Drink to Me – Brazil

Drink to Me - BrazilUn perfetto equilibrio tra post e indie: questo sono i Drink to Me.

Un disco che va ascoltato e vissuto e che dà il meglio di sé dopo tre, quattro ascolti; all’inizio si corre il rischio di rimanere un po’ spiazzati ma, passate le diffidenze iniziali, è facile rimanere coinvolti da una band che sa come non essere banale e come colpire l’ascoltatore.

Tastiere ossessive, chitarre e voci filtrate sono sempre pronte a stupire, passando da momenti claustrofobici a bellissime aperture strumentali come nella conclusiva Paul & Kate. Ma non c’è solo questo: infatti in più di un episodio trovano spazio pezzi più “danzerecci” dall’incidere tipicamente indie come Amazing Tunes, che sembra portarci nel cuore di qualche club di Soho il venerdì sera. Pezzi che si contrappongono ad altri quasi strumentali, dai suoni eterei che dipingono ambientazioni di qualche landa desolata nel nord Europa al sorgere del sole.

Questo lavoro è una prova di maturità e di consapevolezza nei propri mezzi, che dà il coraggio di osare qualcosa in più e il risultato è più che buono. Non è da tutti proporre un genere come questo in una chiave personale che, chiaramente, ha dei riferimenti, ma è ben lontano dall’essere una “copia di qualcosa già sentito” e non si esagera affermando che i Drink to Me suonano come i Drink to Me e basta!

Mi viene solo da chiedermi in che direzione si muoveranno o se rimarranno ancora lì in bilico, perché potrebbe essere proprio quello il loro punto di forza.

Daniele Bertozzi

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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