Rassegna stampa dal mondo del 5 novembre: Trump in Giappone

In primo piano ancora tensioni tra Stati Uniti e Corea, tifone in Vietnam.

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La rassegna stampa delle notizie più importanti di oggi dal mondo.

“Nessun dittatore deve sottovalutare la determinazione e la risolutezza degli Stati Uniti”. E’ quanto ha dichiarato il presidente americano Donald Trump, riferendosi alle tensioni tra il Paese e la Corea del Nord, durante il suo discorso alle truppe militari della base aerea di Yokota, a ovest di Tokyo. Il numero uno della Casa Bianca si fermerà nella capitale del Giappone fino a martedì.

La Corea del Nord minaccia una “punizione spietata” contro il presidente americano Donald Trump per gli “stupidi commenti” nei confronti del regime di Kim Jong-un. A due giorni dalla visita a Seul il Rodong Sinmun, organo del Partito dei Lavoratori, accusa il tycoon di irritare “seriamente” Pyongyang. “Trump deve dare retta alle affermazioni di altri esperti statunitensi secondo cui dovrebbe tirarsi fuori dagli affari della penisola coreana”.



Almeno 27 persone sono morte e 22 risultano disperse a causa dell’arrivo del tifone Damrey nel Vietnam, con la costa centro-meridionale del Paese che ha riportato gravi danni. Tra i dispersi, figurano 17 componenti dell’equipaggio di navi cargo che sono affondate al largo della costa della provincia centrale di Binh Dinh. Altri 74 marinai sono stati salvati. Pià di 600 case sono state distrutte e quasi 40mila danneggiate.

Tra i documenti sull’assassinio del presidente americano John Fitzgerald Kennedy desecretati con il via libera di Donald Trump, spuntano file dell’Fbi che descrivono la vita “a luci rosse” di Martin Luther King. Il paladino dei diritti civili avrebbe infatti partecipato a orge, avuto una figlia illegittima e intrattenuto una relazione intima con la cantautrice Joan Baez. Non è chiaro se le informazioni, datate 1968, siano mai state verificate.

Il leader catalano Carles Puigdemont vuole che si formi “una lista unitaria” che metta insieme “tutti i democratici” in vista delle elezioni del 21 dicembre in Catalogna, convocate dal governo spagnolo. Lo ha scritto su Twitter l’ex presidente della Generalitat. Una lista “per la Catalogna, per la libertà dei prigionieri politici e per la Repubblica – ha aggiunto Puigdemont -. E’ il momento che tutti i democratici si uniscano”.

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Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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