“Parenti Serpenti”, con Lello Arena al teatro Augusteo di Napoli: i parenti che nessuno vorrebbe avere

Parenti Serpenti ph Luigi Maffettone (M) copia

Una scena di Parenti Serpenti – Foto di Luigi Maffettone


Al Teatro Augusteo di Napoli,  fino a domenica 21 gennaio 2018, Lello Arena in scena con lo spettacolo Parenti Serpenti di Carmine Amoroso regia di Luciano Melchionna, divenuto un cult della commedia italiana per il film capolavoro del 1992 di Mario Monicelli.

Al centro del palco è sviluppata l’originale scenografia di Roberto Crea. Avete presente quelle campane di vetro con la base rotonda in legno palissandro con dentro una natività oppure ‘o presepio? Ed è così, su questa base rotonda, che ruota a 360°, c’è una sorta di ceppo a due piani, sotto una piccola stanza con una porta e delle scale che conducono sopra a un’altra angusta stanza, che trasmette apparentemente un’accogliente casa familiare. Naturalmente non c’è la campana di vetro, ma solo il ceppo che sta a indicare sia la famiglia e sia un ceppo di un albero morto che non c’è più, memore di una famiglia rigogliosa poi sgretolatasi dall’egoismo, dalla cattiveria, dalla superbia.

Questa famiglia è dispersa, vivono in posti diversi, eppure tornano al paese natio per festeggiare il Natale con i propri genitori, Saverio, una meravigliosa esibizione di Lello Arena che ci regala il ritratto dimensionale di un uomo inerme e vulnerabile al disfacimento familiare, con un’incalzante demenza senile, ma studia l’inglese per l’imminente Unione Europea e, poi c’è la moglie Trieste, dolcemente interpretata da una bravissima ed eccellente Giorgia Trasselli,  gentile e paziente nonnina del sud. E man mano che arrivano i figli, si assiste alla totale indifferenza e falsità, anche se costretti alle tradizioni popolari, come la Squilla, un rituale natalizio, che, al tintinnare della campanella, i figli baciano la mano del “capo di casa” e poi c’è lo scambio dei regali, una delle tante esilaranti scene di finzione. È una farsa che richiede una messa in scena e una recitazione comica molto complicata per andare esattamente nel modo giusto, per far cogliere quelle piccole denunce sulla famiglia italiana ma sanate dalle prestazioni briose degli attori e dall’attenta regia di Luciano Melchionna che si concentra su una famiglia vivente, che respira, contemporanea, esasperante, incoerente e affascinante. Un’esplorazione sorprendentemente perspicace ci mostra i lati più cinici delle figure familiari, così convincenti gli attori come un’intera galleria di orrori, la nevrotica Lina, Annarita Vitolo con il marito Michele, Raffaele Ausiello e poi Gina, Carla Ferraro e il marito Alessandro, Andrea de Goyzueta, il single Alfredo Fabrizio Vona e la vedova Milena Autilia Ranieri.

E il pranzo di Natale è avvelenato dalla richiesta di Trieste, di volersi trasferire a casa di uno dei figli, perché oramai sono vecchi e soli in una grande casa, ma chi? “Sarete voi a decidere e chi ci ospiterà, riceverà mezza della nostra pensione e l’intestazione della casa.”

E man mano le facciate cadono e ci saranno degli scontri feroci, i segreti sono svelati e le emozioni strizzate all’inverosimile, e, anche qui, la regia di Luciano Melchionna è straordinaria, i litigi avvengono in platea tra il pubblico rendendo lo spettacolo elettrizzante e audacemente inventivo.

Costumi Milla, musiche Stag, disegno luci Salvatore Palladino, assistente alla regia Sara Esposito, produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro in collaborazione con Bon Voyage Produzioni e con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi 2016.

Parenti-Serpenti-manifesto-web

Giorni e orari spettacoli

Venerdì 12 alle ore 21:00

Sabato 13 alle ore 21:00

Domenica 14 alle ore 18:00

Martedì 16 alle ore 21:00

Mercoledì 17 alle ore 18:00

Giovedì 18 alle ore 21:00

Venerdì 19 alle ore 21:00

Sabato 20 alle ore 21:00

Domenica 21 alle ore 18:00

Prezzi

Platea poltrona € 35,00

Galleria poltroncina € 25,00

Per aquistare il biglietto online seguire questo link:

http://www.bigliettoveloce.it/new_spettacolo.aspx?id_show=5192

Recensione di Nicola Garofano

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