La Morte – s/t

Bachi Uochi, Pietra Toki. Sembra un incantesimo, ma evidentemente è un preciso compito di La Morte, questo il monicker, risultare tale. Perché gli interessi in comune di Giovanni Succi e Riccardo “Rico” Gamondi non riguardano solo la sfera musicale. Del resto la linea che separa la vita dall’oltretomba è molto sottile, e sta a entrambi rappresentarla attraverso un’opera musical-letteraria divisa in due lati. C’è la voce di Succi, che va da Sartre a Manzoni, da Il’ič a Jacopone da Todi, facendoli suoi, cogliendo l’anima delle loro opere. Il volgare e l’aulico, la ricerca e la semplicità nel parlare della nera signora. Come la mano di Gamondi, che dà luogo a un moderno “Apocalypse Now”, creando un’ideale colonna sonora delle tenebre, un ambient che è tormenta all’orizzonte e brezza soleggiata, terremoto e silenzio, un defibrillatore che dà segnali di vita e i pesanti rumori di fondo di una metropolitana, persino echi di certi Massive Attack riconducibili a un addizionale trittico di archi. In tema di concept, verrebbe da pensare a “Delìrium Còrdia”, lavoro che i Fantômas non sono riusciti del tutto a portare a termine. Ma la coppia in questione è riuscita a fare ancora di più, rendendo “La Morte” un instant book non-instant book, per pochi, ma più che buoni.

Gustavo Tagliaferri

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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