Intervista a Promise and the Monster Ita/Eng (2009)

Intervista a Promise and the Monster, nome d’arte della cantautrice svedese Billie Lindahl.

– “Promise and the Monster” è il titolo di un libro per bambini. Protagonisti della storia un pony chiamato Promessa e un mostro chiamato, appunto, Mostro. Storia di amicizia e di libertà. Perchè hai scelto questo pseudonimo?

– È un contrasto tra luce ed oscurità. Infatti non ho letto il libro ma mi piace il nome appunto perché mette insieme due cose diverse, ma relazionate. Speranza e Disperazione. Tutti sognano qualcosa e può essere infranto in un istante. Questo è Promise and the Monster.

– Perchè hai chiamato il disco “Transparent Knives”?

– Si chiama “Transparent Knives” perché ho voluto di nuovo creare un contrasto. Mi piacciono quei piccoli momenti di tensione dove tutto si scontra e farne un immagine. Ho voluto che ogni canzone nell’album fosse come un coltello trasparente. Affilato ma morbido, sinistro ma luccicante. Ho preso la frase da una canzone che non è finita sull’album che dice: “minerali si sublimano come un coltello trasparente nell’aria”.

– Durante la fase di realizzazione dell’album, quali sono state le tue influenze? Io ho pensato a Nico, a Nick Drake…

– Sono molto contento dal fatto che hai immaginato Nico. Ero quasi ossessionato da lei per un periodo. Il suo stile di voce era ossessionante, e alla fine quasi grottesco. Amo la sua voce e la sua musica. Era una persona così distrutta. Ma quando ho fatto l’album ero più fissato con la musica ambient ed acustica e la musica slowcore degli anni ’90 e simili. Ho ascoltato Colleen, Low, Ride, Cocteau twins e un po’ di lo-fi svedese oscuro seduto a casa col mio registratore creando canzoni.

– Com’è stato aprire i concerti di Josè Gonzalez?

– Aprire per José Gonzalez fu terrificante ma magnifico. E’ una persona così dolce. Era seduto nel tour bus leggendo il National Geographic e parlando di questioni ambientali. Era un geologo prima d’essere una pop star. I suo fan erano dieci volte più dei miei soliti, alcuni spettacoli sono andati veramente bene. Immagino che nessuno è andato veramente male. Dopo aver suonato difronte a tremila persone niente è poi così spaventoso.

– Stai scrivendo del nuovo materiale?

– Sì, sto scrivendo del nuovo materiale. Forse comincerò a registrare a dicembre. Al momento sono piuttosto occupata, studio le estetiche musicali nel XVII secolo, musica da film, lavoro in un negozio di moda per donne “mature” e cerco di tenermi in contatto con le persone care. Anche se cominciano a prudermi le dita.

Interview with Promise and the Monster, stage name of swedish singer-songwriter Billie Lindahl.

– “Promise and the Moster” is the title of a children’s book. A pony called Promise and a monster called Monster are the protagonists of this story. A story about feedom and friendship. Why have you chosen this pseudonym?

– It contrasts brightness and darkness. I have in fact not read the book, but I like the name since it connect two different but related things: hope and despair. All people dream of something but it can get smashed in a second. thats Promise and the Monster.

– Why is the album called “Transparent Knives”?

– It is called “Transparent Knives” because again I wanted to make a contrast. I’m interested in the small tense moments when stuff collide and make a strong image. I wanted to make every song in the album like a transparent knife. Sharp but soft, sinister but bright. I took the phrase from a song that I did’nt use in the final album. It goes: “minerals they deeply vaporise like a transparent knife through the air”.

– During the recording of the album, which were your main influences? I can think of Nick Drake, to Nico…

– I’m really really happy that you mension Nico when guessing influences. I was almost obsessed with her for a while. Her singing style was haunting, and at the end almost grotesque. I love her voice and her music too. She was such a broken person. But when I made the album I think a was more into ambient acoustic music and 90’s slow-core and similar. I listened to Colleen, Low, Ride, Cocteau twins and some quite obscure swedish lo-fi sitting-at-home-with-my-recorder-making-songs-music.

– What was opening for Josè Gonzales like?

– Opening for José Gonzalez was terrifying but wonderful. he is a really sweet person. He was sitting in the tour bus reading National Geographic and talking about environmental stuff. He was a geologist before he was a pop star you know. audiences were ten times bigger than my usual ones, some shows went really well. I guess actually that none went really bad. After playing yourself in front of three thousand people nothing really gets scary anymore. That’s a major plus.

– Are you writing some new material?

– Yes. I am writing some new material. maybe I will start record in december. Right now I’m rather busy though, studying music aesthetics in the 17th century, film music. Working at a fashion store for “mature” women and trying to keep in contact with people I know. It is starting to itch in my fingers though.

Marco “C’est Disco” per Mag-Music

Si ringrazia Oliver Tobyn per le traduzioni

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

1 Comment

  1. Joyello

    19 novembre 2009 at 12:59

    Bel sito questo! terrò d’occhio!
    🙂

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