The Foreshadowing – Traffic, Roma

7 maggio 2016

Dopo una pausa durata due anni i Foreshadowing tornano a suonare al Traffic di Roma, che l’ultima volta li aveva ospitati nel 2014 di spalla ai Saturnus. Tuttavia, la serata di sabato 7 maggio 2016 è stata dedicata alla pubblicizzazione del loro nuovo album Seven Heads Ten Horns, e li ha visti suonare come headliner accompagnati da Embrace of Disharmony e Beyond the Dark.

Questi ultimi cominciano a suonare verso le 22:00, con un locale pressoché vuoto. L’introduzione della loro prima canzone riesce comunque ad attirare all’interno i vari fumatori arrestatisi fuori dal locale, e il concerto può iniziare. Ci sorprende al microfono Giuseppe Di Giorgio, cantante dei Black Therapy che avevamo avuto modo di ascoltare di spalla ai Novembre, e che si è trovato a sostituire Filippo Palma. I due gruppi hanno comunque uno stile abbastanza simile definibile come melodic death metal, sebbene i Beyond the Dark riescano ad inserire nel loro repertorio anche qualche apertura acustica con voce pulita – nella quale, a dirla tutta, il cantante non riesce a destreggiarsi perfettamente. Il gruppo è nato abbastanza di recente e si vede, ma il tempo e le capacità per poter fare più esperienza live ci sono.

Dopo di loro è il turno degli Embrace of Disharmony, dove suonano il batterista degli Shores of Null e il chitarrista dei Noumeno. Il gruppo ha pubblicato il suo debutto discografico nel 2014 per la My Kingdom Music, Humananke, colpendo soprattutto grazie ad un’ottima tecnica e alle numerose collaborazioni con artisti di fama internazionale, tra i quali Kobi Farhi degli Orphaned Land, Mike LePond dei Symphony X e Rafael Bittencourt degli Angra sono solo i più importanti e famosi. Sfortunatamente, però, questi due sono risultati essere anche i principali problemi di cui ha risentito il live degli Embrace of Disharmony: il loro è un progressive metal abbastanza teatrale, e trovarsi in quattro su un piccolo palco – di cui uno dietro alle pelli e altri due forzati a prestare molta attenzione all’esecuzione della loro parte – costretti a suonare con delle orchestrazioni registrate, non può che inficiare la resa dell’esibizione.

Coi Foreshadowing il locale si riempie molto di più e il pubblico risulta decisamente più caldo rispetto a quando avevano suonato Beyond the Dark e Embrace of Disharmony – accolti abbastanza freddamente. Dovendo presentare il loro nuovo album, la scaletta è pregna di canzoni tratte da Seven Heads Ten Horns, a partire da Ishtar, introduzione che apre sia il album che il concerto. La scaletta viene completata da alcune delle migliori canzoni estratte in maniera eguale ed equilibrata dai tre precedenti album, con la pesante assenza, probabilmente, di Eschaton, richiesta anche dal pubblico. Ma la cosa più bella è stata assistere al concerto di un gruppo palesemente voglioso di tornare a suonare live dopo due lunghi anni di lontananza dal suo pubblico casalingo – compreso il batterista Giuseppe Orlando (ex Novembre), che sembrava il più entusiasta sebbene si sia aggiunto solo più recentemente.

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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