Moltheni – Ingrediente Novus

Ormai è chiaro: se un artista si trova a un punto cruciale della propria carriera musicale, è difficile scegliere la via da prendere. Succede a tutti, più o meno. Continuare? Gettare la spugna? Chiudere una porta affinché si apra un portone? Troppe le vie, e solo una quella da scegliere. E così, di recente, è avvenuto per Umberto Giardini, in arte Moltheni, il quale, qualche mese fa, ha dichiarato di volersi prendere una pausa di riflessione, da quella che ha definito “musica stupida”. Generalizzando troppo, ma questo è un altro discorso, che sarebbe meglio fare in un’altra occasione, se necessario. Questo non prima di concepire quello che è il punto di arrivo del suo mondo post-cantautoriale: “Ingrediente Novus“, un best of con annesso un DVD che contiene tutti i suoi video.

Ma cos’è “Ingrediente Novus”? E’ una raccolta qualunque? Effettivamente no. E’ vero, ci sono solo due inediti e molti brani vecchi (principalmente dai primi due dischi, ormai introvabili). Eppure sin dal primo ascolto c’è qualcosa che potrebbe in qualche modo far ricollegare questo lavoro con un classico del cantautorato italiano, ossia nientemeno che “Il grande sogno” per Roberto Vecchioni.

Se il Prof, dando una nuova forma ad alcuni dei brani composti fino a “Hollywood Hollywood”, ha dato vita a un concept album condito da una serie d’inediti e dai disegni di Andrea Pazienza, così Moltheni si appropria di un pugno di brani del suo repertorio per gettarli dentro un pentolone e insaporirli proprio con quell'”Ingrediente Novus”. Riuscendoci.

E se i brani di “I segreti del corallo”, sono più o meno come le versioni originali, senza per questo essere meno emozionanti, In centro all’orgoglio, risalente agli esordi, sotto la Cyclope Records (tanto che in quest’album c’è anche una dedica al compianto produttore Francesco Virlinzi), dalla sua disperata veste rock, diventa un intimo e soffocato ritratto del proprio io, contornato dalla suadente voce di Ilenia Volpe. Come del resto Nutriente, brano che ai tempi gli costò un Sanremo, e E poi vienimi a dire che questo amore non è grande come tutto il cielo sopra di noi. Zona monumentale è un urlo liberatorio, affidato a Vasco Brondi, alias Le Luci Della Centrale Elettrica. Il bowling o il sesso? è un viaggio negli anni ’70, con tanto di organo Hammond che, facendo testa a testa con il cantato del Giardini, dà la sensazione di essere tornati proprio a quell’epoca. La fine della discografia italiana, nell’illusione di te è una manifestazione di distruzione, rabbia, annichilimento, e una speranza non del tutto morta, con qualche tocco di Radiohead e Sigur Ròs. Suprema porta quasi alla commozione.

Gli inediti? Due, e tutti ottimi: la romantica ballata Petalo, nata prima di “Splendore terrore”, ma uscita solo adesso, e la dura invettiva socio-politica di Per carità di stato, suo unico brano con questa tematica, su un’Italia schiava dei servi dei corruttori (“L’Italia che apparentemente reagisce, che poi finisce in un TG al tasto 4 del mio telecomando, l’Italia dei partiti ingordi, l’Italia che impedisce a chi vuol fare“). Una specie di Viva l’Italia di degregoriana memoria, con un tocco di Povera patria.

Moltheni, recentemente, parlando dei suoi progetti futuri, ha affermato di sperare di non essere recensito da nessuna parte. Quello che si spera è che la sua affermazione sia semplicemente sarcastica (seppur collegabile alla tristezza che lo attanaglia da un po’) e, perché no, che un giorno anche lui possa tornare a sorridere come una volta. Magari proprio senza profumo, e allo stesso tempo con un profumo addosso.

Come se fosse (anche) lui il “petalo”.

Gustavo Tagliaferri per Mag-Music

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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