Riccardo Sinigallia – Monk, Roma

5 marzo 2016

Riccardo Sinigallia è un cristallo fragilissimo. Uno di quelli che, quando ne scrivi, hai paura di maneggiare, ché rischi di frantumare in migliaia di pezzi con un aggettivo fuori posto, banale. Un po’ come quando ti ritrovi a dover descrivere una cosa bella, che so, un tramonto per esempio. Come la traduci in parole una cosa bella? Puoi usarne quante ne vuoi, a tuo piacimento, ma non renderanno mai quella bellezza, quell’immagine (e sì che lo so che basta una foto, magari inviata via smartphone, e il problema è risolto). E allora, se la bellezza è intraducibile a parole, quali parole usare per parlare di Sinigallia e della sua musica? Nessuna. Non ne utilizziamo nessuna. Se lo conoscete, se conoscete le sue canzoni, e come me non lo avevate mai visto dal vivo, andate a un suo concerto. Se non lo conoscete, recuperate le sue canzoni e andate a un suo concerto (non necessariamente in quest’ordine).

E quando sarete andati a un suo concerto – e vi auguro di beccare una cornice adatta, adatta come è stato il Monk – magari proverete la mia stessa sensazione. Vale a dire quella di un uomo che è tutt’uno con la sua Arte, che non crea barriere, che non usa maschere. Che è nudo. Nudo con la sua fragilità, la sua tenerezza. Con le sue parole sussurrate, in bilico tra terra e cielo. Con la sua musica chiaroscurale, che rifugge dagli artifizi per mantenersi limpida.

Come un’onda che non ha confini“. E forse l’emblema di quanto appena detto è proprio Bellamore, resa ancora più tremolante, come una fiammella in balia dei freddi venti nordici, rispetto alla versione album. Oppure l’inizio, affidato a Laura e Amici nel tempo, solo voce e tastiera, con l’intensità sonora accentuata da un fascio di luce a illuminare un Sinigallia immerso nel buio. Sorprende sempre, come fosse la prima volta, la sfuggevolezza de La descrizione di un attimo. O ancora la nuova A cuor leggero, con le sue note agrodolci, con quella sua velata malinconia di fondo che di fatto contrasta con la sua orecchiabilità, affogandola senza rimedio.

E chissà quante volte ci perderemo ancora, prima di non perderci mai più. O chissà quante volte ci perderemo ancora prima di non rivederci più“.

Scaletta:

Laura

Amici nel tempo

E invece io

Non è più come prima

Per tutti

13 07 2010

Le ragioni personali

Prima di andare via

Anni di pace

Bellamore

La descrizione di un attimo

La revisione della memoria

Uscire fuori

Buonanotte

Bis:

A cuor leggero

Solo per te

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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