Rassegna stampa dal mondo del 18 novembre: terremoto in Cina, sottomarino scomparso

In primo piano il terremoto in Cina, Russiagate.

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Sottomarino argentino scomparso

La rassegna stampa delle notizie più importanti di oggi dal mondo.

La Marina argentina ha reso noto di avere perso da mercoledì i contatti con un sottomarino nell’Atlantico meridionale, al largo della Patagonia, nel sud del Paese. Al momento il sommergibile, a bordo del quale c’è un equipaggio di 44 persone, non è ancora considerato “disperso”. Alla ricerca del sottomarino partecipano navi militari ed aerei vicino alla zona dove si sono persi i contatti al largo della provincia di Chubut.

Un forte terremoto di magnitudo 6.9 ha colpito il Tibet, a circa 58 chilometri a nord-est di Nyingchi. Al momento non ci sono riscontri di danni a persone o edifici. L’istituto geologico statunitense ha registrato il sisma ad una profondità di circa 10 chilometri.

Gli Stati Uniti hanno avvertito i palestinesi che chiuderanno il loro ufficio a Washington “a meno che non diano inizio a seri negoziati di pace con Israele”. Il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, ha chiamato in causa un’oscura previsione di una legge statunitense secondo cui la missione dovrà essere chiusa se l’Olp si appellerà alla Corte penale internazionale per perseguire gli israeliani per crimini contro i palestinesi.



Nuovi sviluppi nelle indagini sul Russiagate. Gli investigatori americani vogliono far luce su un incontro avvenuto a giugno in un locale di Mosca tra il lobbista russo-americano Rinat Akhmetshin e Ike Kaveladze, ex business partner di Trump. I due avrebbero discusso dell’incontro di un anno prima alla Trump Tower con Donald Trump Jr. (il figlio del presidente), Jared Kushner (il genero) e Paul Manafort, all’epoca capo della campagna del tycoon.

Il premier libanese dimissionario Saad Hariri è giunto a Parigi, dove a mezzogiorno incontrerà il presidente francese Emmanuel Macron. Ex potenza del Libano, la Francia ha agito da mediatrice nell’ambito della crisi scoppiata nel Paese mediorientale. A due settimane dalle sue dimissioni shock, in un contesto giudicato “esplosivo” tra Arabia Saudita e Iran, Hariri ha deciso di restare in Francia “per qualche giorno” assieme alla famiglia.

“Lo Zimbabwe è tutto nostro”, “insieme possiamo” e “no alla dinastia Mugabe”: sono alcuni degli slogan dei manifestanti scesi in strada ad Harare per chiedere le dimissioni del presidente Robert Mugabe. L’iniziativa è appoggiata anche dagli stessi militari che hanno messo Mugabe sotto tutela. Il cartello sulla “dinastia Mugabe” fa riferimento al piano del 93enne presidente di far candidare la moglie Grace alle prossime elezioni.

Antonio Ledezma, ex sindaco di Caracas e oppositore del regime di Maduro, è arrivato a Madrid dopo essere fuggito in Colombia dagli arresti domiciliari scattati in Venezuela. Il suo volo è atterrato nell’aeroporto Barajas della capitale spagnola. “Viaggerò in tutto il mondo cercando di diffondere la speranza che i venezuelani possano liberarsi da questo regime, da questa dittatura”, ha dichiarato avvolto in una bandiera del suo Paese.

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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