Craxi – Dentro i battimenti delle rondini

craxi Nascere e morire, per poi lasciare un segno di quella che è stata la propria esistenza terrena. Non come meri esseri umani, ma come musicisti provenienti da esperienze e formazioni differenti e con la consapevolezza di aver goduto di un’esperienza più unica che rara. Viene in mente un certo Bettino, ma di politica c’è ben poco. Perché Craxi è, o meglio è stato, il nucleo che accomuna Alessandro Fiori, Luca Cavina, Enrico Gabrielli e Andrea Belfi. E sapere che “Dentro i battimenti delle rondini” sia un resoconto di quello che fino al 2011 i nostri hanno combinato assieme consola non poco. È il concetto di no-wave ad imperare, la follia al potere, una destrutturazione della forma canzone (la title track, Santa Brigida) che passa anche per il circuito della televisione (Drive Inn), il post-punk alla Gang of Four (Le ali di Alì) che si mescola a riff che attingono da certo post-rock slintiano (Rosario, E tu non ci sei), l’inaspettata sintonia tra pop e noise (Se me lo chiedi dolcemente) in mezzo a fiati degni di un James Chance brillo nel bel mezzo di una jam session (Le mostre di pittura) o di bande di paese prossime al rumorismo beefheartiano (Si appressa la morte, non ci è dato sapere cosa c’è al di qua). Lo stupore, l’ineccepibilità di questi ragazzi, il dispiacere che questa avventura sia stata messa in disparte. Ma anche la soddisfazione.

Gustavo Tagliaferri

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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