Al Bellini di Napoli, Erri de Luca con “La musica provata”

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Erri De Luca e Nicki Nicolai e Stefano Di Battista

Arriva al teatro Bellini, dal 3 all’8 novembre, il tanto discusso Erri De Luca con lo spettacolo La musica provata, con la meravigliosa coppia del jazz italiano Nicky Nicolai e Stefano Di Battista, e con Roberto Pistolesi alla batteria, Andrea Rea al pianoforte e Daniele Sorrentino al basso. Questo non è uno spettacolo, è una chiacchierata musicale, sul palco De Luca non suona strumenti, eppure è la star che riporta dal vivo tutte le sue passioni musicali descritte nel libro, splendido collage di ricordi e testimonianze sonore ma anche imprevedibile saggio di storia canora nel quale c’è posto per la curiosa nascita sul Mar Nero di ‘O sole mio, per il ricordo del Sergio Endrigo di Aria di neve, primo brano cantato da De Luca negli anni ’60, e per l’omaggio dovuto all’esecuzione di Luna rossa da parte di Caetano Veloso, il più napoletano dei musicisti brasiliani.

Un mix perfetto di musica e parole, di un gruppo di amici che, in uno scantinato, si sono divertiti a costruire un percorso poetico e musicale, per palati sopraffini.

Erri De Luca è il direttore, con la sua area sognante, la verve napoletana doc, combinatore di musiche costruite su suoi testi, perché “le parole vengono prima della musica”.

Questo spettacolo è destinato a restare nella memoria di chi ha la fortuna di gustarlo. Erri, apparentemente dimesso e in sordina, “patriota del vocabolario” come si è autodefinito, snoda uno dopo l’altro momenti-chiave della sua vita ma non solo. E’ sempre a partire dalla sua esperienza che costruisce storie e racconti, intorno al mar Mediterraneo, l’unico “nostrum”, tanto da chiamarsi “scrittore salmastro”, circondato sempre da storie in cui il mare comunque accompagna gli eventi, sia che si tratti di migranti, sia di viaggi avventurosi, sia di divinità precedenti al monoteismo, di cui il Mediterraneo è stato portatore.

E da ateo, Erri descrive simboli e religioni, riti e credenze, fino al don Chisciotte che raffigura un grande testo nel suo pantheon, pur identificandosi egli più col ronzino dello spadaccino “che forse pesava quanto me”.

Un’ironia mai amara quella di Erri, che però non risparmia accuse, contro lo stupro del territorio, contro le atrocità della guerra, che esemplifica nella vita vissuta nella Sarajevo assediata, non per questo vuota di amanti e di storie meravigliose di poeti conosciuti. E la poesia salva, ricostruisce, dà quel bagliore che illumina anche i tempi più tetri.

La splendida band che dà il suono alle parole, è in qualche modo da lui diretta, perché le musiche sono sue poesie e sono legate in modo indissolubile alla sua poetica: una splendida Nicky Nicolai, non solo le canta magistralmente, ma le riempie della sua prorompente vitalità, in qualche modo reinterpretandole e rivivendole, come nella metamorfosi della canzone napoletana Je te vurria vasa’, trasformata da versi stupendi di Erri, in quello che ogni amante vorrebbe sentirsi dire… Je te vurria vasa’, sospira la canzone. Ma prima e più di questo io ti vorrei bastare. Je te vurria vasa’, come la gola al canto, come il coltello al pane, come la fede al santo io ti vorrei bastare. E nessun altro abbraccio potessi tu cercare in nessun altro odore addormentare, io ti vorrei bastare, Io te vurria abbasta’. Io te vurria vasa’, insiste la canzone, ma un po’ meno di questo io ti vorrei mancare. Io te vurria manca’ più del fiato in salita, più di neve a Natale, di benda su ferite, più di farina e sale. E nessun altro abbraccio potessi tu cercare, in nessun altro odore addormentare. Io ti vorrei mancare, Io tu vurria mancà.

Il sax di Stefano Di Battista è un fantastico complemento, e con sottolineature musicali ardite e commoventi, fa de “La musica provata” uno spettacolo che entra nell’anima.

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