“Operazione San Gennaro. La Leggenda” al teatro Diana di Napoli: la recensione

cast operazione san gennaro

Fino al primo aprile Massimo Ghini è di scena al teatro Diana di Napoli con “Operazione San Gennaro. La Leggenda“, scritto da Massimo Ghini, Stefano Reali  con la supervisione al testo di Luca Manfredi per la regia di Massimo Ghini, con un cast davvero eccezionale grandi talenti della scena partenopea Nunzia Schiano, Ernesto Mahieux, Ernesto Lama, Domenico Aria, Mirko Ciccariello, Stefania De Francesco, Carlo Di Maio, Antonio Fiorillo, Valentina Gullace, Giampiero Mancini e Iolanda Salvato.

È davvero una leggenda il film di Dino Risi ripreso da Ghini che all’inizio della commedia dice:

«Lo so che vi hanno raccontato tante leggende, tante invenzioni e anche tante bugie su questa storia, ma ora vi racconto la verità, saprete veramente come sono andati i fatti. Attenzione io ve lo racconto, ma deve rimanere tra me e voi, questo è un segreto, non quello di Pulcinella, ma di San Gennaro

E così scorrono sul sipario le immagini e i nomi degli attori che prenderanno parte all’Operazione San Gennaro e a tutti quelli che ci lavorano per far sì che sia uno spettacolo di gradimento e cioè le musiche originali di Armando Trovajoli, la scenografia di Roberto Crea, i costumi di Silvia Frattolillo, l’aiuto regia di Iolanda Salvato, le orchestrazioni, esecuzioni e direzione d’orchestra del M° Maurizio Bosnia, i testi delle canzoni di Francesca Nicotra, le coreografie di Naike Orilio, il disegno luci di Marco Palmieri, la realizzazione scene dei Fratelli Giustiniani Srl e il contributo video di Michele Bevilacqua

È una commedia divertente ambientata in una Napoli anni Sessanta, che suscita nello spettatore molta empatia per i personaggi boderline che ruotano intorno a Dudù interpretato da un disinvolto Massimo Ghini che, dopo essere stato assoldato da due americani, Jack, un bravissimo Giampiero Mancini e Maggie, Valentina Gullace, che, questo è l’unico paragone che mi permetto con il film di Dino Risi, mentre il personaggio interpretato da Senta Berger è molto affascinante e di una classe insuperabile, in questa commedia sembra una volgare texana che mastica uno scadente chewing gum.

massimo ghini in Operazione San Gennaro

Il colpo è rubare il tesoro di San Gennaro che vale trenta miliardi, dopo un primo tentennamento dovuto ai sensi di colpa cattolici, Armanduccio Girasole detto Dudù,  decide di farlo per ridare le case agli sfollati napoletani e facendo ammenda davanti alla statua del Santo che con un segno divino gli dà la benedizione a rubarlo.

Anche se non è d’accordo Don Vincenzo, il guappo onorato in carcere, interpretato da un sempre straordinario Ernesto Mahieux che in un botta e risposta con Dudù sulla pazzia di questo colpo ma poi prevale la ragione per farlo, quello della sopravvivenza di un popolo povero e disgraziato e Dudù dice: “Nuje ca nun simme Sante, avimme fá e miracoli tutt’i juorne…”

Massimo Ghini elabora una commedia incredibilmente divertente e intelligente e cattura Napoli nella sua straordinaria vivacità offrendo anche una visione intrigante della fraternità criminale e dell’osservanza religiosa con i suoi improbabili personaggi borderline, ma di ‘altissimo livello sulla piazza criminale’, Sciascillo un magnifico Ernesto Lama sempre bravo nei ruoli, Agonia un giovane ma talentuoso Mirko Ciccariello,  Capitano interpretato dal bravissimo Antonio Fiorillo e infine, Il Barone, che ha una parlantina come un avvocato interpretato da un grande Domenico Aria. E in questa casa dove si prepara il furto vive Assunta, la governante nonché madre adottiva, per forza, di Dudù interpretata da un talento orgoglio del teatro e del cinema partenopeo, l’attrice  Nunzia Schiano e vive anche Assuntina, la fidanzata di Dudù la brava attrice Stefania De Francesco. Infine nel cast ci sono Carlo Di Maio che interpreta il secondino, lo sposo e un vero cardinale, la sua recitazione è tale da sembrare veramente al cospetto di un prelato della Chiesa e Iolanda Salvato nel ruolo della sposa.

E sul finale aperto Massimo Ghini racconta come si chiudono le vicende dei vari personaggi, soddisfacendo lo spettatore senza che rientri a casa con il dubbio di come la storia sia andata a finire, Ghini sa che i napoletani sono concreti e pratici.

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