The Anacrusis – Recensione

The Anacrusis: in fuga dalla minaccia aliena.

  • Nome completo: The Anacrusis
  • Piattaforme: Xbox Series X/S, Xbox One, Microsoft Windows
  • Publisher: Stray Bombay
  • Developer: Stray Bombay
  • Distribuzione: Digitale
  • Data d’uscita: 13 Gennaio 2021
  • Genere: FPS, co-operativo, Sci-Fi
  • Versione testata: PC (Steam)

The Anacrusis, titolo sviluppato e distribuito dai ragazzi di Stray Bombay, è un titolo che ha fatto molto parlare di sé. Disponibile sin dal lancio incluso nell’abbonamento Xbox Game Pass, ha generato attorno a sé una fortissima attenzione in quello che a tutti gli effetti è un progetto ambizioso ed impegnativo: la volontà era quella di creare un FPS cooperativo ricco di elementi fantascientifici ma conservando un’anima anni ’60 in un connubio stilistico e tecnico che avrebbe potuto segnare un nuovo importantissimo tassello nella storia del genere. Ma le cose sono andate come dovevano? Ve ne parliamo nella nostra recensione.

Ritorno agli anni ’60

La trama in The Anacrusis gioca un semplice ruolo di incipit: questa non viene dunque presa in considerazione, lasciando piuttosto il passo alle diverse missioni che i quattro giocatori in squadra dovranno affrontare per la sopravvivenza. Ci ritroveremo in quello che a tutti gli effetti è un immenso luogo di villeggiatura sospeso in una stazione spaziale: qui gli elementi fantascientifici sono evincibili attraverso l’architettura composta da grossi macchinari e superfici metalliche. In questo contesto i giocatori verranno improvvisamente attaccati da orde di infetti che avranno come obiettivo quello di eliminarci. Un misterioso parassita ha infatti preso il controllo delle menti delle persone con cui è venuto a contatto, e il suo unico scopo è quello di propagarsi affinché non resti più nessuno dotato di una coscienza. La scena introduttiva è sempre la stessa, e viene ripetuta ciclicamente ad ogni inizio missione, senza alcun cambiamento degno di nota e servendo ai giocatori l’essenziale: siamo gli unici sopravvissuti, e dovremo impegnarci a restare in vita il più possibile, utilizzando le armi ed i potenziamenti sparsi in giro per la mappa ed approfittando di zone neutre (safe zone) in cui rifocillarci di munizioni e consumabili. Sebbene il titolo si configuri come fantascientifico, sono numerosi gli elementi che ci porteranno a spasso tra gli anni ’60: le capigliature dei personaggi, il loro vestiario, ed in generale lo stile delle musiche ed il contesto. L’obiettivo era quello di creare una commistione di generi, ma nessuno degli elementi appena citati contribuisce a ricreare un’atmosfera degna di nota.

Un gunplay non troppo brillante

In titoli del genere, caratterizzati dalla scarsità di elementi di trama e di lore, si dovrebbe puntare tutto sul gameplay e sulle modalità di gioco. Purtroppo, The Anacrusis mostra il fianco anche in queste situazioni. A causa forse dello scarso impatto avuto nel momento d’uscita, anche solo trovare una partita è un’impresa: durante la nostra esperienza abbiamo passato diversi minuti nelle lobby alla ricerca di qualcuno con cui giocare, e molti dei giocatori erano afk (assenti in quel momento dal pc), generando così difatti un’impossibilità molto marcata ad andare avanti nel gameplay fortemente caratterizzato dalla cooperazione.

Un’assenza di sistemi di kick rende difatti estremamente difficoltoso continuare l’avventura, trasformando ben presto l’esperienza in qualcosa di frustrante e poco divertente: nelle opzioni è presente una modalità afk in cui verremo controllati dall’IA. Non è necessario sottolineare quanto questa scelta faccia storcere il naso, soprattutto a causa della pessima gestione della stessa.

Dal versante puramente tecnico, il titolo non offre alcuna innovazione nel genere. In particolare il gunplay non è minimamente supportato da un sistema di movimento all’altezza, e la legnosità del titolo in generale non restituisce la benché minima sensazione di fluidità. Il sistema di puntamento non è dei migliori, e non si ha assolutamente la soddisfazione del portare a segno i colpi. Il tutto accompagnato da un’IA avversaria sottotono e sicuramente non brillante: spesso le orde di mostri ci eviteranno completamente, altre volte, attraverso la compenetrazione poligonale, riusciranno a raggiungerci anche nelle safe zone. Bug che, chiaramente, vanno a minare un titolo già precario.

Le armi vengono erogate inizialmente nella lobby di gioco: saranno tutte molto simili, e potremmo averne due. Con l’avanzare del titolo, ci verrà data la possibilità di scegliere tra diverse armi e perk, corredate da un sistema di abilità non del tutto chiare che vanno a modificare solo lievemente la qualità del gameplay. Massiccia la presenza di consumabili, dai classici medikit a diverse tipologie di esplosivo che potranno effettivamente fare la differenza nell’affrontare le orde e nell’abbattimento dei nemici più coriacei.

Stellare il setting… ma non la realizzazione

L’elemento tecnico del titolo è quanto di più deludente possa esserci: ai problemi già citati va aggiunto un input lag insistente e fastidioso, diversi bug di compenetrazione e di apparizione/sparizione di elementi a schermo ed in generale una ridondanza negli ambienti di gioco che andrà ad annoiare anche il più casual dei giocatori. La colonna sonora non è all’altezza del ritmo di gioco, caratterizzata da momenti morti in cui il riecheggiare dei passi dei personaggi sarà l’unico suono che andremo ad ascoltare. Il vuoto sonoro accompagna, di pari passo, un vuoto generale nell’architettura: poche coperture, piani superiori difficili da raggiungere ed una mappa piuttosto lineare e circolare che ci farà tornare sui nostri passi più spesso di quanto possiamo immaginare. Il movimento eccessivamente veloce del mirino è al limite del motion sickness: pur giocando con mouse e tastiera si avrà una difficoltà estrema nell’indirizzare i propri colpi, talvolta sparati al vento a causa delle hitbox nemiche non ben delineate.

I personaggi, assegnati in modo del tutto casuale all’inizio della partita, non sono personalizzabili e non ci verrà data la possibilità di legarci a loro: questi, privi di spessore narrativo, reciteranno più e più volte le stesse battute. La visuale imperfetta ed il controllo approssimativo di quest’ultima, infine, fa da sfondo ad una produzione che aveva sicuramente delle buone basi di partenza che tuttavia non ha saputo ben sviluppare.

Requisiti minimi di sistema:

  • OS: Windows 10
  • CPU: AMD FX-8350 / Core i5 6600K
  • RAM: 8 GB
  • Scheda Video: AMD Radeon HD 3870, Nvidia GeForce 8800 GT
  • DirectX 11
  • HDD: 25 GB di spazio libero

Commento finale

The Anacrusis è un titolo che, al momento, non ha abbastanza elementi da giustificarne un prezzo fissato a circa 20€. Necessita senza ombra di dubbio di un aggiornamento massiccio, con per esempio la possibilità di giocare a più modalità. I vari errori di realizzazione uniti ad un gunplay non ottimale relegano il titolo ad una posizione non troppo vantaggiosa nel panorama videoludico ricco di competitor più in linea con i bisogni degli utenti più esperti.

VOTO: 6

Pro

  • I boss delle fasi finali rappresentano un livello di sfida accettabile ed impegnativo
  • Da giocare in compagnia di amici

Contro

  • Gunplay troppo approssimativo
  • Evidenti errori tecnici
  • Scarsa personalizzazione dei personaggi e delle armi

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