Chambers – Colpi scapoli

Chambers - Colpi scapoliAbbiamo deciso di fare una raccolta […] abbiamo deciso di dare una nuova prospettiva a qualcosa che avevamo già fatto” spiegano i Chambers parlando del loro “nuovo” album, “Colpi scapoli”. Missione compiuta, senza dubbio.

Il gruppo, ormai punto fermo della scena post-hardcore italiana, fa esattamente quello che ci si aspetta da un lavoro del genere: per prima cosa ripesca brani sparsi per varie raccolte che, pur essendo un doveroso tributo a seminali gruppi del nostro tempo (le eccellenti “Tutto da rifare”, tributo ai Fluxus, e “Il coraggio di essere suonati”, tributo ai Laghetto), tendono a spersonalizzare l’individualità dei gruppi partecipanti e quasi a subordinarla all’importanza del progetto finale, magari relegando a semplice interpretazione validissimi brani come Le cose che non cambiano mai poi cambiano in un minimo limite di tempo (Fluxus) o La mano senza dita (sorprendente destrutturazione dei Laghetto).

Come secondo passo convertono in italiano alcuni vecchi brani (PianuraSalita e Discesa), generando un sorprendete trittico dalle incredibili sfumature emotive. Terzo importante passaggio è l’inserimento dei tre brani dello split condiviso con i The Death of Anna Karina. Questi sono riportati intatti, come per sottolineare, quasi “egoisticamente”, un qualche tipo di legame fra le composizioni e il gruppo. La sfuggente presenza di Jhonny Mox e i suoi loop conferisce un tocco in più a Le facce uguali di due medaglie diverse, brano poi riletto da un ottimo remix dal chiaro sapore elettronico.

La raccolta è completata da altre due riletture, una dei PiL (This Is Not a Love Song), che non aggiunge molto in realtà al valore dell’ “album”, e una, ben più consistente, dei Frogwomen (Far Away), che colpisce per il sax spinto oltre il limite.

Se i Chambers volevano fare una raccolta per chi, per la prima volta, si avvicina al loro mondo, non hanno centrato il bersaglio. Al contrario, se volevano dare risalto a delle piccole perle perse nella loro vasta produzione, se volevano sottolineare l’attaccamento a brani chiave nella loro evoluzione, rileggendoli addirittura in italiano, se volevano infine, ancora una volta, confrontarsi apertamente, alla pari, con i mostri sacri del genere, ci sono perfettamente riusciti. Bravi.

Fabio Fiori

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.