L’amore di Naif Herin per la Formica d’Estate un dolce tributo a Ivan Cattaneo

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Naif Herin, una delle attuali migliori cantautrici italiane, ha scelto Formica d’Estate, per il tribute a Ivan Cattaneo, Un Tipo Atipico, una canzone tratta dal terzo album di Cattaneo, SuperIvan (1979).

Valdostana polistrumentista, cantautrice, produttrice e speaker radio, Naif ama la terra ma sceglie la musica e inizia a studiare diversi strumenti, poi conosce Simone Momo Riva e nel 2002 fondano il TdEstudio. Cinque dischi all’attivo, un Ep addirittura registrato con la New Power Generation di Prince, l’ultimo album si chiama Metamorfosi (2015). Di Formica d’Estate è in rotazione anche un video minimalista, spoglio ma elegante e significativo, il brano invece è cantato da Naif con toni confidenziali e con una dolcezza ipnotica, un arrangiamento che ricorda Dorothy Gale che cammina saltellando lungo la stradina dorata nel meraviglioso mondo di Oz.

Formica d’estate, particolare scelta, com’è avvenuta?

Non conoscevo il brano, ma il primo ascolto è stato folgorante. Inizialmente sono rimasta incantata dal titolo, poi immediatamente catturata dalla bellezza della melodia e, infine, sono stata conquistata dalla sensualità del testo. Ho iniziato a cantarla accompagnandomi con un sintetizzatore analogico che avevo in studio, avevo, sotto le dita, un suono lungo e arioso con una piccola punta di tensione, era perfetto, e ho sentito subito un caldo afoso e un forte bisogno fisico di amore. Ho registrato il brano nell’immediato per non perdere neanche un attimo di quell’innamoramento, “formica d’estate” mi ha sedotta, io l’ho lasciata fare e mi è pure piaciuto.





naif herin intervista

Naif Herin

Conoscevi già Ivan Cattaneo e la sua produzione, e cosa ti ha colpito di lui e della sua “artisticità”?

Un artista intelligente che ha regalato se stesso e la sua arte senza nascondersi mai. Ivan è stato ed è ancora, per la musica italiana, un cantautore ricco di idee geniali, un acuto provocatore e allo stesso tempo comunicatore gentile e raffinato.

Di Formica d’estate avete realizzato anche un video?

Un video molto semplice, il percorso di una formica in cerca di amore, volevo che le immagini non si allontanassero dal senso del brano, volevo che i frame dilatassero un momento e lasciassero spazio alla preziosità del testo di Ivan.

Dalla tua biografia si legge: “Christine cresce sugli alberi”… un po’ come Candy Candy…

In effetti, sono cresciuta come il piccolo Mowgli, circondata da animali e alberi, poi ho lasciato la foresta per seguire la musica che mi ha portato in America, in Francia, nei Paesi dell’Est. Sto progettando, però, di mettermi un albero in casa a Roma, e, comunque, il “verde” che mi porto dentro mi ha aiutato nei momenti di difficoltà.

Nel 2007 hai registrato un ep con il team di Prince. Raccontaci come ti hanno contattato e del conseguente shock subito…

Il contatto è avvenuto tramite “Myspace”, il social era una novità ed era una piattaforma formidabile per abbattere i confini. Mi contattò Tommy Barbarella, entusiasta delle mie canzoni, in breve tempo mi spedirono a Minneapolis, dove registrai con dei mostri sacri della musica internazionale. Non solo registrai le mie canzoni, ma vissi con loro. Fu un’esperienza incredibile che mi formò tantissimo.

All’inizio dell’anno è uscito Metamorfosi, tuo quinto album. Qual è stato il tuo tipo di cambiamento?

La domanda che vi faccio è: tutte le persone cambiano? Conosci qualcuno che non è mai cambiato? E cosa pensi di questa persona? Tutto cambia, noi non possiamo di certo rimanere immobili. Il cambiamento non è altro che una metamorfosi, si cerca di migliorare se stessi, di scoprirsi, di liberarsi, di ascoltarsi, di concedersi delle fragilità, con un unico obiettivo: diventare una persona migliore.

In “Tenco è morto” parli di cantautori ormai inesistenti. Non c’è nessun artista italiano che potrebbe definirsi tale? Parlando della nuova generazione, naturalmente….

Tenco è morto è una provocazione a un sistema ormai collaudato e meccanizzato del cantautorato italiano. Alcuni progetti musicali, seppur noiosi, copiati e, tendenzialmente, tutti con caratteristiche simili, hanno delle cellule molto interessanti al loro interno. Confido sulle nuove generazioni che saranno libere dai limiti imposti dalla casta cantautorale e avranno come unico confronto la vita, il web e il live.

Poveribelli” è un inno al mondo LGBT. Sei anche attivista in questo senso?

Certamente, fa parte della mia metamorfosi, non vergognarmi di essere quello che sono, veicolare l’omosessualità in tutte le sue forme, con serenità e naturalezza, attraverso la musica, perché è una cosa tremendamente normale, essere diversi. Musica come mezzo di trasporto per condividere emozioni, informazioni, punti di vista e non solo musica, anche video. L’avete vista la mia Music Web Series su youtube? Ogni brano del disco ha un episodio dedicato a un soggetto, per Metamorphose ci sarà, come protagonista, un bimbo meraviglioso, nato dall’amore di sua mamma e da una provetta danese, perché l’amore vince su tutto e su tutti, e, non può spaventare ne nuocere nessuno.

In ”Caterina” richiami delle canzoni della Caselli, mentre è una chiara dichiarazione d’amore….

Trattasi di un amore non corrisposto quello per Caterina, ma è un amore platonico che supera ogni tipo di negazione, fino a raggiungere la perfezione.

Progetti futuri?

Tanti, ma uno solo in particolare, nutrire l’arte in tutte le sue forme.

naif herin, ivan cattaneo

Ivan Cattaneo tribute

Intervista a cura di Nicola Garofano.

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