Ranavuottoli (Le Sorellastre), con Nunzia Schiano e Biagio Musella: la nostra recensione

Fino al 15 aprile 2018 al Piccolo Bellini di Napoli è di scena Ranavuottoli (Le Sorellastre) di Roberto Russo e Biagio Musella per la regia di Lello Serao con Nunzia Schiano,  Genoveffa, Biagio Musella, Anastasia e Pino L’Abbate, l’idraulico.

La favola di Cenerentola rimane da sempre una fonte di fascino ma com’è narrata seguendo il punto di vista delle sorellastre e soprattutto descritta con il lirismo napoletano di grande essenzialità espressiva?

In italiano non ha lo stesso effetto crudo e divertentissimo quello che dice Anastasia intenta a spiare Cenerentola chiusa nel suo scantinato mentre si sta preparando per il ballo: «’e zoccole ‘a stanno aiutanne… l’hanno fatto a vesta e pure ‘e scarpe… marò ‘e zoccole so addeventate cavalli…  Cenerentola se ne sta fujenne, essa ‘e zoccole e na cucozza…»

È una drammaturgia scritta magnificamente mentre salta dai minimi dettagli della vita quotidiana alla filosofia della vita piena, dall’umorismo al tragico seguendo il registro fiabesco in un continuum spettacolare con una ricerca sulla tradizione popolare-dialettale napoletana che crea emozioni e psicologie, divertimenti e teatralità e credo che questo testo diventerà sicuramente una tradizione letteraria.

Ranavuottoli non è un ritratto agiografico ma una straordinaria tranche de vie coinvolgente, è la delicata e troppa ironica interazione tra Anastasia e Genoveffa che rende così avvincente la visione nell’intimità dello spazio angusto in cui vivono. Due sorelle a confronto che offrono performance piene di calore e umorismo, un teatro sublime come quello che raramente vediamo, incentrato su una gigantesca esibizione di Nunzia Schiano che attraversa tutti gli stati emozionali con grande maestria teatrale nei panni di Genoveffa, costretta a fare tutto lei in casa, mentre Anastasia, un’imperdibile performance di Biagio Musella, irresistibilmente coinvolgente, vulnerabile, confidente e indomabile nella sua forza di spirito, va in giro alla ricerca affannosa di un uomo.

Ranavuottoli è un teatro meraviglioso, umoristico e appassionante che richiama anche il genere letterario di Basile, Lo cunto de li cunti, con il racconto “‘A storia de pezze” con una  bellissima morale attualissima “’a gente dice brutto e dice bello pure si ncoppa ‘e spalle soie tene ‘o scartiello!”

Preferisco non dire molto sullo spettacolo perché è assolutamente da vedere e rivedere.

Dopo il debutto della prima serata siamo riusciti a rubare qualche dichiarazione dall’attrice Nunzia Schiano.

Ranavuottoli ha un testo che usa un linguaggio verbale che richiama la tradizione popolare-dialettale napoletana che va da Basile a Ruccello…

Sia Roberto Russo sia Biagio Musella amano molto questo tipo di linguaggio tradizionale e meno slangato. Ad esempio il litigio con lo specchio dove sono annoverati  tutti i detti, alcuni sono stati inventati, ma ricalcano quella tipologia linguistica.

Due sorellastre che vivono sole…

Si tratta di un rapporto all’interno di questo spazio claustrofobico in cui ci siamo chiuse. Io ho tutto il mio mondo, parlo con la radio, bevo ed è una cosa che, comunque, succede spesso e le solitudini le affoghi in questi modi.

E anche molto divertente ma anche molto riflessivo…

È la storia di Cenerentola vista da un’altra angolazione, parte in una direzione e poi ne prende un’altra, abbastanza improvvisa.  Si avvicina molto a quello che succede in tutti i rapporti familiari che possono essere rapporti di coppia o tra padre e figlio e poi fanno un po’ di silenzio sulla ripetizione di questo schema, che è sempre lo stesso, che sta stretto, però nessuno riesce a tirare fuori la verità su questo status. È una cosa che ti macera che poi esplode anche con violenza, però a volte il confronto anche forte e violento può essere risolutivo, quindi c’è questa parte importante e dà un’apertura su quello che vogliamo essere.

Ranavuottoli recensione

Ranavuottoli locandina

Ranavuottoli

(Le Sorellastre)

di Roberto Russo e Biagio Musella
con

Nunzia Schiano – Genoveffa

Biagio Musella – Anastasia

Pino L’Abbate – Idraulico

e con la partecipazione in video di

Giovanni Esposito – Lo Specchio

Niko Mucci – Il Ciambellano

Claudia Puglia – Cenerentola

Carmen Pommella – La Bambinaia

Sergio Assisi – Il Principe Azzurro

Musiche – Niko Mucci e Luca Toller

Scenografie – Tonino Di Ronza

Realizzazione scene – Laboratori Flegrei

Costumi – Anna Zuccarini

Parrucche – Antonio Luciano

Trucco – Rossana Giugliano

Riprese video e Post-Produzione – Luca Cestari e Salvatore Martusciello

Effetti visivi – Rebel Alliance

VFX Producer – Fabrizio Dublino

Grafica e Videoproiezioni – Salvatore Fiore

Ufficio stampa – Paolo Popoli

Assistente alla produzione – Marta Bosticco e Mattia Sant’Angelo

Assistente alla regia – Luigi Zaccariello

Aiuto regia – Pino L’Abbate

Produzione – Teatro Bellini in collaborazione con Teatri Associati di Napoli

Regia Lello Serao

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