Rassegna stampa dal mondo dell’8 novembre: sciopero nazionale Catalogna

In primo piano la politica di Trump contro la Corea, il caso Weinstein, crisi Catalogna.

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Sciopero Catalogna

La rassegna stampa delle notizie più importanti di oggi dal mondo.

Traffico stradale e ferroviario interrotto questa mattina in diversi punti della Catalogna per lo sciopero generale proclamato contro la “repressione” dello Stato spagnolo e per la liberazione dei “detenuti politici”. Le autostrade Ap7 e A2 sono state le prime vie in cui il traffico è stato interrotto poco dopo le 6 del mattino. Altre 30 strade e autostrade sono state bloccate. Interrotto anche il traffico ferroviario regionale e ad alta velocità.

LʼIndia soffoca: a Nuova Delhi inquinamento 70 volte oltre la soglia di pericolo.

Trionfo annunciato per il democratico Bill de Blasio che è stato rieletto sindaco di New York per il secondo mandato, sconfiggendo la candidata repubblicana Nicole Malliotakis e diversi candidati di “terzi” partiti. Una vittoria data per scontata ma che assume particolare rilevanza sul piano nazionale, sia per il fronte democratico sia per l’eventuale sfida a Donald Trump nel 2020.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sollecita tutti i Paesi a “isolare” Pyongyang: “Tutte ‘le nazioni responsabili’ – ha scandito parlando al parlamento sudcoreano – devono unire le forze per isolare il regime brutale della Corea del Nord, rifiutando ogni forma di supporto, di rifornimento o di consenso”. Trump ha esplicitamente menzionato Cina e Russia, chiedendo tra l’altro “la riduzione delle relazioni diplomatiche”.




Danica Roem è la prima transgender eletta in un Congresso statale negli Stati Uniti, in Virginia. Una vittoria doppiamente significativa visto che la giornalista di 33 anni, democratica, ha conquistato il seggio di Richmond, che è stato per 13 mandati del repubblicano Robert G. Marshall, lo stesso che aveva appoggiato un disegno di legge che avrebbe posto limiti ai bagni pubblici che i trans avrebbero potuto usare.

Harvey Weinstein potrebbe essere già incriminato la prossima settimana. A dirlo è il sito “Tmz” secondo cui il procuratore di New York, Cyrus Vance, è pronto a formalizzare le accuse contro il produttore americano. La Nbc ha ricordato che il capo degli inquirenti della polizia di New York, Robert Boyce, venerdì ha dichiarato ai giornalisti che si stavano raccogliendo le prove in vista di un possibile arresto di Weinstein per presunto stupro.

La Borsa di Tokyo termina la seduta poco variata, con gli investitori che fanno scattare le prese profitto mentre l’indice di riferimento è poco distante dai massimi in 25 anni. Il Nikkei segna una flessione dello 0,10% attestandosi a quota 22.913,82. Sul mercato dei cambi lo yen si stabilizza sul dollaro a un valore di 113,80, e sull’euro poco sotto quota 132.

La Spagna “è uno Stato che fa paura”. Lo ha detto il presidente catalano deposto Carles Puigdemont, parlando di “fascismo” e di “golpe contro un governo legittimo”. L’ex numero uno del “Govern” si è poi detto “preparato” a “finire nelle carceri spagnole”, se il Belgio concederà l’estradizione, e pronto a un ricorso contro la Spagna davanti alle corti internazionali. “L’Europa non può tenere tutto un governo in prigione o in esilio”, ha aggiunto.

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Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.
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