Intervista a Bologna Violenta

Cao Nicola, ti ringrazio infinitamente per avermi dato la possibilità di intervistarti.

Ci mancherebbe, è un piacere!

La prima cosa che mi colpì del tuo progetto fu lo pseudonimo. Perché chiamarsi Bologna Violenta? Un omaggio ai mitici polizieschi degli anni ’70? Perché non usare “Torino violenta”?

Beh, la cosa è molto semplice, vivevo a Bologna e mi sembrava giusto omaggiare la città opulenta e dotta che mi ospitava. Ci vivevo da un paio d’anni ed ero in una crisi personale parecchio profonda, quindi ho cercato di riprendere le redini della mia vita in mano, facendo un disco che doveva rappresentare semplicemente quello che avevo in testa in quel periodo. In più era da tempo che volevo omaggiare anche il cinema “di genere” italiano, e nella fattispecie i poliziotteschi mi sembravano i più adatti alla cosa. Un doppio omaggio, quindi, alla città apparentemente felice e cordiale e ad un certo cinema che non si fa praticamente più.

Nicola Manzan si trasforma in Bologna Violenta e diventa cattivissimo, un po’ come il Dr. Jekyll e Mr. Hyde?

Sai, da “dentro” è un po’ difficile da spiegare la cosa. Penso che esca semplicemente una parte di me che di solito, per convenzioni sociali, non esce. Diciamo che la differenza tra me e il Dr. Jekyll è che non ho bisogno di strani intrugli per tirar fuori il mio lato più “oscuro”, e direi che comunque quando faccio Bologna Violenta conservo una certa lucidità!

Nelle note del cd, sotto il titolo, si legge “2006 – 2009”. Il collaborare con tanti gruppi ha allungato la gestazione de “Il nuovissimo mondo”?

Di sicuro il fatto di essere impegnato su più fronti ha fatto sì che il tempo impiegato per fare tutto il disco sia stato parecchio lungo. C’è da dire anche che però tutto questo collaborare con “entità” diverse mi ha fatto imparare molte cose e mi ha fatto crescere parecchio dal punto di vista professionale. C’è da dire che in questo modo ho avuto anche più occasioni di muovermi in giro per il mondo e questo mi ha aiutato parecchio per il concept dell’album. Sono molto soddisfatto del risultato finale, quindi ritengo che il tempo di gestazione sia stato quello giusto.

Le registrazioni come sono avvenute?

Le registrazioni sono avvenute più o meno tutte nelle stesse modalità, ma in posti diversi. In genere in base a dove mi trovavo mi facevo un mini-studio e registravo delle serie di pezzi in breve tempo. Solo l’ultima parte delle registrazioni è stata fatta a casa mia con più calma, quindi anche tutte le parti narrate, il mix e il mastering.

Slayer, Atari Tennage Riot, Negazione, Indigesti. Questi i primi nomi che mi sono venuti in mente ascoltando il tuo disco. Rispecchiano in pieno l’animo di Bologna Violenta?

Fai riferimento a gruppi che sono stati fondamentali per lo stile di Bologna Violenta (anche se tirerei fuori dgli A.T.R., che ho scoperto solo più recentemente). Negazione ed Indigesti, così come tutto l’hardcore-punk italiano degli anni ottanta, sono di sicuro un riferimento anche e soprattutto attitudinale. Mi piacciono molto anche i Napalm Death, per dire, ma bisogna anche tener presente che ho un background formatosi nella musica classica, quindi tanti riferimenti andrebbero ricercati lì.

Nello scrivere la recensione non mi sono venuti in mente solo nomi di gruppi musicali ma anche registi e generi cinematografici figli dell’horror: Lucio Fulci, Ruggero Deodato, Joe D’Amato, lo snuff movie o il gore… ho centrato il bersaglio?

Hai centrato il bersaglio a metà, nel senso che Ruggero Deodato con “Cannibal Holocaust” ha fatto un film che ha ispirato varie parti del mio nuovo album. Joe D’Amato invece rappresenta un po’ gli strascichi più trash del genere mondo movie, che inizialmente, con “Mondo cane” appunto, aveva dei connotati molto seri. C’è da ricordare, anche, che gli snuff movies sono considerati delle “derive malate” dei primi “Mondo cane”, e non mi posso ritenere di certo un appassionato di questo genere. Mi piacciono gli horror-thriller di Lucio Fulci, mentre non sono molto “portato” per il gore.

Sarei proprio curioso di vedere un documentario fatto da te…

Mi piacerebbe fare un documentario, ci sto pensando da un po’, ma non penso di essere all’altezza di fare un docu-film alla “Mondo cane”. Non ne ho i mezzi e neanche le capacità, penso, però sto cercando una mia strada per fare un qualcosa di simile.

Che cosa ascolta in questo periodo Bologna Violenta?

Ascolto un po’ di tutto. Parecchi demo che mi passano i gruppi che trovo in giro, gli Air, gli Iron Monkey, le Variazioni Golberg di Bach fatte da Glenn Gould, i Last Shadow Puppets, la colonna sonora di “Mondo cane”, i Napalm Death…

Quali sono i tuoi prossimi programmi? Amplierai il tuo curriculum con qualche nuova collaborazione?

Sto per partire in tour con Il teatro degli orrori, come chitarrista e polistrumentista. Sono molto felice di questa nuova collaborazione, era ed è il mio gruppo italiano preferito, il loro ultimo album è davvero molto bello e ritengo che abbiamo anche delle affinità sotto molti punti di vista. Poi immagino che avrò modo di collaborare in studio anche con altri gruppi e artisti, ma sono sempre cose che escono da un giorno all’altro. Diciamo che quest’anno vorrei concentrarmi soprattutto sulla promozione de “Il nuovissimo mondo” e al relativo tour, oltre, appunto, al tour col Teatro degli orrori.

Il 2010 sarà anche all’insegna dei tuoi concerti. Domanda un po’ atipica, ma i gestori dei locali non hanno il terrore di fare suonare un “gruppo” come il tuo?

A dire la verità spesso i gestori non sanno di preciso cosa aspettarsi. Non ho comunque ricordi di persone che mi avessero detto di essere preoccupate per quello che sarebbe successo. Ai miei concerti, poi, spesso regna il silenzio, e, non essendo io GG Allin, direi che nessuno dovrebbe aver paura di quello che faccio!

Grazie Nicola per la tua disponibilità, ti auguro buone feste e buona fortuna per la tua musica!

Grazie a te per l’intervista! Nessuna politica, nessuna religione, bervismo per più!

Marco Gargiulo

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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