Spartiti – Austerità

Spartiti - AusteritàWoodworm, 9 t.

Ci sono pesi ingenti ancora ardui da scrollarsi di dosso, se non impossibili, c’è la consapevolezza del fatto che certe cose abbiano un inizio ma anche un’insospettabile fine, là dove purtroppo è calato il sipario sull’avventura degli Offlaga Disco Pax. Ma c’è anche, in concomitanza con l’animo shoegaze di Daniele Carretti emerso grazie a Felpa, la voglia di sedimentare quelle basi poste già dal 2007 e poi sviluppate nel giro degli ultimi due anni, c’è un altro grido proveniente da Reggio nell’Emilia e contemporaneamente da Cavriago. Esperimenti che sono un nuovo inizio per Max Collini ed un’altra esperienza per l’amico Jukka Reverberi, uno dei punti cardine dei Giardini di Mirò. Spartiti, per l’appunto. Austerità non equivale a tal proposito solo al sunto di un simile viaggio e certamente non va letto solo nell’ottica di un audiolibro: al contrario è un progetto in cui quell’equilibrio tra una coinvolgente narrazione di storie tanto di penna propria quanto di Simone Lenzi, Paolo Nori, Simona Vinci, tra Zanardi ed il Sega Master System, e musiche capaci di dar loro corpo, pathos ed anima non viene certamente meno. Collini è sempre inconfondibile e non risulta mai sottotono, anzi, a volte riesce ad incutere divertimento, ma una speciale menzione la meritano gli arrangiamenti adoperati da Reverberi, tra chitarre e loop: ispirazioni post-rock particolarmente accentuate quando ad emergere è ambient dalle tinte malinconiche (il parallelismo di Babbo Natale) ed acquatiche (Bagliore) prossimo a fusioni di qualsivoglia sorta (Nuova Betlemme) ed a loro volta tali da cedere il passo ad un contrasto tra dissonanze eteree (Io non ce la faccio) e l’intimità tipica di certo folk (Ti aspetto), ritmiche trip hop persino occhieggianti al pop di una Neneh Cherry 90’s (la title track), la cupezza dal fare jazz alla base di beffarde vicende post-scolastiche (Vera) come la raffinatezza di certi riff pianistici in un mondo di affari (Banca locale) ed un incalzante coacervo di post-punk, new wave e noise (la proclama dalla disarmante attualità del manifesto e programma politico di Sendero Luminoso). Se già in sede live Spartiti risultava essere una gioia per occhi ed orecchie, la resa in studio di Austerità conferma come un simile progetto non solo riesca a fare sua l’eredità lasciata dagli Offlaga, ma certifica come esso sia lontano dalla mera condizione di side-project. Anzi, è tale da meritare solo il meglio.

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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