FKA twigs – LP1

FKA twigs - LP1CD/LP – Young Turks – 10 t.

Il suo primo album LP1 è comparso ai primi posti in tutte le classifiche di fine anno. Tahliah Debrett Barnett, in arte FKA twings, ha effettuato un percorso che l’ha portata in cima che è scandito da alcune tappe fondamentali: una lunga gavetta cominciata non ancora maggiorenne, con il trasferimento a Londra e la conseguente carriera da ballerina, strada già intrapresa dai genitori, fautori di un’esotica mistura giamaico/ispanico/inglese e caratterizzati da una “genetica” passione per la danza. Entrata dalla porta di servizio dell’industria musicale inglese, ha preso parte ad alcuni videoclip per alcune stelle del pop: Jessie J o Kylie Minuoge, solo per citarne un paio. Nel 2012 pubblica online EP1 postando su YouTube, per ogni canzone, un video da lei stessa prodotto. Il resto è storia, e certamente una come lei una come lei non poteva rimanere per troppo tempo sullo sfondo.

Non è soltanto il clamore suscitato da questo primo album o dalla sua musica in generale, la rivelazione del suo talento si è avuta piuttosto durante apparizioni live (ricordo che il 7 marzo si esibirà a Milano), videoclip, copertine di riviste che ne enfatizzano quel modo personale e naif di interpretare il ruolo di femme fatale. È in questi momenti che si ha la netta percezione dell’unicità dell’artista FKA twings. Una credibilità genuinamente provocante, lasciva ma mai volgare o ostentata.

I love another, and thus I hate myself” è l’intro ossessivamente ripetuto in Preface, ed è la stessa cantante ad ammettere, in un’intervista, che ciò rappresenti il concetto base dell’album. Del resto i testi fanno richiamo ad amore, dipendenza affettiva, desiderio, tra continui rimandi a storie vere o verosimili. Continui rimandi a storie vedere o verosimili in cui i sentimenti soverchiano il reale e si mischiano con sogni o incubi a seconda delle proprie impressioni. Come nel primo singolo estratto Two Weeks, un susseguirsi di sospiri e sussurri immersi nella musica dance,all’intero della quale FKA si mostra come una divinità a cui tutto è concesso, a cui basterebbero due settimane far dimenticare la propria fidanzata…

Musicalmente il contrasto più forte del disco è riscontrabile nella voce, spesso fragile e suadente, che che s’incastra nelle meccaniche elettroniche di pad e synth più frequentemente percussive da club/house music, come nel ritornello autobiografico di Video Girl dove ripercorre il suo recente passato da ballerina quasi a volersi liberare in pubblico, nel quale la voce sembra spezzarsi mentre la base si muove su un ritmo molto sostenuto. Pendolum, ultimo singolo uscito, è forse la traccia più struggente del disco, la narrazione di un amore che consuma a tal punto da divenire solitudine e disperazione. Pensando al fatto che è solo un disco d’esordio, fondato su un immaginario lavorato a sua volta in una maniera molto personale, è riscontrabile una rara completezza. FKA twigs è riuscita a darsi una credibilità e una forma in pochissimo tempo, scrivendo e producendo non solo musica, ma ogni aspetto del suo essere artista come una navigata artista, da anni nell’industria. Nicola De Amicis

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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