Intervista ad Alcest Ita/Eng (2010)

Intervista a Neige – mente del progetto Alcest – in occasione dell’uscita del suo secondo lavoro, “Écailles de lune“.

– Tre anni separano l’uscita di “Écailles de lune” da quella del precedente “Souvenirs d’un autre monde”. Che cosa ha fatto Alcest in questo periodo?

– Durante questo tempo ho lavorato sull’album degli Amosoeurs e composto/registrato “Ecailles de Lune”, sono stato piuttosto attivo.

– “Écailles de Lune” rappresenta, se non un taglio netto, un notevole cambiamento. È un disco affascinante, melodico e articolato. Alcune cose rispetto all’esordio sono state eclissate, vedi ad esempio i momenti acustici, tutto è più diretto. C’è un ritorno, parziale, alle tue origini, al black metal. Come sei arrivato a questo risultato?

– Non c’è mai stata nessuna parte acustica su “Souvenirs…”, le parti pulite venivano registrate direttamente dalla chitarra folk (?) all’attrezzatura. “Ecailles de Lune” ha più parti pulite del suo predecessore. Non sono ritornato ad elementi black metal in maniera cosciente, la musica sul nuovo album è differente perchè anche il concetto è cambiato un po’ rispetto a quello di “Souvenirs…”.

– Possiamo dire che questo cambiamento abbia influenzato anche il tuo modo di scrivere i testi?

– Sul nuovo album ho avuto un approccio più progressive e complesso, un po’ come è stato per l’EP “Le secret”. Le canzoni raccontano una storia.

– Ascoltando “Écailles de Lune”, il primo riferimento musicale che mi è venuto in mente sono stati gli Opeth, in modo particolare il loro album “Morningrise”. Gli Opeth rientrano nel tuo background musicale? Quali sono i tuoi gusti musicali?

– Ammetto di non conoscere bene la musica degli Opeth, le mie band preferite sono The Smashing Pumpkins, Summoning, Burzum, Drudkh, Joy Divison, The Chameleons, Slowdive, Ride, Ataraxia, Dead Can Dance, M83, etc..

– Hai mai pensato di contaminare il tuo suono con l’elettronica?

– Non credo che userò mai effetti elettronici nella musica di Alcest, non si amalgama bene con l’universo del progetto che tende ad avere un aspetto intemporale.

– La copertina del disco è una delle più belle che io abbia mai visto. È un’echidna quella in copertina che avvolge, con i suoi capelli, quell’essere umano? Puoi darci qualche informazione su cosa vuol rappresentare quel disegno?

– In ogni intervista mi fanno sempre una domanda a riguardo. Sì, penso anche che questa copertina sia eccezionale, non siamo abituati a vedere questo tipo di lavoro nei cd. E’ la perfetta illustrazione dei testi dell’album. È una storia di un uomo seduto davanti al mare di notte che pensa alla sua vita, infatti non trova più la sua esistenza terrena interessante, niente e nessuno può dargli gioia. S’innamora con la notte, accattivato dalle voci delle onde e degli spiriti del mare. Va  a nuotare nelle profondità, circondato da spiriti acquatici per avere finalmente un sonno sereno sul fondo del mare, senza mai più ritornare nel mondo reale.

– La tua musica ha un forte taglio cinematografico. Di quale film ti piacerebbe fosse colonna sonora “Écailles de Lune”?

– Mmm, non saprei… “Abyss” (film di James Cameron del 1989, ndr) forse (sorride, ndr).

– Non hai mai avvertito il bisogno di avere un band e non di fare tutto da solo?

– Sì, ne ho sentito il bisogno perché fare tutto da soli può essere molto stancante e ho più pressione addosso di se fossi in una vera band con vari componenti ecc. Ma per quanto riguarda Alcest comporrò sempre io tutta la musica, questo progetto ha un concetto preciso e obiettivo che nessuno può capire

– A breve partirà il tuo tour, sarai da solo o con un gruppo?

– Quando Alcest fa concerti, posso dire che è una band.

– Alcest, pensi già a eventuali scenari futuri per la tua musica?

– Ho qualche riff ed idea, ma nessuna direzione musicale precisa, ma sto componendo in questi giorni. Credo che la forma del concetto del nuovo album e linea conduttrice saranno disegnate presto.

Marco “C’est Disco” Gargiulo

Si ringrazia per le traduzioni Oliver Tobyn

– It’s been three years since “Souvenirs d’un autre monde” What has Alcest done in this period of time?

– During this time I worked on Amesoeurs album and composed/recorded  “Écailles de Lune” album, I was pretty active actually.

– “Écailles de lune” represents a substancial change to its predecessor. It’s fashinating, melodic and well-constructed. Some things have disappeared, like the acoustic parts, everything has more impact. There’s a partial return to your black metal origins. How did you end up with this result?

– There was not any real acoustic part on “Souvenirs…”, clean parts we recorded directly from the folk guitar to the gear. “Écailles de lune” has more clean parts than the previous album. I didn’t return to black metal elements in a conscious way, music on the new album is different because the concept also changed a bit from “Souvenirs…” one.

– Could we say that this change influenced your way to write songs?

– On the new album I had a more progressive and complex approach of composing, a bit like it was for “Le Secret” EP. The songs are telling a story.

– Listening to the album, the first thing that comes in mind are Opeth, in particular the album “Morningrise”. Does Opeth have an influence in your music? Which are your favourite bands?

– I admit I don’t know well Opeth music. My fave bands are The Smashing Pumpkins, Summoning, Burzum, Drudkh, Joy Divison, The Chameleons, Slowdive, Ride, Ataraxia, Dead Can Dance, M83, etc…

– Have you ever thought of using electronic soundscapes in your music?

– I don’t think I will ever use electronic soundscapes in Alcest music, it doesn’t fit the project’s universe which tend to have an intemporal aspect.

– The album cover is probably one of the best ones I’ve ever seen. Can you give us an explanation on its meaning?

– In each interview I am having a question about it. Yes I also think  this cover is exceptional, we are not used to see this kind of work for records. It is the perfect illustration of “Écailles De Lune” lyrics.  It’s a story about a man sitting front of the sea at night and thinking about his life, the fact he can’t find any interest anymore in his earthly existence, nothing and nobody that could give him joy. He falls in love with the night, being captivated by the voices of the waves and the spirits of the sea. He goes swimming in the depth, all surrounded by aquatic guardian spirits for finally having a serene sleep in the bottoms of the sea and never coming back in the real world.

– Your music has a sharp cut film. What film do you prefer that has as soundtrack “Écailles de lune”?

– Humm, I don’t know… “Abyss” maybe (smile, ndr).

– Have you ever felt the need to have your own band and not do everything by yourself?

– Yes, I felt it because doing everything by myself can be very exhausting and I have more pressure than if it was a real band with several composers, etc… But for Alcest I will always compose all the music, this project has a precise concept and aim that not anyone can get.

– Soon your tour will start, will you be with a band or by yourself?

– When Alcest is making concerts, I can say it’s a band.

– Have you already thought about the musical direction of your next album?

– I have a few riffs and ideas but not any precise musical direction yet, but I am composing this days, I guess the shapes of the new record’s concept and directing line will be drawn soon.

Marco “C’est Disco” Gargiulo

Thanks for the translation to Oliver Tobyn

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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