Sikitikis – Dischi fuori moda

Tornano i sardi Sikitikis, a due anni dalla maturità raggiunta con “B” e a cinque dal calderone citazionistico “Fuga dal deserto del Tiki” (a chi se li fosse persi, consiglio di scaricarli gratuitamente dal loro myspace). “Dischi fuori moda”, prodotto dall’abile Manuele “Max Stirner” Fusaroli (Giorgio Canali, Tre Allegri Ragazzi Morti, Bugo…), rappresenta il capitolo “anomalo” della discografia dei Sikitikis, il punto di svolta della loro carriera. Rispetto ai due predecessori, l’album appare più compatto e più solido. Complice di questo il perfetto equilibrio tra la dimensione testuale e quella musicale, laddove l’esordio lasciava più spazio ai testi e “B” all’apparato musicale.

Questo è un disco diverso, è un disco bello. Troppo bello per essere anche vero? I Sikitikis abbandonano (per sempre?) l’etichetta di “band con richiami alle colonne sonore dei polizieschi, ecc”: i soli richiami in questo disco vanno alla tradizione della canzone d’autore italiana, filtrata dalla solista maestria dei nostri (tastiere vintage, una solida base ritmica e ancora una volta la totale assenza di chitarre). C’è un timido riferimento (involontario forse?) alle colonne sonore dei tanto amati videogame degli anni ’80 (vedi Tu sei muta, io sono sordo e Tiffany).

“Dischi fuori moda”  è la visione del pop visto dalla bellissima isola della Sardegna. Il cambiamento nella band è evidente. I suoni sono cambiati: immediati, meno spigolosi e più gommosi (si nota una certa influenza dei Casino Royale del periodo “Sempre più vicini”). Il suono del basso è meno solista rispetto ai precedenti lavori e le tastiere continuano a fare dignitosamente il loro lavoro; i testi conservano la solita ironia che ha caratterizzato i Siki fin dall’esordio, a partire dai loro titoli (Salvateci dagli italiani, Amore sul Mac, Uccidere compagni di scuola). Il concetto di amore è diverso rispetto al passato: qui non c’è nessuna Donna vampiro o una Little Lu, se prima Alessandro Spedicanti cantava “Meglio restare in panne/in mezzo all’autostrada/senza un soldo in tasca/che stare fermi nudi in camera tua/per poi sentirmi dire basta…” (Rosso sangue, da “B”), ora canta “Voglio dormire con te stanotte, ti prego/il nostro divano non vuol più parlare di te…” (Voglio dormire con te). Continua l’appuntamento con la classica cover, questa volta viene omaggiato Enzo Carella e la sua Malamore che qui diventa un brano percussivo e ancor più carnale dell’originale. Una delle perle del disco.

Impossibile, davvero, non inserire questo disco tra le produzioni migliori di questa prima parte del 2010.

Sikitikis, salvateci dalla musica italiana.

Marco “C’est Disco” Gargiulo per Mag-Music

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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