Bob Dylan e Jerry Schatzberg. Il menestrello negli scatti del famoso fotografo newyorkese.

Una settimana fa è stato pubblicato un volume fotografico dal titolo Dylan/ Schatzberg. Fotografie 1965-1966, edito da Skira, con Bob Dylan come soggetto ritratto da Jerry Schatzberg, affermato fotografo e regista newyorkese, oggi novantenne, che “è stato il tipo giusto al momento giusto nel posto giusto”, così lo descrive Julia Morton, freelance writer specializzata in arti visive e crazioni culturali.

Schatzberg ha avuto il privilegio di immortalare Dylan all’apice della sua carriera, il biennio 1965-1966, durante il quale ha prodotto Highway 61 Revisited e Blonde on Blonde, la cui copertina è stata scattata proprio da Schatzberg. Le sue foto catturano il menestrello di Duluth in uno dei periodi cruciali della storia della musica e in una vivace scena culturale newyorkese, e nel volume sono presentati gli scatti e le riprese di quello che probabilmente sarebbe stato il suo più grande album, appunto Blonde on Blonde, facente parte della trilogia elettrica, pubblicato durante il periodo in cui faceva uso di acidi e anfetamine, e prima dell’incidente in moto che terrà Dylan lontano dalla scena pubblica per otto anni.

Nel 1965, Schatzberg già illustre fotografo di moda, si scopre ritrattista di artisti, intellettuali e gente famosa (in seguito anche regista cinematografico, con undici film, tra cui panico a Needle Park ( 1971) e Lo Spaventapasseri (1973)), e incontra il giovane Dylan, “rubando” i ritratti in studio, sala di registrazione, concerti, momenti rari.




“ Come soggetto fotografico Dylan era il migliore”, dice Schatzberg. “ Bastava puntargli addosso l’obiettivo e le cose semplicemente accadevano. Abbiamo avuto un buon rapporto e lui era disposto a provare qualsiasi cosa”.

Sono immagini intramontabili di uno dei musicisti più importanti del secolo scorso, che fanno parte del nostro vissuto e resistono al tempo. Dylan è uno degli artisti più venduti di tutti i tempi, ha fatto la storia della musica vendendo oltre cento milioni di copie. Ha ricevuto undici Grammy Awards, un Golden Globe Award e un Academy Award. E’ stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame. Durante il Premio Pulitzer del 2008 gli è stata assegnata una speciale citazione per “il suo profondo impatto sulla musica popolare e sulla cultura americana, caratterizzato da composizioni liriche di straordinaria potenza poetica”. Nel 2012 il presidente Barack Obama gli conferisce la Presidential Medal of Freedom. Nel 2016 è stato insignito del Premio Nobel per la Letteratura con la seguente motivazione “ per aver creato nuove espressioni poetiche all’interno della grande tradizione musicale americana”.

Venerdi 16 novembre ore 18,00 sarà presentato a Palazzo Reale, all’interno di Bookcity Milano, la manifestazione dedicata ai libri alla sua settima edizione che dura quattro giorni, dal 15 al 18, darà vita a incontri, mostre, reading per appassionati della lettura e del mondo editoriale.

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