Andrea Sannino, giovane talento napoletano in ascesa: la nostra intervista

Il successo è una cosa e la vita è un’altra. I valori non devono essere mai intaccati dal successo.”




Un successo scoppiato con il passaparola, quello di Andrea Sannino e la sua ballad Abbracciame, singolo tratto dall’album Uànema! (2015, Zeus Record). A breve uscirà un nuovo album che presenterà al grande live del 14 febbraio prossimo, al teatro Augusteo di Napoli. Di questo suo grande successo sarebbe stato orgoglioso il suo primo mentore, Lucio Dalla, con il quale fece un’indimenticabile duetto emozionante e straordinario su raiUno al Treno dei desideri.

Un successo che ha un background teatrale da far invidia, è stato capocomico del musical Scugnizzi, sostituendo Sal Da Vinci, e poi altri ruoli in diversi musical, come Ciciniello in Quartieri Spagnoli o Lele in Stelle a metà.

Abbiamo intervistato Andrea Sannino al Christmas party di Radio Studio Emme a Napoli.

Andrea Sannino intervista Tivoo

Come hai vissuto il grande successo di Abbracciame?

È qualcosa di meraviglioso che, in ogni carriera, chiunque sogna. Se si prodiga e lotta tutti i giorni per raggiungere l’obiettivo e ciò inizia a dare dei risultati, è veramente straordinario. Provo come chi crede veramente in un sogno, io ho creduto e credo ogni giorno. Vengo da molto lontano, non geograficamente perché sono di Ercolano, ma sono partito dal basso, dal nulla, da un quartiere che mi ha saputo dare la ricchezza dell’ispirazione. Quello che ho guardato ho scritto ed è nato un album, che contiene Abbracciame, che mi ha dato tante soddisfazioni e la sensazione è di felicità. E, come dico in Carnale, la felicità è un attimo, ti accorgi quando la stai provando che cos’è, prima non sai spiegarla.

Com’è scoppiato questo successo, semplicemente per far capire agli altri come devono muoversi per raggiungere un successo così immediato…

È quello più antico del mondo, il passaparola. Abbracciame ha funzionato così, non ho fatto una distribuzione con una Major o sono passato in radio nazionali, è qualcosa che ha funzionato perché, nell’aria, la gente ha creduto in quelle parole, le ha sentite vere. Un successo che dura da due anni, come se rinascessi ogni sei mesi, perché una volta mi ospita Gigi D’Alessio a Made in Sud, poi la canta Mertens, ci sono sempre nuove cose per cui il pubblico si allarga sempre di più. Mi fa piacere che, pochi o nessuno, abbia detto che la canzone non gli piace, è amata veramente da tutti, da ogni età. Sono stato la settimana scorsa in una scuola elementare per Save the Children, i bambini avevano dai cinque ai nove anni, circa seicento bambini cantavano la mia canzone a memoria, qualcosa d’impressionante, ho pubblicato anche un video sulla mia pagina facebook.

Andrea Sannino e Gigi D'Alessio

Hai bissato il successo con Carnale

È partita bene, Carnale ha sfruttato l’onda del successo di Abbracciame. Oggi mi riconoscono per quello di Abbracciame, che quando è uscita ero solo conosciuto dagli amanti del teatro, perché il mio background è solo teatrale. Ho scritto tanto, ho collaborato con Lucio Dalla, ho fatto una gavetta musicale lunga, ma dietro le quinte. Facevo molto teatro, da Scugnizzi, Quartieri Spagnoli, Stelle a metà con Alessandro Siani, quindi, Abbracciame ha faticato di più rispetto a Carnale che sta andando bene. Se Abbracciame racconta di un amore felice, Carnale parla degli amori nascosti, che oggi sembrano tabù superati, ma in realtà non lo è per tanti tipi di amori. Ad esempio, ho voluto inerire nel video immagini come la generosità verso un senzatetto, che ci sembra una cosa scontata, ma vedo ancora tantissime persone che danno più affetto a un cane che a un essere umano, oppure, parlando dell’argomento più antico del mondo, l’amore tra due persone dello stesso sesso, sembra una cosa scontata, ma leggo ancora di ragazzini costretti a nascondersi e a vergognarsi, e, ciò è una cosa tremenda. Ho voluto nel video, infatti, un bacio lesbo, ci sono due ragazze che si amano e si baciano ed io la trovo una cosa normalissima, mentre, purtroppo, c’è ancora una società malata di questo pregiudizio.




C’è stata qualche critica su questo video?

La critica rimane a chi la scrive. C’è un fan che mi adora, almeno così dice, e, mi ha scritto una cosa pesante, sei stato immorale. Per lui è immorale vedere due uomini o due donne baciarsi, una cosa di un’ignoranza tremenda. Non ho risposto, infatti, perché la vittoria è stata data dagli altri fan che si sono scatenati con tremila commenti. Questo dimostra che la gente la pensa come me, sono molto di più di quei pochi deficienti.

Una lunga gavetta iniziata come?

Come un ragazzino diciassettenne che va in una compagnia amatoriale della sua città e si avvicina al teatro, poi ho fatto anche animazione, che consiglio perché è una palestra eccezionale, facevo nuovi spettacoli ogni giorno e tutto questo, dopo più di dieci anni, chi mi ha visto su di un palco importantissimo come quello dell’Augusteo di Napoli, dice, un complimento bello, sei un animale da palco, sai tenere bene il palcoscenico. In realtà, una semplice cosa come l’animazione e il teatro amatoriale può aiutare, quindi, quando uno parte, deve sapere che sta partendo e non deve pretendere tanto. Io vedo tanti ragazzi che si approcciano alla musica e già vogliono raccoglierne i risultati, come se volessero saltare la fase della gavetta, per me è un errore. Io non l’ho saltata, anzi, sto ancora facendo gavetta.

…tu sei un cantautore…

Lo scrivere è nato sotto consiglio di un grande genio, Lucio Dalla, che ho avuto la fortuna di conoscere. Lucio mi ripeteva sempre scrivi, scrivi, scrivi. Lui mi chiamava ‘uaglione e quando parlavo di Napoli lui esclamava sempre Uànema!. Ecco perché l’album, dov’è contenuto Abbracciame, si chiama così, perché è dedicato a Lucio Dalla.

Come hai conosciuto Lucio Dalla?

L’ho conosciuto a un programma di Rai Uno di Antonella Clerici, Il Treno dei Desideri, dove i fan di un artista, infatti, ha ospitato Lucio Dalla, Tiziano Ferro, Giorgia, andavano a fare i provini e chi vinceva, cantava con l’artista, in prima serata. Io, in realtà, amante del teatro pensavo fosse un provino teatrale, perché Lucio faceva anche regie teatrali, quindi, parto da Napoli e vado a Roma convinto di fare un provino per uno spettacolo, mi ritrovo in mezzo a una folla di gente, più di settecento persone, malate di Lucio Dalla. Lo ammetto, conoscevo solo due canzoni, non ero il fan di Lucio, però ho vinto i provini e mi sono trovato a conoscere poi una persona e una discografia di Lucio impressionante, che sono state la mia formazione cantautorale. Io m’ispiro molto a lui, perché ho dei ricordi quotidiani, tipo andavamo dal tabaccaio insieme a comprare le sigarette, ho mangiato parmigiano e mortadella sulla sua barca e ciò dimostrava quanto lui vivesse il suo successo con umiltà disarmante, quello me l’ha insegnato assolutamente lui e, soprattutto, anche i miei genitori, i valori che non devono essere mai intaccati dal successo. Il successo è una cosa e la vita è un’altra.

Uscirà il nuovo album, puoi già dirci il titolo?

C’è un titolo, ma non lo posso ancora dire.

Andrea Sannino intervistato da Tivoo

Quante canzoni conterrà?

Io scrivo con Mauro Spenillo e Pippo Seno, scriviamo tanto e proviniamo tante canzoni, circa una quarantina, per poi ascoltarle e scegliere quelle che più ci rappresentano, quindi, penso che l’album conterrà tredici canzoni, come Uànema!, tra cui c’è Carnale. Ciò che accomunerà con il vecchio disco e questa napoletaneità sempre marcata e orgogliosa. In parecchi mi hanno detto, dopo un po’ di popolarità, perché non canti in italiano? Perché io so che in italiano magari non avrei il mio posto collocato in una musica del mondo, invece, il mio posto nel mondo c’è e si chiama Napoli ed io lo voglio difendere.

Suoni qualche strumento?

Niente, per rispetto di chi suona. Quando compongo mi accompagno al pianoforte, ma i musicisti sono ben altri, scrivo la maggior parte dei miei brani a orecchio e, poi, mi dedico molto di più alla parte dei testi.

Cosa ti auguri per il 2018?

Mi auguro di sognare ancora. Come dico sempre, i sogni non devono mai mancare, sono stimoli, creano progetti, creano futuro, se ci sono quelli poi avviene tutto il resto.

C’è stata qualche critica particolare, da parte dei fan o giornalisti, che ti è piaciuta?

Di là dei testi delle canzoni, della voce, dell’aspetto artistico in generale, amo quando una persona sa riconoscere la verità di un’altra persona. Se mi vogliono bene come persona, prima che come artista, quella è la mia più grande vittoria. Ciò capita spesso sui social o quando li incontro per strada. Spero ci sarà sempre da parte del pubblico questo affetto alla persona Andrea, piuttosto che all’artista Andrea Sannino.

Qual è il messaggio di Uànema! e quale sarà il prossimo del nuovo album?

Uànema! è l’orgoglio di appartenere a una terra meravigliosa. Uuànema, in lingua napoletana  vuol dire, che meraviglia, ed io voglio sentirmi meravigliato ogni giorno, nel bene e nel male, di appartenere a questa terra.  È un po’ un percorso attraverso le meraviglie e anche le contaminazioni che hanno avuto gli arrangiamenti, da De Crescenzo a Pino Daniele, è una sottolineatura sotto la parola Napoli. Nel nuovo disco c’è sempre questa veracità dell’essere napoletano ma accompagnato anche da una sperimentazione dei suoni, che saranno più internazionali rispetto al primo disco.

Foto da Facebook.

Nicola Garofano per Tivoo.it

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