Sheltered 2

Sheltered 2 – Recensione

Sheltered 2: la sopravvivenza come unico obiettivo.

  • Nome completo: Sheltered 2
  • Piattaforme: Microsoft Windows (Steam)
  • Publisher: Team 17
  • Developer: Unicube
  • Distribuzione: Digitale
  • Data d’uscita: 21 Settembre 2021
  • Genere: Strategia, Gestionale, RPG
  • Versione testata: PC (Steam)

Non è assolutamente facile, in questo periodo, offrire un prodotto di genere post-apocalittico che non sia scontato, stereotipato e banale: il mercato è saturo di giochi a base di zombie, pandemie e gruppi di persone isolati cui unico scopo è quello di sopravvivere. Dalla perla narrativa di TellTale Games  con il riadattamento di The Walking Dead al capolavoro di inestimabile valore di Naughty Dog con The Last of Us, è ben chiaro che ormai il pubblico è stato in qualche modo educato verso una direzione piuttosto che l’altra. Sorprendere, dunque, risulta un compito assai arduo.

È su questi presupposti che si basa il lavoro dei ragazzi del team di Unicube e Team17. Sheltered 2, sequel del primo capitolo uscito nel lontano 2016, prova dunque ad offrire all’utenza un titolo gestionale dalla forte componente simulativa, il tutto ibridato a delle meccaniche RPG che cercano di svecchiare un genere forse troppo di niccchia in favore di un dinamismo sicuramente più commerciale.

La nostra base.

Un mondo attanagliato dalla distruzione

L’incipit narrativo di Sheltered 2 non si distingue certo per originalità. L’espediente chiarifica infatti l’intento degli sviluppatori di realizzare un titolo che facesse del gameplay il suo punto focale piuttosto che quello di raccontare una storia incisiva come quella ravvisabile nei titoli nominati poc’anzi.

Sono trascorsi diversi anni dallo scoppio di un’epidemia che ha portato l’intera popolazione mondiale non solo a decimarsi ma a trasformarsi in un pericoloso esercito di morti viventi. I sopravvissuti sono pochi, e si sono tutti coalizzati in numerosissime comunità sparse in modo frammentario in tutto il territorio: ed è qui che comincia la nostra storia. Il nostro personaggio sarà completamente personalizzabile, una scelta sicuramente apprezzata per gli amanti degli RPG e che sottolinea l’intento da parte degli sviluppatori di creare un prodotto che si ibridasse quanto più possibile ai generi più importanti dell’industria.

L’editor non è sicuramente dei migliori, offrendo difatti poche scelte e poche personalizzazioni, ma che restano abbastanza incisive e sufficienti a creare diverse tipologie di avatar. Al leader verranno affiancati poi subito dopo due alleati, anch’essi completamente personalizzabili, che andranno dunque a comporre la squadra del nostro rifugio antiatomico, di cui dovremmo prenderci cura attraverso i più svariati compiti.

Il sistema di gestione psicologica e caratteriale dei personaggi è completamente assegnata ad un sistema di tratti, in pieno stile GDR: ciascuno di essi ci restituirà non solo una peculiarità emotiva, ma anche delle capacità concrete (solitamente bonus passivi in seguito a colpi subiti dagli zombie, o capacità di trovare oggetti di valore con più facilità e così via.

Il mondo di gioco è cosparso di fazioni, in cui potremmo imbatterci durante le nostre esplorazioni: il rapporto con quest’ultime sarà deciso dalle nostre azioni e dalle attività svolte on game. Potremmo difatti ottenere una collaborazione con alcune semplicemente raccogliendo dei materiali, mentre in altri caso dovremmo combattere con quest’ultime o scegliere eventi testuali adatti.

Il comportamento delle altre fazioni nei confronti della nostra squadra verrà influenzato da diversi fattori.

Sopravvivere non è un gioco

La parte più massiccia del titolo è sicuramente incentrata sulla gestione del nostro rifugio antiatomico. Quest’ultimo avrà a disposizione le più disparate comodità, come la presenza di acqua corrente, un sistema di riscaldamenti perfettamente funzionante e diversi sgabuzzini per raccogliere le provviste e fare scorta. Ciascuna di queste cose, tuttavia, avrà bisogno di una manutenzione costante da parte dei nostri personaggi. Dovremmo infatti selezionarli e spedirli ad aggiustare gli ingranaggi del depuratore dell’acqua, il tutto ad intervalli piuttosto regolari.

Il nostro rifugio potrà essere abbellito anche dal punto di vista estetico, attraverso un sistema di crafting che ci consentirà di costruire numerosissimi oggetti di vario utilizzo, oltre che alla possibilità di costruire veri e propri upgrade utili alla produzione di strumenti da utilizzare in avanscoperta nei vari territori.

Particolarità del titolo è la possibilità di automatizzare alcuni bisogni primari, come quelli di mangiare, bere, dormire e così via: un grandissimo sollievo visto che tutto, nel titolo, va incontro alla degradazione progressiva. L’impegno nel gestire la base è difatti enormemente alto, e ciò eleva il titolo ad una difficoltà non troppo adatta, secondo noi, ai neofiti del genere.

La gestione dell’inventario è di per sé abbastanza semplice, probabilmente anche a causa di un sistema di tutorial ben fatto che va a spiegare non tutte le meccaniche ma quantomeno la maggior parte. Avremo a disposizione un numero di oggetti trasportabile molto limitato, per questo motivo ci toccherà spesso e volentieri fare previsioni e provare a lasciare dietro un oggetto che invece avrebbe potuto fare la differenza. Gli oggetti potranno anche essere scomposti per ottenere materiali primi da utilizzare, durante il crafting, nella realizzazione di altri utensili utili. Una particolarità del titolo è il fatto che sia le armi che il cibo occuperanno lo stesso spazio, e non avranno così slot appositi: starà a noi decidere se andare sul sicuro e dunque abbondare con le scorte di acqua e cibo o se giocare in modo aggressivo trasportando più armi e munizioni.

L’esplorazione è organizzata attraverso una mappa esagonale in cui è possibile muoversi liberamente. I viaggi intrapresi serviranno ad aumentare le nostre risorse ma anche e soprattutto a stringere importantissime alleanze. Durante l’esplorazione non avremo il controllo diretto dei personaggi che però ci avviseranno (tramite il menu in alto a destra) di eventuali pericoli. Il titolo offre la possibilità di ingaggiare combattimenti contro gli zombie, attraverso un sistema di combattimento a turni non troppo ispirato ed a tratti abbastanza impreciso. Il sistema utilizzato in sé non ci ha convinti appieno, probabilmente nient’altro che un tentativo di inserire delle meccaniche di un genere diametralmente opposto a quello dei gestionali/simulativi. Nei momenti più duri, il personaggio dovrà affrontare pericoli di ogni tipologia: il pericolo di morire di fame, temperature estreme ed incontri pericolosi che potrebbero condurre alla morte.

Sheltered 2 non offre altro, concentrando tutti i suoi sforzi nella gestione dell’accampamento che potremmo allargare sempre più. Attraverso l’escamotage della grafica in 3d ma a scorrimento orizzontale e verticale potremmo infatti (in stile Fallout Shelter) scendere sempre più giù nel realizzare il nostro bunker sotterraneo.

La desolazione alla fine del mondo

La realizzazione grafica di Sheltered 2 è indubbiamente collegata al suo predecessore. Mentre il primo titolo offriva una grafica molto approssimativa realizzata interamente in pixel art, il secondo offre un aspetto rinnovato in ogni sua parte. Sia le ambientazioni che i vari personaggi sono realizzati interamente in 3d, sebbene non si tratti di un lavoro di alto livello: le animazioni facciali, quasi assenti, sono poco soddisfacenti e delle volte i movimenti dei personaggi a schermo sembreranno piuttosto legnosi rimandando ad una sensazione complessiva non troppo incisiva.

Il mondo di gioco, seppur esplorabile, non è visibile al giocatore che si limiterà a spostarsi lungo un tabellone esagonale. La cura profusa nei dialoghi è comunque da ammirare, soprattutto poiché giochi di questo genere non brillano di certo per una sceneggiatura complessa e puntano piuttosto sulle meccaniche di gameplay.

La colonna sonora è del tutto assente in certi punti, soprattutto quando torneremo nel rifugio antiatomico. In generale, non si distinguono per qualche motivo in particolare, depositandosi in secondo piano e accompagnando in modo poco memorabile il personaggio nella sua avventura alla ricerca di risorse e di alleanze.

Dal punto di vista prettamente tecnico, il titolo delle volte scatta e subisce cali di framerate piuttosto costanti, oltre a diversi glitch di compenetrazione che renderanno complesso spostarsi all’interno di spazi più angusti. Di sicuro l‘assenza di localizzazione in italiano penalizza ulteriormente il titolo, difficilmente fruibile senza leggere quantomeno le istruzioni fondamentali del tutorial.

Il titolo in pillole: (dagli sviluppatori)
  • Fazioni: Il sistema delle fazioni permette ai giocatori di creare relazioni con altri gruppi per fornire alla loro base risorse e supporto, oppure possono rubare le loro armi e oggetti alla vecchia maniera.
  • Gestione delle risorse: I giocatori bilanciano le esigenze e i desideri dei sopravvissuti, gestiscono le risorse scarse, creano oggetti necessari a gestire il rifugio, cucinano i pasti e costruiscono attrezzature per mantenere vivo il loro gruppo.
  • Leader di fazione: Il leader della fazione è il membro più importante di un rifugio, che vanta i propri tratti unici e potenti: il leader della fazione sarà fondamentale per il successo del gruppo.
  • Una terra desolata che non perdona: Fame, asfissia, temperature estreme e combattimenti sono solo alcune delle sfide che i giocatori dovranno affrontare nelle terre desolate.
  • Combattimento: I giocatori utilizzeranno una serie di abilità unite alla capacità di costruire gruppi di quattro persone. Si potranno colpire parti del corpo specifiche sui nemici per infliggere danni più gravi. Ogni azione eseguita ha un costo in stamina, quindi la strategia sarà fondamentale in ogni scontro.
  • Personaggi: I sopravvissuti hanno una propria personalità, tratti, desideri e abilità da acquisire, e la capacità di personalizzare ogni singolo membro significa che ogni fazione è unica.

Commento finale

Sheltered 2 è un titolo consigliato ai giocatori esperti di titoli gestionali e simulativi, poiché presenta un livello di sfida al di sopra delle aspettative. Al netto di qualche errore di realizzazione si presenta come un titolo abbastanza buono che tuttavia non brilla particolarmente (forse a causa della commistione di diversi generi). Un’esperienza da provare.

VOTO: 7

Pro

  • Buonissima longevità
  • Ottimo sistema di crafting
  • Attività e sistemi di gioco perfettamente stratificati

Contro

  • Combattimenti non memorabili
  • Verrà richiesto troppo grinding per le risorse
  • Non accessibile a tutti

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