“Buon compleanno Barbie”, di Erica Donzella: perchè Barbie non è mai stata solo una bambola

Era il 9 Marzo del 1959 quando la Mattel lanciò la linea di fashion doll commercializzando la sua prima Barbie, la famosa bambola diventata un’icona per intere generazioni. Giunta al suo sessantesimo anniversario, la casa editrice catanese Villaggio Maori Edizioni le rende omaggio pubblicando Buon compleanno Barbie, romanzo scritto dalla poetessa e scrittrice Erica Donzella.

Foto Mirko Chessari

Basato su fatti reali, il testo è un’opera di fantasia che attraversa la storia della celebre bambola per farsi portavoce di un malessere esistenziale e di una malinconia interiore vissuti da chi, oggi, gioca con la propria immagine creando una vita che non gli appartiene, fino a dimenticare chi sia e cosa voglia davvero.




Perché la Barbie è stata creata? Cosa c’è realmente dietro la creazione di questa bambola? Ma soprattutto, cosa centra Barbie in tutto questo? Centra nella misura in cui un corpo fatto di plastica viene umanizzato nei sentimenti e messo a confronto con una persona che, invece, è fatta di carne nelle sue fattezze esteriori ma fredda e di plastica in quelle interiori. Due donne che, messe sullo stesso piano, diventano l’una specchio dell’altra, dove realtà e finzione si mescolano tra loro in un intricato gioco delle parti. Dove, a fine dei giochi, a emergere è solo un dolore che nessuna fama e gloria possono colmare.

Sinossi:

Barbara Millicent Roberts compie sessant’anni e deve organizzare la sua festa di compleanno. Sarah Jackson, giovane giornalista e influencer di Manhattan, la raggiunge nella sua villa per intervistarla. Ma la dimora è ridotta in rovina, la polvere alberga in ogni angolo, tutto sembra vuoto e spento. L’unica a non mostrare i segni dell’età è lei, Barbie, che per sua natura non invecchia. Eppure qualcosa di rotto in lei c’è, qualcosa di più profondo, difficilmente visibile a occhio nudo. Il racconto di Barbie, tra le stanze della casa, rivela un malessere che Sarah Jackson riconosce come non molto distante dal suo: vivere nella menzogna, indossare una maschera per adattarsi a una società basata sul consumismo, giocare a essere chi non si è per sopravvivere al dolore di non sentirsi amati. Ma quando il gioco finisce cosa resta?

Buon compleanno Barbie è una riflessione sulla vita e sulle difficoltà di essere se stessi nella quotidianità della società odierna. Il finale con colpo di scena, però, ci insegna che non tutto è impossibile da realizzare: a volte basta solo smettere di «giocare» con la propria immagine riflessa per porre fine a un’esistenza che non ci appartiene.




Daniela Bella, editor del libro, racconta:

Quando ti chiedono perché hai deciso di fare questo mestiere, la risposta arriva nell’istante in cui vedi arrivare il libro che hai lavorato. Difficile da spiegare a parole, è tutto racchiuso in quell’«oggetto» che tieni tra le mani.

Occhi esterni vedono quel libro lì, bello e pronto, e danno tutto per scontato, non si chiedono quanto lavoro, impegno e sacrificio ci siano voluti prima di poterne vedere la sua realizzazione. Ma tu lo sai, tu che sei il suo editor lo sai. Tu che hai avuto quell’idea, che l’hai vista nascere, evolversi, mutare, prendere forma, concretizzarsi, per poi doverci tornare ancora, più e più volte, prima di ricevere l’ok definitivo.

Succede poi che lavori insieme a un’autrice che di mestiere fa anche l’editor, che ti ha seguita durante il percorso formativo che ti ha portato a fare questo mestiere, che per te è diventata una figura di riferimento essenziale. Lei sente la mia idea e senza pensarci due volte mi chiede di poterne essere l’autrice.

L’emozione che porto dentro la sento ancora come quel giorno.

Buon compleanno Barbie nasce così. L’idea arriva un po’ per gioco: spulciando sul web, mi accorgo del sessantesimo anniversario dalla nascita di Barbie, che cade proprio quest’anno. O di Barbara Millicent Roberts, per l’esattezza. Una semplice bambola per molti, nulla di più. Eppure quella bambola ha segnato – e segna tutt’ora – l’infanzia di molte bambine, le ha accompagnate, le ha viste crescere.

Quasi inconsapevolmente, diviene anche un mezzo per creare storie, per mettere in moto la fantasia, quella che soprattutto i bambini hanno più spiccata per natura. A quanti di noi, poi, sarà capitato di staccarle un braccio, una gamba, la testa, tagliarle i capelli? Quanti hanno passato interi pomeriggi a realizzare improbabili vestiti per lei, accessori, a darle fattezze maschili perché Barbie ce l’avevamo già ma Ken invece no.

Ma anche Barbie, in realtà, ha una sua storia, e non è certo una storia felice. Ci guarda con quegli enormi occhi azzurri e con quell’espressione sempre sorridente, ma dietro cela ben altro. Diversamente da quanto si possa pensare, questo libro non è un saggio che vuole raccontare la sua storia, ma un romanzo che la attraversa per farsi metafora di quanto viviamo oggigiorno. È un libro profondo, che offre molti spunti di riflessione e che ci pone degli interrogativi, ma è anche un libro divertente, dove le battute che incorrono nel testo smorzano i toni rendendolo leggero e piacevole da leggere.

«Tu puoi essere tutto ciò che desideri» dice Barbie, e io oggi, mentre scrivo queste parole, ne ho una di fronte a me, osservo l’espressione del suo volto e contraccambio con il suo stesso sorriso.

Il libro è acquistabile immediatamente a questo link:

http://www.villaggiomaori.com/Erica-Donzella-Buon-compleanno-Barbie-p135387334

Загрузка...
Blogger a tempo pieno. Appassionato di televisione con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre, prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: