Fleshgod Apocalypse – King

Fleshgod Apocalypse - KingNuclear Blast, 12 t.

Coloro che vedono la Nuclear Blast come il vaso di Pandora della musica metal potrebbero trovare nei Fleshgod Apocalypse un’importante prova delle loro teorie del complotto. Il gruppo italiano, già consacrato dopo il primo Oracles (2009) a giovane promessa del brutal death metal nostrano, è stato immediatamente adocchiato dall’etichetta tedesca. Ne è risultato un tutto sommato inevitabile alleggerimento del sound, fattosi leggermente più orecchiabile e meno brutal(e), per così dire.

In realtà alcuni passaggi di Oracles e il successivo EP Mafia (2010) mettevano già in mostra una tensione, una Sehnsucht del gruppo verso sonorità altre, non ancora ben definite. E King (abbandonando i concept e gli artwork a sfondo mitologico dei due precedenti album) sembra portare a compimento questo percorso durato quattro uscite. Un sigillo che migliora i difetti riscontrati dai più in Agony (2011, peso specifico delle orchestrazioni troppo alto) e Labyrinth (2013, il troppo stroppia), facendo risultare King decisamente equilibrato. E anche la voce pulita così ammiccante del bassista Paolo Rossi nei brani In Aeternum e The Fool risulta ben collocata e posizionata con sagacia, allo scopo di aumentare la teatralità e il pathos delle composizioni.

Quindi, bisogna quantomeno riconoscere ai Fleshgod Apocalypse uno sforzo immenso nel tentativo di bilanciare alla perfezione ogni elemento facente parte della loro opera. E nonostante qua e là spunti qualche mero esercizio di stile – Paramour (Die Leidenschaft bringt Leiden) e la solita, omonima traccia di pianoforte in chiusura d’album – si può tranquillamente affermare che tracce come Healing Through War, Mitra e Syphilis vadano proprio interpretate in questo senso.

Ora, ci sarà sempre chi sentenzierà che dopo Mafia non hanno più sfornato nulla di buono, oppure chi ad ogni nuovo album parlerà di capolavoro originale che segnerà una nuova epoca nella storia della musica estrema. Ovviamente la verità sta nel mezzo: Mafia è oggettivamente un ottimo EP, così come King, dopo due “esperimenti”, è oggettivamente riuscito a portare i Fleshgod Apocalypse ad un nuovo livello compositivo. Tuttavia, allo stesso tempo non bisogna dimenticare che l’unione di death metal e elementi sinfonici non è cosa nuova: sebbene non facciano propriamente parte di questa corrente, nell’ultimo decennio gli Epica (giusto per citare un gruppo conosciuto anche ai meno avvezzi al genere) hanno puntato ad un’estremizzazione delle loro sonorità; e i Septicflesh rimangono i veri pionieri del cosiddetto symphonic death metal, nonché i maestri indiscussi del ritornello orecchiabile – pur non essendo prodotti dalla Nuclear Blast.

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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