Intervista ai The Fire

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olly logoOlly, Il frontman dei The Fire, risponde così alla nostra intervista. Buona lettura!

– Di solito il secondo album della carriera di un gruppo è un passo difficile: o risulta una copia del primo, o si cambia stile, o si matura il sound. A mio avviso, per quanto riguarda “Abracadabra” siamo nel terzo caso. Com’è nato questo album e cos’è cambiato rispetto al primo dal vostro punto di vista?

– Come diceva Caparezza IL SECONDO ALBUM E’ SEMPRE IL PIU’ DIFFICILE PER LA CARRIERA DI UN ARTISTA.. ed è vero perché bisogna riconfermarsi o trovare una strada. Tre anni da un primo disco al secondo, non sono uno scherzo. Uno in tre anni ha modo di ascoltare nuove cose, avere nuovi stimoli, o di subire perdite inaspettate, come quella del nostro chitarrista Andre.  Il sound è maturato perché abbiamo cancellato una miriade di provini e buttato un sacco di canzoni che non ci sembravano mai all’altezza delle aspettative o dell’entusiasmo legato a Loverdrive. Da queste mille idee e mille canzoni abbiamo estrapolato le cose migliori, anche se non avevano denominatori sempre affini e il risultato è Abracadabra. In un certo senso è stato come un parto con le sue fasi assurde.. dalle voglie, alla nausea, fino a travaglio e alle doglie.. Ma quando è uscito nei negozi avevamo le lacrime agli occhi e non smettevamo di coccolarlo. hehe..

– New York New York e Smalltown Boy. Perchè inserire due cover e soprattutto perchè queste?

– A dire il vero nel disco la scaletta prevede pezzi nuovi con una cover sola: New York New York, che erroneamente si dice sia stata interpretata prima da Frank Sinatra. In realtà Liza Minelli è stata la prima nel cult movie “New York New York”. Small Town Boy e Emily invece sono due bonus estrapolate dal primo disco Loverdrive che era uscito solo in Italia e Svizzera. Ora siamo distribuiti in Spagna, Inghilterra, Austria, Germania, Svizzera e Italia e abbiamo pensato che grazie a questa mossa chi avesse comprato Abracadabra avrebbe saputo che abbiamo fatto un primo album. Tutto qui..

– Se doveste scegliere una canzone dal vostro repertorio che vi rappresenterebbe al meglio, quale sarebbe?

– Credo IXIS su Loverdrive: ha tutti i nostri colori e tutte le caratteristiche che servono ad un nostro pezzo. In più è dedicata al nostro amico Ixis scomparso qualche anno fa in un incidente automobilistico e quindi particolarmente ispirata e sentita. Non so che mi è preso ma quando stavamo scrivendo i pezzi del primo disco eravamo persi dopo anni di Punk, ska core etc.. e la sua perdita ha ispirato in qualche modo il nostro sound. Non esagero dicendo che Ixis ha dato il LA al resto del nostro lavoro.

– Quest’estate avete pubblicato “Electro Cabaret”, un EP con una particolarità: il suo prezzo “a scelta”. Pensate che la crisi del mercato musicale sia dovuta solamente al prezzo spropositato dei dischi o ci sono altre motivazioni?

– Assolutamente no.. infatti mettere il prezzo a offerta libera è stato un po’ come mettere alla prova chi compra e chi veramente si appassiona alle band.
Diciamo che ormai la genete trova le scuse più banali per dire che non ha soldi da spendere per la musica o per i concerti, ma le bevute del fine settimana o i soldi per la discoteca ci sono sempre.. In realtà si è spento l’interesse per i concerti e per le band o l’artista che infiamma. L’amore per le copertine o le foto dei propri idoli.. Ora tutto gira intorno a fenomeni meteora e valanghe musicali che dopo aver fatto danni, scompaiono.

– Come vi sembra il panorama musicale italiano? Ci sono band o artisti che vi hanno colpito particolarmente?

– Vigoroso ma sempre più autolesionista. Pochi gruppi vedono possibilità estere per via del cantare in Italiano altri per via del poco amor proprio. Questa crisi pazzesca prende anche l’arte del resto. Quando nulla funziona, nulla si accende e chi rimane in piedi è perché davvero ha qualcosa da dire. Noi senza false modestie siamo in piedi e belli arzilli nonostante le mille battaglie perse. La passione riempie le vele di chi vuole navigare in acque difficili. Un pò faticoso e poco redditizio ma sicuramente mantiene giovani.. Ah si, mi pare di ricordare che qualcuno mi ha detto che si chiama Rock N’ Roll.

– Come procedono i live? Sono venuta a vedervi a Trieste quest’estate e c’era tantissima gente. Anche in altri locali si registrano pienoni e una grande partecipazione del pubblico?

– Mi ricordo quella data è stato molto bello. Trieste non è una città molto Rock anzi è piu legata al Reggae o allo Ska, ma ricordo con piacere la serata visto che ho ottimi amici lì. In realtà l’affluenza dipende dalle zone e dal periodo.. Abbiamo provato a fare le stesse città in diverse occasioni e a volte era un deserto altre il pienone.. ormai è tutto relativo e fare prognostici è sempre piu un casino.

– Che fine ha fatto Robertino? (Robertino è un giovanissimo batterista che ha sostituito Alecs in alcune date, ndr) Lo tenete come bonus drummer? Piccino ma fortissimo..

– Si in effetti è così. Roby è un turnista acquisito, significa che lavora con noi ma fa parte della famiglia.
Il nostro principino é un ragazzo molto giovane e un brillante batterista, quindi i suoi servigi sono ottimi e fa impazzire le diciassettenni.. hehe.. beh lui al contrario di noi ha solo 19 anni appena compiuti.

– Com’è stato aprire al concerto di Alice Cooper? Quello sì che è un bel trampolino di (ri)lancio..

– Un’ottima cosa per suonare in Germania e far girare il nostro nome. Alice Cooper è stato un signore con noi.. Ha preteso la foto di gruppo, ha detto al suo manager che gli siamo piaciuti e che avrebbe voluto suonare con noi in futuro.. Noi eravamo commossi. A parte tutto, sul palco il sessantenne spacca come un ragazzino di 20 anni e ha uno show e una  band, da panico!!! Abbiamo imparato molto.
Abbiamo anche supportato le icone dell’Hard Rock Svizzero i Gotthard per 5 date e devo dire che 25.000 persone in 5 giorni sono state davvero una medicina per il nostro ego malato da anni di duro lavoro.

– Buoni propositi per il nuovo anno?

– Suonare? Fare musica? Fare un maledetto video? Creare nuove connessioni estere? boh.. lo saprete nella prossima puntata..

– L’intervista finisce qui, grazie ancora e buone feste!

– Merry x-mas and heavy new year!!!!

Michela “Mak” De Stefani per Mag-Music

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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