Marcella Bella da Montagne verdi a oggi…la recensione

La regina dell’anima e non del silenzio, non ha certamente abdicato. Marcella Bella ha sessantasei anni e in questo concerto napoletano, organizzato da Veragency e Azzurra Spettacoli, ha sbaragliato il teatro come solo lei sa fare attraverso i suoi più grandi successi, tutti impareggiabili, mentre la voce ha ancora tutto lo spessore di un lanciafiamme, dimostrando che può farlo con la stessa facilità dei primi anni, compirà cinquant’anni di carriera il prossimo anno. Questa è l’accoglienza di Marcella che travolge il pubblico con i suoi grandi successi, che portano con sé, ricordi di una ricca storia musicale restando sempre intramontabili e commoventi.

Il sipario si apre e sullo sfondo un video manda Mike Buongiorno che presenta, al Festival di Sanremo del ’72, Marcella in Montagne verdi da dove parte la sua carriera di successo. Il video si spegne ed entra lei, bella e affascinante come sempre, intona Non mi basti più il primo singolo del 2017 che annunciava il suo ritorno discografico con l’album “Metà amore metà dolore”, prodotto da Mario Biondi. Seguirà un altro brano tratto da questo nuovo album, Lovin’ you.

   

E dopo arriva l’intensa canzone d’amore, Io domani, vincitrice del Festivalbar del ’73 e Marcella ricorda Giancarlo Bigazzi che le ha scritto i suoi primissimi successi “mi ricordo che lui voleva sempre sapere qualcosa della mia vita, mi faceva molte domande, mentre io ero perplessa per questa sua strana e insistente curiosità.  La verità è che lui voleva scrivere qualcosa sulla mia vita, su quello che facevo e, infatti, per Io domani s’ispirò a una mia storia che mi faceva soffrire. Poi, però, andò avanti e compose altri pezzi, come il prossimo, che parla di una città romagnola che assomiglia a un’altra meravigliosa che si trova in Brasile…” e iniziano le note di Rio De Janeiro.

Negli anni ’60 e ’70 molti cantanti italiani facevano le cover di canzoni straniere traducendole in italiano, ma “con il prossimo pezzo successe il contrario – racconta Marcella – ed è stato un enorme successo in tutta Europa vendendo più di otto milioni di copie, e io vinsi la Mostra Internazionale di Musica leggera a Venezia, la famosa Gondola d’oro, che non ho più, perché me l’hanno rubata.”

Si tratta del brano Nessuno mai, uno dei primissimi esempi di disco music italiana e che i Boney M intitolarono Take The Heat Off Me contenuta nel loro primo album.

Nessuno mai è un indimenticabile successo che porta in piedi il pubblico del teatro ad applaudirla poi presenta un altro brano del suo nuovo album, Ancora un po’ e poi arriva Fa Chic, brano arrivato al successo nel 2002 per il suo motivetto orecchiabile e danzereccio.

Marcella Bella live foto di Fiorella Passante

Giancarlo Bigazzi è stato importante nella mia vita, infatti, lui scrisse la mia prima canzone, che parlava di una ragazzina che un giorno prese un treno per andare al nord e dovette lasciare tutta la sua vita, i suoi amici, i suoi affetti e anche quel famoso coniglietto dal musino nero. Andò a cercare altre montagne verdi, anche se erano nascoste in mezzo alla nebbia, però lei ci teneva tanto a trovarle queste montagne, finché riuscì a trovarle…” Così Marcella introduce uno dei suoi più grandi successi Montagne verdi e alla fine della straordinaria esibizione il pubblico si alza in piedi e applaude, sono melodie che hanno raggiunto la consapevolezza pubblica.

Al Festival di Sanremo nel 2005 Marcella si presentò con un attillato abito nero che portava una scritta sul sedere, Uomo bastardo, testo efficace che scaglia un anatema contro quest’uomo che l’ha fatta soffrire e che, anche in questa serata di ricordi, canta con la stessa intensità di sempre, con  un accompagnamento della band superbo.

In video appare in un vecchio filmato Gianni Bella che intona una bellissima canzone scritta per Mia Martini e che Gianni ha ricantato qualche anno dopo, Nuova gente e poi entra Marcella a cantare la seconda parte di questa struggente canzone d’amore. A fine canzone c’è una foto in bianco e nero che ritrae da piccoli Marcella e Gianni “questa per me è una bellissima foto – ricorda emozionata Marcella – io con la bambola e lui mi cingeva con il suo braccio già mi proteggeva da allora…

Con Gianni abbiamo cominciato insieme – continua la cantante –  lui come autore e io come cantante, abbiamo sempre avuto delle carriere parallele, siamo sempre stati uniti sia nella vita professionale sia personale. Ora lui sta benissimo, ogni tanto viene a trovarmi a qualche concerto e a me piace parlare di lui. Però non sempre mi ha fatto contenta, ha scritto tantissime canzoni per se stesso, per me e ha scritto anche tante canzoni per altri cantanti, per uno in particolare, famosissimo. Gianni ogni volta che scriveva una canzone per questo cantante veniva da me e me la faceva ascoltare, per sapere cosa ne pensassi. Ah, ti piace? Certo, la posso cantare io? No! L’ho scritta per Celentano, non puoi cantarla tu, assolutamente. Poi ne portava un’altra che ne so, L’arcobaleno, sei sicuro non posso cantarla? No! Ha fatto cinque album per questo… come si dice a Napoli? Mariuolo? Mi ha fregato un sacco di canzoni e ho pensato la prossima volta che canterò dal vivo, mi vendico e canterò una canzone di Celentano che mi piace tantissimo e la dedico a tutti voi…” e inizia a cantare L’emozione non ha voce, che acquista un significato in più con la voce e l’interpretazione di Marcella.

Poi presenta L’ultima poesia che Marcella cantò in coppia con suo fratello Gianni nel 1985 arrivando nei primi posti in classifica, uno dei brani più venduti e Marcella dice: “questa canzone la cantavo insieme a Gianni e non riesco a cantarla con un altro cantante, quindi, perdonatemi.

Continua con Senza un briciolo di testa che ottenne un discreto successo e arrivò terza al Festival di Sanremo nel 1986.

Seguono Metà amore metà dolore e Dimmi dove vai dall’ultimo disco che ha prodotto Mario Biondi e da questi due mondi musicali è nato il soul pop, un disco decisamente interessante e raffinato.

Siamo agli ultimi brani, Dopo la tempesta e il famosissimo Nell’aria e prima di salutare il pubblico Marcella presenta la sua band, suo fratello minore Rosario Bella alle tastiere, Roberto Palladino alla batteria, Gio Filice chitarra e coro, Simona Malandrino alla chitarra elettrica e Tony De Luca al basso.

Il pubblico chiede il bis, pochi artisti riescono a fare un concerto con la loro melodia d’autore e far impazzire il pubblico, ma la sua voce è in una forma straordinaria e dà tono a questa preziosa scaletta di canzoni reinventate in modo impeccabile se poi aggiungi il bis, un medley di altre tre canzoni famosissime e di successo, Abbracciati, Canto straniero e Tanti Auguri, diventa ancora più accattivante.

E, infine, canta la bellissima canzone La regina del silenzio, “una canzone che ha scritto per me il grande Renato Zero insieme a mio fratello Gianni – racconta Marcella. Un giorno ci siamo incontrati in un ristorante. Lui è sempre stato molto affettuoso, molto carino, ha grande stima di me e a un certo punto ha detto: Ah Nì!, ma tu non canti più? E io risposi: Io canto. Sì, ma troppo poco, sei diventata una regina… mi risponde Renato. Come una regina?gli replico. Sì, ma del silenzio!” e continua “Mi sono allontanata per crescere i miei due ultimi figli, perché il primo si lamentava sempre che non c’ero mai e quindi c’è stato un pochino di silenzio tra una canzone e l’altra.”

La regina del silenzio è stata una vera e propria esibizione, ricordando al pubblico affascinato che Marcella ha un dono che, oltre a suscitare profonde emozioni, ha ancora una bellissima voce emozionale.

Il concerto si chiude con  Femmina bella, una canzone trash che ha scritto Cristiano Malgioglio per Marcella e non capisco perché chiuda questo meraviglioso spettacolo con questa caduta di stile.

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