Black Capricorn – Cult of Black Friars

Black Capricorn - Cult of Black FriarsStone Stallion Rex/BloodRock, 9 t.

Se i Black Capricorn, con il loro secondo lavoro, Born Under the Capricorn, avevano reso chiara la loro natura funerea, con quest’ultimo lavoro Cult of Black Friars sono riusciti a rimarcarne ancora di più l’idea. La formazione torna ad essere l’originale trio del 2007, che ha visto partecipi dal 2010 al 2012 la voce di Matteo Carta e la chitarra di Andrea Cadeddu. Il disco si compone di 9 tracce per un totale di una cinquantina di minuti, in stile doom.

Tra le influenze, infatti, troviamo i maestri Black Sabbath, come denota il suono della chitarra, che richiama chiaramente lo stile dell’immortale Iommi, ed i Saint Vitus. I ritmi sono lenti, cadenzati, tali da attanagliare in un’atmosfera angosciante; le note sembrano arrivare direttamente dal più profondo degli abissi a martellare i timpani, fino al loro sanguinamento. La traccia di apertura, Atomium, adempie egregiamente al suo compito, lasciando immaginare una cattura all’interno di un vortice di note attraverso cui aprire le porte a Cult of Black Friars con cui si entra nel vivo del loro lavoro.

La title track si apre con dei rintocchi funerei che scandiscono il tempo per l’intera durata, forgiando il brano con la caratteristica matrice doom, riff semplici e tenebrosi che si poggiano su un tempo lento e ben cadenzato, con la lontana voce di Kjxu e dal timbro basso che la rende ancora più angosciante. Il resto del lavoro però non presenta alcune variazioni rispetto a quanto descritto, le tracce seguono tutte lo stesso schema strutturale e formale, ad eccezione dei due brani strumentali Riding the Devil’s Horses e Cut People. In questi ultimi si fa viva una leggera aggressività che altrimenti sarebbe rimasta a sopire per l’intero lavoro; tuttavia ascoltando ci si ritrova ipnotizzati ed immersi in una spirale di riff assillanti. L’album non si presenta di certo come un capolavoro ma tuttavia riesce nell’intento di veicolare una buona dose d’angoscia, che rischia a volte di tediare l’ascoltatore.

Andrea Salvioni

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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