Johnny DalBasso – JDB

Johnny DalBasso - JDBOctopus, 11 t.

Suonare rock’n’roll. Per di più da soli, ma non soli. Una regola unisex, come dimostrato già da Elli De Mon e dalle sue tendenze mistiche. Ma la vita da one man band, quando la si fa dalle parti di Napoli, si può rivelare altrettanto curiosa. A tal proposito Johnny DalBasso, con il suo esordio, si presenta per quel che è, una volta messosi all’opera: è grezzo quando a risuonare sono Settanta ed il surf-punk westerniano di Maialini, brani che non sarebbero dispiaciuti all’Edoardo Bennato degli albori, è elettrico quando c’è da fare La rivoluzione ed una volta che si lascia contaminare dal morbo di Billy Bragg, che passa attraverso una scossa di 200 volt in Riusciresti tu… e finisce per rinsavirsi una volta sopraggiunto il grido politico de Il terzo re, è devoto al blues, prerogativa del fingerpicking su cui è basata Manna dal cielo, ma anche dell’andamento sbilenco ed assassino di Lampi nel buio, ma anche al folk di Spara, ed è altrettanto beffardo quando, con Sessolosapesse, sfodera degli stacchi insospettatamente pop a fare da contraltare ad una dura storia, così come altrettanto funzionale a tal proposito è la ballata di turno quella C. P. C. A. che presente come voce aggiuntiva quella di un’intensa Marzia “Una” Stano e funge da adeguato fanalino di coda. Johnny DalBasso è così, duro e puro, e cotanto lavoro, senza alcuna scontatezza, adempie ottimamente allo scopo.

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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