The Barbacans – No Hits for the Kids

the barbacansGarage-rock a tutto spiano. “God Save the Fuzz” ha sancito molto positivamente la rientrata in scena di quelle chitarre fuzzeggianti che sembravano essere state messe un po’ troppo da parte nel panorama odierno made in Italy. Componenti di una formula, quella dei Barbacans, che in questo secondo lavoro in studio, “No Hits for the Kids“, vede l’occasione adatta per compiere una leggera virata verso altri mondi, dal punk alla psichedelia. La band di Pyramid Carnarelli passa quindi dal rock’n’roll di Cippiciappi e di He’s Gone, una delle più vicine al lavoro di cui sopra, all’ipnotica Farfisa, di ispirazione anche doorsiana, che attraversa 10.000 Promises e la strumentale Kind of Blue Beat, ed a sua volta in contrapposizione con le sfumature crampsiane di Fatiscenza violenza, primo brano della band nella propria lingua madre, e dell’amor proprio che muove il violento tango di ispirazione ispanica Istato italiano. Analogamente per la brezza estiva di Tahiti with You e la cupezza di Wasted Friends e Dead’s Song, fino ad un ripescaggio non da poco quale Little White Lies dei Painted Ship. I Barbacans sono così, atti a ridare vita ad un genere che merita molto di più, e la loro è una mezz’oretta da gustarsi con gran piacere.

Gustavo Tagliaferri

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Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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