Intervista ai Katatonia Ita/Eng

Poco dopo aver intervistato Alcest attendiamo fuori all’Orion qualche minuto, fino all’arrivo di Gary, il manager dei Katatonia, che ci invita ad entrare. Veniamo condotti nel camerino della band. La band ci invita a sederci. L’atmosfera è pacata. Stringiamo la mano a Jonas Renkse (voce) ed Anders Nyström (chitarra, quest’ultimo crea un po’ atmosfera mettendo come sottofondo prima i Morbid Angel e poi un “neomelodico” svedese). Passata la timidezza iniziale, Jonas si rivela una persona molto gentile e simpatica e si appresta a rispondere alle nostre domande…

– Allora Jonas, come sta andando il tour?

– Il tour sta andando molto bene. Considerando che l’unica cosa negativa è che il tour bus si è rotto due volte, l’ultima oggi. A parte questo, il pubblico è grandioso, ci sono stati molti bei spettacoli.

– Vi piace suonare in Italia?

– Assolutamente! È da molto tempo un posto dove adoriamo suonare.

– Come avete scelto Alcest e Junius come opener di questo tour?

– Pensavamo che sarebbe stato un bel pacchetto, il nostro management ci ha suggerito queste band e le abbiamo ascoltate, così abbiamo pensato che sarebbe stato bello suonare insieme. È più atmosferico ed oscuro.

– Parliamo del vostro ultimo album, “Dead End Kings“. Sulla copertina del nuovo album c’è un uccello, c’è qualche connessione con “Brave Murder Day”, che ha anch’esso un uccello sulla copertina?

– Beh, lo è se vuoi vederla così.  L’uccello è qualcosa che mettiamo sempre sulle nostre copertine, ce n’è uno anche su quella di “Tonight’s Decision”. Per noi l’uccello rappresenta la morte, e molte canzoni parlano, in un modo o nell’altro, di morte, quindi è un po’ come un trade-mark per i Katatonia.

– Invece cosa puoi dirci sul titolo, ha qualche significato particolare?

– Ha molto significato in base a chi lo chiedi. Ma per noi è una riflessione su noi stessi come band, e come siamo come persone, forse non le più allegre e felici, siamo più attratti dall’oscuro. Ma ci piace essere lì, ecco perché siamo anche dei “re” in quel senso.

– Ci sono molte tastiere sul nuovo disco, ma non avete un tastierista nella band. Come sarà lo show di stasera?

– Andrà bene perché abbiamo le tastiere come backing tracks. È quello che dobbiamo fare. Sarebbe eccessivo se dovessimo portare con noi un tastierista, quindi a livello di tastiere sarà come sull’album.

– Siete con la Peaceville Records dal 1999. C’è qualche legame speciale con loro? Non avete mai avuto proposte da altre grandi etichette?

– Abbiamo avuto qualche proposta da altre etichette, specialmente quando è scaduto il nostro contratto prima di “Dead End Kings”. Abbiamo fatto l’ultimo album del contratto con “Night Is the New Day” e poi abbiamo parlato con molte etichette, ma sentivamo che Peaceville era ancora la migliore per noi, perché abbiamo già stabilito un buon rapporto. Loro conoscono noi, noi conosciamo loro. Penso sia una buona etichetta per i Katatonia.

– Pensi che cambiare etichetta vuol dire anche cambiamento nella band? Penso agli Opeth, che hanno cambiato etichetta molte volte.

– Sì, probabilmente devi cambiare il modo in cui lavori, che eventualmente può portare a cambiamenti nella band. Fortunatamente non abbiamo dovuto cambiare etichetta per molto tempo, quindi di questi tempi non so come sarebbe andare da un’altra etichetta. Penso che Peaceville vada bene per noi.

– Che cosa puoi dirci dei tuoi side project, come gli October Tide e Bloodbath? Avranno più tempo in futuro?

– Al momento ci stiamo dedicando solo ai Bloodbath come side project. October Tide era qualcosa che feci con Fredrik, ma ora gestisce lui solo la band. Bloodbath è qualcosa di cui parliamo sempre, adoriamo farlo, ma c’è sempre il problema del tempo, trovare quello giusto, perché siamo molto impegnati coi Katatonia, e abbiamo anche il batterista degli Opeth con noi ed è sempre molto occupato. Ma speriamo di riuscire a fare un album l’anno prossimo.

– Avete già un cantante per il nuovo album?

– Non proprio, stiamo parlando con varie persone, quindi non posso rivelare molto. Dobbiamo vedere come sono.

– Penso che Peter degli Hypocrisy abbia fatto una performance davvero eccelsa su “Nightmares Made Flesh”. È molto diverso dal suo stile abituale, quell’album è grandioso.

– Sì, sono d’accordo. Penso che Peter sia fantastico. Ma è molto impegnato, per questo non lo abbiamo mai contattato dopo “Nightmares Made Flesh”. Volevamo qualcuno che potesse suonare dal vivo con noi, e lui non ha mai potuto impegnarsi con noi.

– Dato che siamo a Roma, è naturale citare i vostri amici e compagni d’etichetta Novembre. Siete ancora in contatto con loro?

– Sì, un po’. Credo che Anders era in contatto con Carmelo. Abbiamo incontrato il batterista, Giuseppe, l’estate scorsa in Germania. Faceva i suoni per una band. Ogni tanto li incontriamo ancora, e abbiamo fatto qualche tour insieme.

– Hai dei bei ricordi di quel tour di dieci anni fa con Novembre ed Opeth?

– Penso che era sopratutto un gran bel pacchetto. Non ricordo niente in particolare di quel tour. Penso che sia stato bello per tutti.

Marco “C’est Disco” Gargiulo e Oliver Tobyn

Si ringrazia per la collaborazione e la traduzione Oliver Tobyn

After interviewing Alcest we wait outside the Orion for a few minutes, until Gary, Katatonia’s manager, arrives and invites us inside. We are lead to the band’s changing room, and they offer us a seat. The feel is very relaxed. We shake hands with Jonas Renkse (vocals) and Anders Nyström (guitars) who delights us with some music, first with Morbid Angel and then with a “neomelodic” Swedish artist. After our initial shyness, Jonas reveals himself to be a very kind and nice person and answers our questions…

– So Jonas, how’s the tour going?

– The tour is going very well. Considering the only bad thing is that our tour bus has broken down two times, the last time today. Other than that, the audience is great, lots of good shows on the tour.

– Do you like playing in Italy?

– Absolutely, it’s a long lasting great place for us to play actually.

– How did you choose Alcest and Junius as your opening act for this tour?

– We thought it would be a good package, our management suggested us to have these bands and we checked them out, and we thought it’s a really good package. It’s more atmospheric and dark.

– Let’s talk about your last album, “Dead End Kings“. On the new album cover there is a bird, is there some kind of connection with the “Brave Murder Day” album, which also has a bird on its cover?

– Well it’s a connection if you see it as such. The bird is always something that we portray on our album art, it’s also on the “Tonight’s Decision” album. For us the bird represents death and a lot of stuff in the songs are about death in one way or another, so it’s like a trade-mark for Katatonia.

– What can you tell us about the title for the new album, does it have a particular meaning?

– Well, it has a lot of meanings depending on who you ask. But for us it’s a reflection on us as a band and the way we are as people, maybe not the most uplifting, happy dudes, we’re more drawn to the obscure. But we like being there in a way, that’s why we’re also “kings” in that matter.

– There are lots of keyboards on the new record, but you don’t have a keyboard player in the band. How will the show be?

– It will be good because we have keyboards on backtracks. That’s what we have to do. It would be way too much to deal with if we would bring out a keyboard player. So I think it will be like the album in terms of keyboards.

– You’ve been with Peaceville Records since 1999. Do you have some special bond with them, did you ever have proposals from other big labels?

– We’ve had a few proposals from other labels, especially when our contract ended before “Dead End Kings”. We did the last album on the contract with “Night Is the New Day” and then we spoke to a lot of labels, but Peaceville was still the one that felt best for us because we had already established good cooperation with them, we know them, they know us. I think it’s a good label for Katatonia.

– Do you think that changing label also means some kind of change inside the band? Maybe like Opeth, who have changed label many times.

– Yeah, you probably have to change the way you work which can eventually make changes within the band. Fortunately we haven’t had to change label for a long time, so these days I don’t know if we did go to another label I have no idea what it would be like. I think Peaceville is good.

– What can you tell us about your side projects, like October Tide and Bloodbath. Will they have more time in the future?

– Well, right now we’re only doing Bloodbath as a side thing. October Tide was something I did with Fredrik, but he’s doing the band by himself now. Bloodbath is something we always talk about, we love doing it, but it’s always a matter of time to find the right time to do it because we’re very busy with Katatonia and we also have the drummer from Opeth playing with us and his schedule is always really full. But we’re hoping to do another album next year.

– Do you already have a singer for the new album?

– Not really, we have a few people we’re talking with so I can’t really reveal anything. We have to see how they sound like.

– I think Peter from Hypocrisy did a great vocal performance on “Nightmares Made Flesh”. It’s very different from his style, that album was great.

– Yeah, yeah sure. I think Peter is great. He’s also a very busy guy so we that’s why we haven’t really approached him after “Nightmares Made Flesh”. We wanted someone who could actually play live with us, and he could never commit to that.

–  Since we’re in Rome, it’s normal to mention your friends and “label mates” Novembre. Are you still in contact with them?

– Yeah, a little bit. I think Anders used to be in touch with Carmelo. We’ve met the drummer, Giuseppe, this summer in Germany, he was doing sounds for a band. We still meet them from time to time, and we’ve toured with them a couple of times.

– Do you have good memories from that tour ten years ago with Novembre and Opeth?

– I think it was a great package most of all, I can’t really remember anything specific about the tour. I think it was a good tour for everybody.

Marco “C’est Disco” Gargiulo e Oliver Tobyn

Thanks to Oliver Tobyn for the contribution and translation

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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