Il Fantasmino Dante: una favola di Monica Fiorentino

C’era una volta, un bellissimo fantasmino di nome Dante, dalla veste bianca e lucente, gli occhi di una cangiante tonalità viola scuro, ed il piglio dolce ed altruista, viveva lui girovagando lungo i campi devastati dalla  guerra, donando ovunque  una poesia ed un sorriso

Generato dall’ultimo anelito in terra, di un prode soldato morente, Dante viveva portando nelle sue tasche la poesia, tappezzando con questa, il mondo intorno di speranza e pace, coraggioso ed estremamente generoso, il fantasmino planava lieve lungo le rovine, che ogni guerra portava con sé, disegnando un sorriso sul volto della tristezza, portando la serenità.

Ed una notte, vagando sotto una pioggerellina tenace a dilavare il creato attorno, scorta di lontano una piccola margherita, chiusa nei suoi petali a rifugiarsi dalle intemperie, udì la voce di lei intimargli di fermarsi, con tono accorato “Fantasma! Spirito! Ferma il tuo incedere! Che ci fai in giro sotto questa pioggia! Fermati e trova riparo!” ma lui per tutta risposta le soffiò accanto una poesia “Acquazzone/fra rami d’ulivo/una lucciola” sorridendo.

“Il mio nome è Dante, piccola margherita, e non posso fermare mai la mia ronda notturna! Il tempo della pace è così breve e così prezioso, ed io devo portare sollievo con la mia poesia! Questo è il mio compito! La guerra è una cosa talmente ingiusta! Un abominio talmente inaccettabile, che non posso fermarmi! Sono contento di averti conosciuta, non preoccuparti per me!” Alle sue parole la margherita, sentì il cuore tremarle, e si schiuse di colpo, portando la luce “Acquazzone/fra rami d’ulivo/una lucciola …che bella poesia, Dante!”.

Il fantasmino arrossì “E’ un haiku, bella margherita! Il mio vestito, vedi, non si è inzuppato poi tanto per qualche goccia d’acqua, ma in cambio, non è bella questa poesia!? L’acquazzone, fra le macerie di questa guerra, sta portando adesso tanta pace, guarda la pioggia che cade fra i rami di quell’ulivo laggiù! Le amiche lucciole, ondeggiando col loro brillare, mi aiutano affinché io possa trovare la strada!” e lei sorrise Acquazzone/fra rami d’ulivo/una lucciola, un haiku, tre versi, poche sillabe da contare, una poesia per ridisegnare il mondo intero.

“La poesia, fu detto, è un atto di pace!” gonfiò la sua veste il fantasmino “Il suo soffio rende queste macerie meno pesanti, la poesia rende la guerra meno abominevole!”

e lo spettro marciò dritto, fra le armi gettate a frotte, lungo i terreni smossi dalle bombe, i corpi degli uomini rivolti verso il cielo, le pallottole scure, le rovine della case, spargendo sollievo al suo passaggio con la sua poesia “La poesia rende lieve la guerra, che  è un abominio, che niente può giustificare!”

E la bella margherita, dimentica della pioggia, scorgendo i campi avvolgersi di quiete e di pace,  ripetè lo haiku del fantasmino, cullandoselo nel cuore “Acquazzone/fra rami d’ulivo/una lucciola, ruotando la sua veste in mille bagliori di luce, facendo brillare i suoi petali, donando luce alla notte, accanto alla voce di Dante il fantasmino bianco.

Fine

Scritto da: Monica Fiorentino

Monica Fiorentino è nata a Sorrento in provincia di Napoli. E’ possibile collegarsi al suo blog: Lettera Ventuno  per leggere le altre Fiabe facenti parti la collezione de Il cielo sopra la guerra.

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