatto, ha inaugurato una mia nuova modalità, più rabbiosa, ho contattato Erica Scherl al violino. Lei ha una capacità di plasmarsi in maniera osmotica appresso al mio canto, ha un’energia che non contieni facilmente e che passa attraverso le note. Ho contattato poi Fabrizio Modonese Palumbo, che ha aggiunto chitarre e suoni, curando mixing e produzione del brano e versando zolfo a profusione, richiamando le lunghe autostrade di Wenders e Lynch. Lavorare per immagini, è il punto di partenza per ogni mia collaborazione. Ad aprire il brano, la dedica del ’75, di cui sopra.

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Claudio Milano

Quale altro brano di Ivan Cattaneo che ami e che avresti cantato volentieri?

Non c’è un brano, dai primi due album, che non avrei cantato e da “Superivan”, non mi sarebbe dispiaciuto cantare “Male Bello”. Probabilmente la inciderò in futuro. Sono sincero, in qualche modo, io canto sempre Ivan, anche quando mi dedico a Mozart.

E, reinventarlo alla tua maniera è stato difficile?

No, ho scritto in passato, anche un brano pensando a lui e Ivan è stato estremamente gentile nel cantarlo con me, il brano si chiama “L’Estasi di Santo Nessuno”, da “L’Enfant et le Ménure”, a nome InSonar.

I tuoi prossimi progetti?




Sono principalmente extramusicali e riguardano un possibile trasferimento. Ho inciso però, tanto per i Maisie, che per un noto cantautore e novellista inglese, sei brani a testa, per i rispettivi dischi, di prossima pubblicazione. Ho collaborato anche alle nuove produzioni di Alfa Neu (Marco Tuppo) e La Curva di Lesmo (Fabio Zuffanti e Stefano Agnini). Ho scritto musiche per un’installazione, Apostasia della Bellezza, di Marc Vincent Kalinka, che continuerà a girare per l’Europa e, a Ottobre, salvo strane vicende, inciderò per Ermes Ghirardini e per Soundstories, progetto di Vanni Floreani e Paolo Tofani. Partecipo anche, con un progetto estemporaneo, i This Order, al disco tributo a Peter Hammill, con una versione di “The Jargon King”, che amo particolarmente. Oltre a questo, ho registrato diverse mie cose, che faranno parte di una pubblicazione, molto futura, di nome “Incidenti”. Quando, se e in che forma, uno fa ma sono tanti i fattori che determinano la forma conclusiva di un lavoro, questa enormità di cose sarà pubblicata, davvero non so dirlo. La vita, però, è sempre più grande di noi e dei nostri progetti, sempre… ed io, pur non avendo la più pallida voglia di esserne spettatore, ci gioco assieme e a me i giochi piace smontarli e ricostruirli in forme altre.

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Ivan Cattaneo tribute cover

Intervista a cura di Nicola Garofano.

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