Ka Mate Ka Ora – Violence

Nel cuore dei fratelli Stefano e Carlo Venturini vive un suono fatto di chitarre rabbiose e struggenti, voci del grigiore e della luce del sole, manifestazioni di un’anima e di un corpo in continuo mutamento. Un contrasto che vive di vita propria in quello che è il mondo dei Ka Mate Ka Ora, ben proliferante grazie a due album di tutto rispetto. Pertanto, giungere al terzo atto con questo “Violence” assume un particolare significato, tale da portare a un ulteriore marcamento di quello slowcore etereo, se non concentrato assieme allo shoegaze e a certo, che plasma ogni composizione dando loro la giusta forma. Il risultato è un lavoro come sempre affascinante, dove i nostri, oltrepassando l’elementare linea del rock, passano dall’incontrare i Low che procedono a passo cadenzato, disperato (The Funeral March of the Whales), con un tocco di decadenza (BirdyMistake Song), a ritrovarsi mano nella mano con Cure (Daisies Wine), My Bloody Valentine (Flowers) o Jesus and Mary Chain (Dreamer of Pictures), e non si dimostrano di certo restii ad avvicinarsi al noise (The Lobster) o a scrivere ipotetiche canzoni d’amore quali una breve e passionale Jasmine’s Lullaby o la più tirata Last Words. Influenze che non snaturano di certo l’involucro dei Ka Mate Ka Ora, anzi, rendono questa “Violence” vero e proprio piacere.

Gustavo Tagliaferri

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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