La Cicogna dalle calze rosse – “Nicolas il Lupo” di Monica Fiorentino

La Cicogna dalle calze rosse narra la leggenda che dietro l’arcobaleno, si nascondano Fiabe antichissime e di una bellezza spettacolare

Che sulla punta più alta della Montagna dei Sogni, ci sia nascosto un luogo dove le Favole sono scritte ancora con l’inchiostro rosso e blu della Voce, e di notte, tramandate piano, piano in sussurri.

Che nascosto nel cuore dell’Oceano, ci siano Segreti di Fiabe mai da nessuno ancora ascoltate.

Che nella borsa del Cantastorie di Terre Lontane, non esista un fondo e le Favole siano infinite.

E’ in questi luoghi incantati, che La cicogna dalle calze rosse, raccoglie le sue Fiabe e le sue Favole, per continuare a dare loro la Vita.

Sedetevi ad ascoltarla… “C’era ancora una volta”, così lei inizia

Nicolas il lupo

C’era una volta, un bellissimo lupo dagli occhi di una cangiante tonalità viola scuro, di nome Nicolas.
Libero fra le Colline romane, nato dal profumo di una delle gocce di latte con la quale la Lupa Capitolina aveva dato nutrimento ai due neonati fondatori della capitale, dal carattere dolce e sincero, nobile ed idealista, grande sognatore, adorava lui dipingere il mondo attorno con la sua poesia, amante del festoso danzare della pioggia all’aria aperta, del brillio della luna in cielo, fiero nel suo incedere, perennemente col muso rivolto vero l’alto, forte e coraggioso.
Acquazzone/danzano nei campi/i papaveri ricamava nel suo cuore i propri haiku, animo sublime, ritenuto proprio per questo suo modo di fare, un tipo allorché stravagante, dagli altri componenti del branco, che non vedevano di buon occhio questo suo poetare, apprezzando ben altre virtù in un lupo della sua età, adatte alla continuazione della specie, ed il proliferare del gruppo, quali l’adoperarsi per trovare una buona compagna e crescere insieme dei bei cuccioli sani, lasciandolo per questo motivo spesso solo, ed in disparte.
Ma docile ed altruista, lui sorrideva alle loro parole, senza remore.
Ed una notte il bel lupo, intento a comporre nuovi haiku, girovagando fra le nude pietre, coperte dalla polvere antica del tempo romano, rese splendenti dai riverberi della luna, respirando la sua storia, scorgendo di colpo, una meravigliosa lupa immersa in un sonno profondo, distesa su di un giaciglio di foglie secche, annusando buono il suo odore, le fu accanto col petto in subbuglio.
Bellissima lupa dagli occhi d’ambra ed il pelo dorato, la sventurata, ingerito del veleno posto per mano dell’uomo, era caduta in un sonno senza sogni, lasciata per sempre a obliare nel torpore dei dispersi, senza un solo pensiero al suo riguardo, capace di risollevarla da quel doloroso stato.
“Ha ingoiato del veleno!” “Si, incautamente lo ha ingerito!” vociferava il cicaleccio intorno “Poverina, ormai non c’è più nulla da fare!” “Peccato!”
E Nicolas contemplandola con dolcezza, percependo il cuore aprirsi in un moto di tenerezza infinita, a quel dolore, convinto di poterla destare dal suo sonno, squarciando col proprio ringhio la notte, graffiò il terreno con gli artigli.
“Ma questo è Assurdo” soffiarono le voci attorno “Lei giace nel sonno dei dispersi!” “Ha saggiato il veleno dei cacciatori!” “Non può salvarsi!” “E’ inutile!” “Nessuno può avere tanta forza!”
Ma lui cocciuto, frustò l’aria con la coda, guardandola nella sua sofferenza, col veleno ancora fra le zanne, scuotendo il capo, scaldando col suo pensiero il dolce respiro di lei, deciso a destarla “Lei è viva nei miei pensieri, sana e forte…e così sarà!” latrò “E’ questo il segreto …tenere ciò che amiamo dentro il cuore, scaldandolo coi nostri incessanti pensieri! Io posso riuscire a svegliarla! Posso farlo! ”
“Si, se è  quello che vuoi!” esordì una Voce al suo fianco “Ma pensaci bene Nicolas.…affinché ciò succeda, è necessario che il tuo Amore verso quella lupa sia vero e sincero, altrimenti nel momento stesso in cui i tuoi pensieri faranno per sfiorare il suo sonno, potresti morire tu al suo posto!”
Senza dubbi, il lupo, ululando al creato intero il suo Amore, scaldandolo nel cuore, levò il muso, sicuro.
«E’ Impossibile» disse l’incertezza. «E’ Rischioso» tossì l’angoscia. «E’ Inutile» tagliò l’inconscio. «Provarci!» sussurrò il sentimento.
“Pensi realmente di potercela fare?!” sussurrò la Voce.
E prima ancora che il lupo, avesse posato sulle fauci fredde della lupa, il suo caldo respiro, tirando via il gelo e la sofferenza del veleno, alimentando i suoi pensieri, col fuoco dell’Amore, lei riaprì gli occhi sana e salva, destatasi grazie al sentimento di lui vero e sincero, tanto forte e sconfinato da aprire un varco oltre le barriere dell’oscurità, dietro cui era stata imprigionata, dimenticata per sempre, tanto potente dal non conoscere il tentennamento dell’incertezza.
“Ecco, questo è l’Amore! L’Amore che abbiamo dimenticato…quello vero e sincero, l’Amore a prescindere! L’Amore che è l’unico compenso dell’Amore! ” s’incrinò in un pianto liberatorio la Voce.
“Tu sei il poeta!” tossì la lupa, destandosi, nel riconoscerlo, aprendo gli occhi adagio, inspirando il suo odore “Io ti conosco!” lo fece arrossire lei con le sue prime parole.
“Sei il poeta! Nicolas! E mi hai salvato da quel veleno!” si schiarì la gola “Ti devo la Vita! Il mio nome è Lara!” lo ringraziò.
E sollevandosi lentamente, malferma sulle zampe, strusciando il suo naso contro quello di lui, raggiante, si guardò attorno felice, riconoscendo la luce “Me lo reciteresti un haiku?” lo guardò negli occhi, nei suoi primi timidi gesti.
E lui stranito a quella domanda, scodinzolando, aiutandola a muoversi goffamente, instabile, facendo attenzione, le sussurrò all’orecchio tremante “Roma di luna/fra la polvere del tempo/rulla il cuore d’amore”
“Nicolas…” ululò lei, riprendendo fiato nei polmoni, appieno.
“Come sono belli insieme!” fece eco il ciarlare intorno “E’ stato molto coraggioso!” “Veramente sincero!” “Il pensiero di lui, colmo d’amore, è stato più forte di tutto!”
“Grazie per avermi salvato la Vita! Grazie di non aver mai tentennato!” gli leccò lei il muso, tirandogli giocosamente l’orecchio con le zanne, piena di infinita dolcezza.
E insieme Nicolas e Lara, quella notte si diressero verso una grotta poco distante, uno di fianco all’altra, scoprendosi a dividere lo stesso giaciglio, innamorati.
E narra la leggenda del “Lupo che fece risplendere d’Amore il cielo di Roma”, che da quel giorno i due lupi non si separarono più, e vissero per sempre felici e contenti.

Monica Fiorentino

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.