Zu & Eugene S. Robinson – The Left Hand Path

LP – Trost – 19 t.

Un disco degli Zu senza il “solito” spirito Zu. O forse no. Niente immagini riconducibili al devasto puro, niente sassofoni pregni di frenesia, linee di basso infuriate e batteria possente, sia nelle situazioni più cervellotiche che in quelle intrise di spontaneità. O forse sì, per quanto con la consapevolezza di essere in una fase di transizione comprendente i soli Luca Tommaso Mai e Massimo Pupillo, lontana da quanto avveratosi con l’EP Goodnight, Civilization. Questo The Left Hand Path, ai tempi di Carboniferous in stato embrionale e solo adesso rilasciato ufficialmente, con l’ausilio di un personaggio come Eugene S. Robinson, da sempre voce portante degli Oxbow, continua dove precedenti collaborazioni, da Eugene Chadbourne a Mats Gustafsson, avevano già seminato terreno, concependo un’immersione in una dimensione acustica, dove l’immaginazione trova la sua espressione nell’atmosfera cupa e lugubre, tra ambient e drone, che forma i 19 momenti dell’opera. È un cammino, quello del gruppo, i cui segni sono evidenti, riconducibili agli incessanti passi nei paraggi di Waiter Waited, ai pizzicati di Take-Away Truck e agli archi di In the Corner. Of the Corner Apartment, ad un Robinson che singhiozza (6 O’Clock, Pinning the Body to the Soul), rantola (Nightly a Sky) ed ulula (Shame on Me) nel suo spoken word, alle incessanti e pulsanti note di chitarra di We’re All Friends che si fanno più placate in Taking the Give, o al minimalismo di A Slick Not Spoken of Now. Or Again. Il silenzio del rumore che prende il posto del rumore traslato, deformato a mò di jazz-core, in una rappresentazione del dolore, da parte della mano sinistra, che è certamente interessante, se non fosse che in determinate circostanze rivela una certa pesantezza, come nel caso di The Relaxing o alcune performance da parte di Robinson stesso, che rischiano seriamente di risultare gigioneggianti rispetto a quanto sopra. Ciò nonostante, pur non essendo tra le produzioni di maggiore rilievo donateci dalla formazione romana, The Left Hand Path, in qualità di esperimento, non costituisce un mero divertissement, e in quegli svariati attimi che smuovono, sconvolgono, catturano è chiaro come la loro anima, ancora una volta, sappia cosa significa fare centro.

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Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.
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