Intervista ai Witchfield

Per chi non ti conosce, chi è Thomas Hand Chaste?

Ho militato come batterista in diversi gruppi, sicuramente quelli di maggior spicco sono i Death SS e il Paul Chain Violet Theatre all’inizio degli anni ’80, quando ancora un certo tipo di musica, o più precisamente un certo modo di proporsi, ancora non era stato sdoganato. Con il tempo mi sono un attimo fatto da parte, non mi ritrovavo più in un certo contesto e soprattutto con certe persone con cui credevo di avere un buon feeling… Ma cosa vuoi, tutto finisce, e anche le relazioni di tipo musicale non fanno eccezione. Chiaramente non ho smesso di fare musica, anzi mi sono dedicato anche ad altri strumenti percossi in modo personale e con calma ho allestito un mio studio di registrazione, ho partecipato ad alcune reunion in occasione degli album solisti di Steve Sylvester e ad un progetto punk Cane Mangia Cane con l’ex chitarrista dei Dioxina Luca Andreani. Nel 2006 esce il mio lavoro solista Uno Nessuno Centomila, album dove mi sono divertito a suonare un po’ di tutto, in un certo modo posso definitlo un lavoro dark sperimentale, dove dark non deve essere inteso in modo restrittivo, come purtroppo accade ma in maniera più ampia. Tanto per fare un esempio, come spesso dico, il Requiem di Mozart a parere mio è la cosa più dark che abbia mai sentito!

Ho saputo che l’incipt di tutto è stato Giovanni Cardellino, voce de L’impero delle ombre.

Dopo l’uscita di “Uno Nessuno Centomila” si presenta Giovanni Cardellino de L’impero delle ombre, telefona e si presenta come estimatore dei lavori con Death SS e PCVT e mi propone una collaborazione, in sostanza il progetto Witchfield nasce da un input di Giovanni. Lo stesso nome del gruppo è opera sua, dopo varie proposte una sera mi telefona ed era bello in forma, dicendomi: “Sono stato in un campo ed era incredibile per quante lucciole ci fossero sembrava un campo di streghe, chiamiamo il gruppo Witchfield”.

Come sono nati i pezzi che hanno costituito Sleepless?

Ho accettato volentieri la proposta di Giovanni, ho pensato che sarei in qualche modo tornato a fare un genere musicale che ho sempre amato… magari cercando di inserire elementi nuovi, e da li a poco erano nel mio studio, lui e suo fratello Andrea (chitarrista de L’impero delle ombre, NdR), per qualche jam session. Da quelle prove ebbe spunto The Mask of the Demon e altre idee per arrangiamenti, poi Andrea Cardellino mise sul piatto I Curse My Faith e la stesura per High Tide Symphony che poi sviluppammo insieme. Il resto dei brani furono scelti da Giovanni in base a quelli che mano a mano gli proponevo.

I testi sono interessanti, alcuni riprendono poemi di diversi autori: da Fergusson a Shakesperare, fino a Blake. Un’idea di Giovanni?

I testi sono stati presi e adattate opere provenienti dal Regno Unito di epoca per lo più vittoriana, fine 1800, inizi 1900 di autori classici quali Ferguson, Kingsley e Blake che manifestavano la paranoia, l’orrore e il disagio dell’uomo neo-industriale. Gli argomenti dei testi estrapolati da quel contesto sono il velato concept generale del lavoro e sono la macabra parodia dell’appena iniziato terzo millennio che riflette in pieno le antiche ma sempre attuali ossessioni. L’unica eccezione è Mask of the Demon, il cui testo è basato sulla pellicola del 1960 di Mario Bava “La maschera del demonio”, sorta di elegia del vampirismo in epoca medioevale a sua volta tratto dal romanzo di Gogol “VIJ”.

Due le cover presenti nel disco: Inquisitor, tratta dal repertorio dei Death SS, e The Black Widow, tratta invece da quello di Alice Cooper. Vuoi parlarci un po’ del perché coverizzare questi due pezzi?

Inquisitor rimarrà sempre nella mia mente. Mi ricordo ancora il giorno, in realtà era notte, in cui venne fuori… Era da un pò di tempo che pensavo di rifarla con un ritmo di batteria molto più doom e questa è stata l’occasione migliore. Per quanto riguarda The Black Widow quando ho saputo che Steve (Sylvester, NdR) poteva fare una comparsa, mi è subito saltato in mente questo brano, che oltretutto facevamo dal vivo, e francamente rimane un bel pezzo di musica dei ‘70.

Vuoi parlarci un po’ delle collaborazioni con Clive Jones (Black Widow) e Steve Sylvester (Death SS)?

Ritrovare Steve è stato piacevole, devo dire che negli anni è maturato molto. È stata una bella sorpresa poter lavorare con lui, tanto che da questo incontro è nato il nostro nuovo progetto che sarà pubblicato nei primi mesi del 2010 (Sancta Sanctorum, NdR). Per quanto riguarda Clive Jones, la collaborazione mi è stata proposto dalla Black Widow Records, ci siamo sentiti per mail e gli ho inviato due brani dandogli carta bianca e il lavoro che ha fatto mi è proprio piaciuto! Ha una voce con il sax molto bella ed è un gran musicista.

Sleepless, per me, è stato uno dei migliori album del 2009 in ambito metal. Ci sarà un secondo capitolo del progetto? Puoi anticiparci qualcosa?

Per il seguito di Witchfield… Bisognerebbe chiedere alla Black Widow Records che intenzioni hanno. Il nostro contratto dice che ci sarà un futuro ma io non vedo ben chiare le cose. Per carità, i ragazzi della Black Widow sono a posto, ma ho bisogno di progetti con una scadenza precisa e un piano artistico articolato e concreto, senza contare che senza un buon management che ti organizza concerti e apparizioni varie la cosa si fa dura. In sostanza ho molta carne al fuoco sia come brani già costruiti che come nuove idee ma ripeto devono essere attuate e messe in musica con una precisa idea e concetto. Sono comunque speranzoso, in ogni caso vedremo. Quello che ti posso dire di sicuro è che per Thomas Hand Chaste, al di là del progetto Witchfield, di cose c’è né sono parecchie a cominciare, come ti ho detto sopra, dal nuovo gruppo con Steve Sylvester senza dimenticare il concept album che ho fatto con i Mendes (lo stiamo rifinendo), lavoro anche con un gruppo di giovani stoner, gli Atomic Dog. Ultimamente sono entrato in contatto con Visioni Gotiche e stiamo cercando una strada per un nuovo lavoro, ho anche un progetto di musica contemporanea con il supporto per le partizioni del maestro Giusto Di Lallo, insomma di materiale ce n’è, devo solo mettere a fuoco la situazione ma arriverà anche questo.

Marco Gargiulo

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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