Killing Joke – Pylon

Killing Joke - PylonSpinefarm, 10 t.

Può un prestigiatore attraversare quel valico che separa le illusioni dalla realtà rimanendo incolume e di conseguenza risultandone rafforzato, specialmente se in gioco vi è la musica? Jaz Coleman, probabilmente, visto il suo carisma, è una lapalissiana dimostrazione di come la risposta possa (ancora?) essere affermativa, là dove casi simili paiono scarseggiare. Come lui i suoi Killing Joke, da sempre parte integrante di quella schiera di mosche bianche che, di genere in genere, hanno quasi sempre dato vita ad un repertorio di alto livello, mantenendo pertanto una dignità non da tutti. Difatti Pylon, ultimo capitolo in studio, non fa eccezione, anzi, fra i lavori recenti va riconosciuto come uno dei maggiormente interessanti della band londinese, un coacervo sempre più rafforzato di sonorità talmente connesse e compatte da non dare mai il sapore di già sentito: c’è uno scenario tanto beffardo e scanzonato quanto apocalittico che si staglia con veemente marzialità nel corso di New Jerusalem, se possibile, a sua volta, la continuazione di una New Cold War imbevuta da un mood premonitore, come al contempo è presente una panoramica a metà tra Scozia e Medio Oriente come quella della galoppata tra post-punk e techno di Autonomous Zone; c’è una Euphoria che attualizza gli influssi new wave venuti alla luce nel corso degli anni ’80 e c’è una Big Buzz che svela immediatamente una gradita venatura pop, portando ad un’accessibilità rivolta ai più, dal sapore lievemente radiofonico ma di sicuro non per questo meno convincente, che caratterizza War on Freedom; il tutto mentre dalla parte del metal e dell’industrial sono invece situate una terremotante e trascinante Dawn of the Hive, la visionaria Delete e soprattutto i riff assassini e vagamente noise alla base di un’annichilente e furente, già solo dalla performance di un posseduto Coleman, I Am the Virus, la cui dicotomia è riscontrabile nella conclusiva ascesa di Into the Unknown. Elementi di un quadro, che non lascia spazio a dubbi: Pylon è un album godibilissimo e, alla luce di quella linea che separa i sopravvissuti dai riciclati, tanto i Killing Joke fanno parte dei primi quanto al contempo sanno come farsi continuamente avanti con il loro stato di outsiders, che favorisce la soddisfazione tipica di molte loro nuove fatiche.

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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